Cose di Rezzoaglio

Queste sono cose di Rezzoaglio vedute qualche tempo fa in questa nota e apprezzata località della Val d’Aveto.
Tra il verde e la frescura, in un giorno d’estate.

È accogliente e gradevole Rezzoaglio, paesino lindo sotto il cielo blu.

Quel giorno a Rezzoaglio ho attraversato un ponte antico sotto il quale scorre l’Aveto.

E così lo si scorge, tra il fitto verde degli alberi.

I passi sul ponte, il canto dell’acqua.

Il sole che scalda le pietre, le foglie, i rami protesi.

E oltre, il prato, il fieno e la quiete.

L’armonia frutto del lavoro e delle fatiche degli uomini.

Il profumo del fieno, uno dei più deliziosi aromi estivi.

E ancora il ponte.

E la piccola edicola.

E il panorama in lontananza.

Sono molte le cose buone e belle di Rezzoaglio: qui si trova il Caseificio Val d’Aveto celebre per le sue delizie.

E fa parte di questo comune l’incantevole Lago delle Lame con la sua atmosfera fatata.

Questa visita a Rezzoaglio mi ha regalato poi una gradita sorpresa.
Stavo ammirando la Chiesa parrocchiale che al suo interno riluce di oro.

Sul muro laterale è affissa una lapide ai caduti in guerra, osservandola con attenzione mi è parso di riconoscere lo stile di un celebre artista nella drammatica bellezza del viso del soldato ritratto con la bandiera come sfondo.

Non mi sbagliavo, infatti la scultura è opera di Federico Bringiotti, talentuoso artista del quale ho scritto più volte a proposito delle sue magnifiche opere collocate al Cimitero Monumentale di Staglieno.
La sua arte è arrivata qui, tra i monti della Val d’Aveto.

Qui dove l’acqua è fresca e rigenerante.

A Rezzoaglio, dove sui prati riposa il il fieno caldo di sole.

Santo Stefano d’Aveto: un giorno alla Trattoria Maggiorasca

È un giorno lontano del 1928 a Santo Stefano d’Aveto, ridente località dell’entroterra ligure.
E si resta in posa per la fotografia: una signora sfoggia un sorriso luminoso, le ragazze portano il fazzoletto in testa, un giovanotto se ne sta lì a braccia incrociate e sorride gioviale.

Forse si festeggia qualche evento particolare, è innegabile che si notino certe particolari raffinatezze nello stile, la più piccina della compagnia ha una bella vestina chiara e un grande fiocco sulla testa.

E che dire poi dell’elegantone con il farfallino? Si intuisce proprio che è un tipo dai modi disinvolti e sicuri.

Nella quiete della Val d’Aveto, circondati dal verde dei prati.

È un giorno speciale, è un giorno da ricordare per tutti loro.

Sull’edificio davanti al quale venne scattata questa fotografia spicca una grande insegna: Trattoria Maggiorasca, nome che deriva dalla vetta che domina la località.

E così, durante la scorsa estate, in occasione di una gita a Santo Stefano d’Aveto ho portato con me la fotografia che ho l’onore di custodire.
E gironzolando per le strade di questo magnifico paesino mi sono messa a chiedere informazioni alla gente del posto, questa per me è una delle cose più divertenti che ci siano!

Immaginatemi in cerca della Trattoria Maggiorasca, di quelle scalette e di quello spicchio di mondo.
E forse quel giorno il pranzo fu particolarmente piacevole, per la gioia dei commensali vennero portate a tavola i deliziosi salumi, i gustosi formaggi del posto e molte altre specialità servite con cura alla celebre Trattoria Maggiorasca di Santo Stefano d’Aveto.

È stata una gentile signora a portarmi proprio nel luogo in cui si trovava la favolosa trattoria.
Ecco le scalette e quello spicchio di mondo ormai mutato.

Tra il fresco degli alberi, nella cornice dei monti.

Come ritornare.
Di nuovo, ancora una volta.
Dopo tutti questi anni: ritornare alla Trattoria Maggiorasca di Santo Stefano d’Aveto.

Le panchine di Santo Stefano d’Aveto

Queste sono alcune delle panchine di Santo Stefano d’Aveto, sono colorate e allegre, sotto il cielo terso e azzurro, sono panchine perfette per prendere il fresco.

E se ne trovano diverse nelle strade del paese, là dove ci sono certi bei negozietti.

Una è di fronte a un negozio di alimentari e frutta e verdura.

Per l’occasione ospitava una fantastica zucca che se ne stava lì come piace fare anche a noi.

Il sole e l’ombra tra le case di Santo Stefano d’Aveto.

E le piante, le foglie verdi e rigogliose d’estate.

E il prato verde, gli alberi svettanti, la quieta atmosfera di questa valle.

Queste sono le belle panchine vista monti di Santo Stefano d’Aveto.

In Val d’Aveto: cavalli, mucche e fieno

Questi sono i colori d’estate e alcune delle bellezze che si incontrano salendo da Fontanigorda verso Santo Stefano d’Aveto.
La Val d’Aveto è molto diversa dalla Val Trebbia, vi si trovano alte vette e in inverno a Santo Stefano d’Aveto gli amanti della neve possono dilettarsi con lo sci.
E salendo, in certo tratto, qui si incontrano sempre i cavalli.

