I fratellini Giustiniani Longo e lo sguardo di Van Dyck

Sono tre fratellini e la loro grazia ingenua è stata catturata dal talento di Antoon Van Dyck che li ritrasse con maestria durante il suo soggiorno genovese tra il 1626 e il 1627.
Sono tre fratellini e appartengono a una nobile famiglia che diede alla Repubblica dogi, condottieri e notabili: loro sono Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo.

Il quadro fa parte della collezione della National Gallery di Londra ed è eccezionalmente esposto a Genova fino al 19 Luglio alla mostra Van Dyck l’europeo allestita a Palazzo Ducale e curata da Anna Orlando e Katlijne Van der Stighelen.
Si è a lungo erroneamente ritenuto che i tre bambini fossero membri della famiglia Balbi, in quanto l’opera apparteneva alla quadreria di questa nobile famiglia cittadina ma una straordinaria scoperta ha reso ai tre fratellini la loro vera identità.
Infatti Anna Orlando, storica dell’arte e curatrice di questa splendida mostra, ha compiuto un’appassionata e approfondita ricerca d’archivio che le ha consentito di riconoscere in questi visetti i tre fratellini Giustiniani Longo.
Committente dell’opera fu probabilmente il nonno Alessandro Giustiniani Longo, anch’egli ritratto da Van Dyck così come la sua consorte Leila.

E così oggi, nella nostra e nella loro Genova, sono tornati tre bambini che calcarono le stesse strade che anche noi attraversiamo.
Abbigliati con fasto principesco, indossano abiti impreziositi da broccati, pizzi, passamanerie, velluti e fili dorati.
Il più grande, Alessandro, sfoggia un’ingombrante gorgiera.

Ha un abito ricchissimo dalle finiture ricercate, in un contrasto potente di argento e rosso.

Regge il cappello piumato e alla vita porta una spada.

I boccoli biondi incorniciano il visetto paffuto del secondogenito Vincenzo che, con un gesto affettuosamente protettivo, tiene una mano posata sulla spalla del piccolo Francesco Maria.

Van Dyck con le sue sapienti pennellate ci racconta così un mondo e i suoi sfarzi sontuosi, Vincenzo indossa un abito scuro con gli alamari dorati, il piccolo di casa ha invece una veste dalla vivace tonalità di rosso.

E si coglie un’armonia perfetta nella gestualità e nei movimenti delle mani dei tre fratellini.

E c’è un’assenza che, silenziosamente, diviene presenza viva e memoria.
Sempre grazie alle minuziose ricerche di Anna Orlando è stato infine decifrato il messaggio che Van Dyck dipinse ponendo un fragile uccellino tra le ditina di Francesco Maria.
Quella creaturina è così raffigurata per rappresentare il quarto fratellino, il piccolo Luciano troppo presto deceduto ma mai dimenticato.
E l’assenza diventa presenza.

Simboleggiano il lutto anche i corvi scuri che occupano un gradino della scala.

Van Dyck consegnò ai posteri la memoria di tre bambini, posò su di loro il suo sguardo e li immortalò nella leggiadria dolcezza dell’infanzia.
Una studiosa ha saputo leggere questo dipinto in una maniera unica, restituendo così agli occhi del mondo i nomi e i volti di Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo.

La mostra allestita a Palazzo Ducale riunisce a Genova 60 capolavori di Van Dyck provenienti dai più importanti musei del mondo, in queste tele troverete molti bambini: sono nobili e figli di sovrani, sono angioletti e rappresentano a volte metafore di stagioni della vita, sono gioiosi putti che si librano leggeri nell’aria con sublime armonia.
E nella cornice della loro città, nel luogo che li vide nascere e muovere i primi passi sono tornati anche loro: i fratellini Alessandro, Vincenzo e Francesco Maria Giustiniani Longo.

10 pensieri riguardo “I fratellini Giustiniani Longo e lo sguardo di Van Dyck

  1. Se veramente le cose stanno così come la Orlando ne afferma,deve essere proprio brava!Perchè o si ama quella dinastia per cui sai,oppure il pittore ha lasciato testamento scritto.Complimenti per la loro ricerca,e anche a te Miss Fletcher che l’hai illustrata magistralmente.

    1. Hai visto che storia straordinaria? Il dipinto già è meraviglioso ma poi tutta la vicenda dello svelamento delle identità dei tre fratellini è proprio emozionante.
      Grazie di aver apprezzato Mauro, mi fa molto piacere! Un abbraccio.

  2. Bellissimo questo quadro. Ho avuto modo di ammirarlo alla mostra e sono rimasta colpita da tutti i simboli che contiene. Davvero per capire a fondo un’opera bisogna studiarla.

  3. Finalmente eccomi un po’ qua da te Miss e, con piacere, leggo subito una bellissima storia inerente a questo dolce quadro. La cosa che però mi ha colpita maggiormente è chissà che soddisfazione per la signora Orlando essere riuscita in queste sue scoperte! Grazie per questo post!

  4. Deve essere una mostra bellissima, questo quadro lo é senza dubbio, con quei dettagli pieni di simbolismo. Ci presenterai anche il tuo “colpo di fulmine”? Bacioni cara!

  5. certo, Miss, Van Dick ci sapeva proprio fare coi pennelli… quel fondale scuro oggi lo si può ottenere con un colore che porta il suo nome cioè bruno Van Dick…

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