Vi siete mai soffermati a pensare quanto sia importante la costruzione dei ricordi?
Ogni istante della nostra vita è un frammento di emozioni, alcune di queste restano e riemergono dolcemente, magari dopo molti anni.
Era estate, era luglio, erano gli inizi del ‘900.
La cartolina appartiene a me, sul retro una mano attenta ha scritto queste parole: ricordo ai Bagni di Sturla, 1916.
E loro, i bagnanti, sono tutti in posa.

E come sempre osservo e vorrei ricostruire le storie di ognuno.
Qualcosa traspare e giunge ai nostri sguardi, si intuiscono affinità e parentele.
La donna in primo piano con il capo coperto dev’essere sorella di colei che porta il costume rifinito di bianco.
E sono circondate da bambini, uno indossa una giacchetta con gli alamari e c’è qualcosa che attira la sua attenzione, infatti si volta indietro a guardare sfuggendo così allo scatto del fotografo.

I bambini, quanti sono!
A dire il vero non tutti sembrano contenti di stare in spiaggia.

La maggior parte di loro, però, sembra spassarsela.
E non ne sono consapevoli ma in questo esatto istante sono impegnati nella costruzione di un ricordo che non li abbandonerà più.
Uno fa capolino, timido, quasi si nasconde sotto al cappello di paglia, la bimba al centro dell’immagine ride felice, ride persino con gli occhi, alle sue spalle c’è una sua coetanea dall’espressione pensierosa, nel gruppo si nota anche una ragazzina più grande che è distratta e volge lo sguardo verso il basso.
E alle loro spalle i soliti monelli!
I due fratellini con il cappello bianco hanno due facce da tipi terribili, diciamolo!
E quello con la maglia a righe? Lo vedete che allunga il braccio dietro le spalle del suo amico? Che sta facendo, secondo voi? Eh, mi sa che ne ha combinata una delle sue!

Certo, poi in un gruppo di ragazzini c’è sempre un leader!
Eccolo qua, direi che non ci sono dubbi, è proprio lui.

I bambini, in qualunque tempo, sono sempre uguali.
Lei ha un costumino a righe, sembra insicura e impacciata, forse non capisce bene cosa stia succedendo, guardate come tiene le mani, la sua gestualità è tipica dei suoi anni.
Osservate una bimba di adesso, potrebbe capitarvi di sorprenderla in questa posizione.

I bambini, seduti per terra davanti ai grandi.
Uno sorride e fa quasi una smorfia, è uno che la sa lunga lui!
La costruzione di un ricordo è una sorella maggiore che ti abbraccia, affettuosa e protettiva.
E poi gli anni passano e un giorno riguardi questa immagine e magari dici: ma guarda com’ero da piccola!

E poi ci sono gli altri, gli adulti.
Padre e figlio sullo sfondo, le giovani donne in primo piano sembrano in qualche modo esitanti, forse non vorrebbero essere fotografate.
In spiaggia, a luglio, con le maniche lunghe.

E ancora, al centro una madre di famiglia, tra le sue figlie.

E ancora, un rubacuori dai modi spavaldi e accanto a lui un provetto nuotatore con due baffoni importanti.
E là, in primo piano sulla destra, un ragazzetto dall’aria intirizzita, che sia appena uscito dall’acqua?

La costruzione dei ricordi è fatta di piccoli istanti, di momenti del tuo passato che riaffiorano, di complicità e di risate condivise.
Loro sono amiche, una è bella e solare, quella al centro è dinamica e decisa, l’ultima sembra dolce e comprensiva.
Ti ricordi? Quel giorno a Sturla, noi tre.

La costruzione dei ricordi è portare con te ciò che appartiene alla tua famiglia, i volti, le memorie, gli affetti.
E magari tu sei una delle più piccine, ti hanno messo in testa la cuffietta bianca e sei lì tra i tuoi fratelli, seduta sui sassi.
E dietro di te, aggraziata e garbata, c’è la tua mamma, sta seduta tra la zia e la nonna, quest’ultima porta un cappello per ripararsi dal sole e vigila attenta sui suoi adorati nipotini.

La costruzione dei ricordi è fatta di piccole cose, per gli altri non significano nulla ma per noi sono l’essenza della nostra esistenza.
Te li tieni stretti e ti rincuorano, nei momenti difficili.
Ricordi?
Lei, quella con i ricciolini, è mia sorella più piccola.
E loro due sono i miei cugini, due pesti che non ti dico!
Io sono quella con le trecce, con le gambe infilate nel salvagente, quanto mi piaceva andare al mare!
Sulla spiaggia di Sturla, a luglio.
