Un curioso aneddoto di famiglia

Di caruggi e panni stesi scrivo spesso, lo sapete.
E guardando le varie fotografie che ho scattato nel tempo mi è tornato alla memoria un simpatico aneddoto di famiglia che di certo vi strapperà un sorriso.
La protagonista incontrastata di questo curioso episodio è la mia nonna paterna.
Dite che da lassù se la prenderà se scrivo di lei? Spero proprio di no, del resto lei raccontava questa  vicenda ridendoci sopra!
Mia nonna era un tipetto con un bel carattere e per la sua epoca era piuttosto indipendente, lei era una ragazza del ’99 e quando ero piccola questo fatto mi faceva piuttosto impressione: la nonna era di un altro secolo.
La nonna era maestra elementare, ho ancora una serie di foto di lei con i suoi alunni, sono immagini suggestive e molto particolari.
La nonna aveva il suo bel da fare con tre bambini, la vita allora era molto più dura.
E come ho detto, aveva la sua testa.
L’episodio in questione avvenne negli anni ’30 o ’40, quando la famiglia abitava in un appartamento della Circonvallazione a Monte.
E come tutti davanti alla finestra la nonna aveva una corda da stendere.
E insomma, la nonna aveva la pessima abitudine di stendere le lenzuola nel senso della lunghezza con il risultato che queste andavano ad coprire completamente la finestra dell’inquilino del piano di sotto, uno stimato professore che in quell’appartamento aveva  il suo studio.
E caspita!
Il professore comprensibilmente non la prese benissimo e salì diverse volte dalla nonna per farsi le sue ragioni.
Niente, la mia amabile antenata continuò imperterrita a fare come le pareva e così ad ogni suo bucato il lenzuolo  scendeva inesorabile come un sipario ad adombrare la finestra del malcapitato.
La maledizione del buio! Provateci voi a lavorare in penombra!
Ora, per quanto alla nonna mi uniscano evidenti legami di parentela, devo ammettere che la sua posizione è francamente indifendibile e lo stesso deve aver pensato la vittima della situazione che tuttavia non si diede per vinta: a mali estremi, estremi rimedi.
E così il serissimo gentiluomo con un colpo di genio da manuale un bel giorno risolse brillantemente il problema, si armò di pennello e con mirabile cura dipinse le lenzuola della nonna con l’inchiostro!
Immagino che da quel giorno la nonna si sia rassegnata a stendere in maniera decente, santo cielo!
E a proposito di cose d’altri tempi sto pensando di dare una svolta vintage a questo blog,  per scrivere i prossimi post ho tutto l’occorrente.
Pennini, calamaio, praticamente ho tutto, si tratta di oggetti che appartenevano a mio nonno.
Manca solo una cosa: l’inchiostro.

Calamaio