È un angelo colmo di grazia a custodire l’eterno sonno di Stefano Viganego nel chiarore del Porticato Montino al Cimitero Monumentale di Staglieno.
La creatura celeste così rimane, con le sue grandi ali, i capelli morbidi, gli occhi socchiusi, in questa mistica quiete.
La scultura, opera di Pietro Capurro e risalente al 1930, comprende anche un tondo nel quale si distinguono i tratti del defunto e collocato sopra la figura dell’angelo.
L’angelo, sfiorato dall’ombra e dalla luce, stringe tra le dita un ramoscello d’ulivo.
L’altra mano è invece così posata sulla croce, con fidente e armonioso abbandono.
Nel silenzio, nella quiete.
Nella luce radiosa che così sfiora l’angelo e i suoi dolci tratti.