Sono creature regali e meravigliose.

Procedendo ancora la strada diviene ampia e piana, da qui si raggiunge la piccola Mileto che è una frazione di Rezzoaglio.
Ho sempre avuto una predilezione per questa strada che così si snoda tra il verde della valle.

Qui pascolano felici le mucche.

La Val d’Aveto è anche celebre per i suoi deliziosi e apprezzati formaggi realizzati con il latte di queste mucche.

Qui la vita sa essere semplice e connessa agli aspetti più autentici e veri.

E mette sempre allegria trovare le mucche mentre si sale per proseguire poi verso Rezzoaglio.

Sotto il cielo chiaro in questa campagna così curata.

E una delle testimonianze di questa dedizione e di questa cura è il fieno raccolto in balle con il lavoro e la fatica dell’uomo.

Il fieno è per me uno spettacolo prodigioso di rustica semplicità ed è al contempo rasserenante nella sua armoniosa bellezza.

Il sole lo riscalda e lo sfiora, il sole gli dona queste sfumature dorate.

E tutto è quiete, silenzio, magnifica pace.

Mentre la luce lentamente declina e dona un gioco di ombre ai prati della Val d’Aveto nel tempo del caldo agosto.

 

La statua della Madonna Assunta nella Chiesa di Allegrezze

Ci sono capitata in un giorno d’estate: era una calda giornata d’agosto in Val d’Aveto.
E là, tra le montagne e nel verde dei boschi generosi, sorge la chiesa di Allegrezze, minuta frazione della più nota Santo Stefano d’Aveto, queste località sono predilette mete delle vacanze estive di noi genovesi.
Ed ecco così la parrocchia dedicata a Santa Maria Assunta.

La chiesa è finemente decorata e si compone di tre navate, nei pannelli esplicativi che trovate esposti al suo interno si apprende che il toponimo Allegrezze adottato fin dal 1600 deriverebbe da alle grazie.

E qui, in questo mistico e magnifico silenzio, troverete un’antica statua di legno dipinto realizzata da artisti della scuola di Anton Maria Maragliano, l’opera rappresenta la Madonna Assunta.
Cosi delicata, volge lo sguardo verso il cielo e verso Dio.

E ai piedi di Lei sono posti piccoli putti.

La luce rischiara i visetti paffuti degli angeli e le loro manine tese.

Se andrete a fare una gita in Val d’Aveto troverete molte bellezze naturali ad incantarvi ma non dimenticate di andare a visitare la piccola chiesa di Allegrezze, là vedrete la grazia raffinata della Statua della Madonna Assunta.

Caseificio Val d’Aveto: le delizie di Rezzoaglio

È una bella realtà di una delle valli più amate dai genovesi e grazie al Caseificio Val d’Aveto portiamo sulle nostre tavole gustosi formaggi che vengono preparati seguendo antiche tradizioni casearie.
Il Caseificio Val d’Aveto è una fiorente attività situata nel comune di Rezzoaglio, la qualità dei suoi prodotti è ben nota anche al di fuori dei confini della Liguria e ha fatto guadagnare al Caseificio prestigiosi premi e riconoscimenti.

In un giorno d’estate mi è capitato di passare da quelle parti così vicine alla mia Val Trebbia e per l’occasione ho quindi fatto qualche acquisto nello spaccio del caseificio: come al solito non ero l’unica ad aver avuto questa idea e infatti c’era una discreta folla di clienti, questa è la ragione per cui non vedrete una visione d’insieme del negozio.
Vi porterò con me, alla mia maniera, in questo luogo dove trovate tutti i diversi tipi di formaggio del Caseificio che per la sua produzione si avvale del latte delle mucche del territorio, sono mucche di razza bruna alpina oppure pezzata rossa.

Il caseificio produce diversi formaggi stagionati come il Fontaveto e le saporite caciotte proposte in due diverse qualità: Morbidezza e Formaggetta, quest’ultima non manca mai sulla mia tavola, è davvero uno dei miei formaggi preferiti.

Celebre è il formaggio San Stè, autentica tipicità della Val d’Aveto disponibile in tre tipi diversi con tre diverse stagionature.
Oltre a questo ci sono delle qualità prodotte con ulteriori stagionature, in fossa o in giara, dalle quali risultano poi altre differenti qualità di formaggio.

E poi, nel verde rigoglioso di Rezzoaglio, si producono anche le mozzarelle, la crescenza, la prescinsöa e l’ottimo Sarazzu che è una ricotta salata e stagionata.
Tra le varie bontà a mio parere merita una menzione speciale la deliziosa burratina allo yogurt.

Lo yogurt: parolina magica quando si parla del Caseificio Val d’Aveto.
Lo yogurt colato del Caseificio di Rezzoaglio è infatti speciale, ricco e cremoso è un’autentica golosità perfetta per la colazione ma anche per la merenda.
Viene proposto in una mirabolante quantità di gusti come ad esempio con crema al cioccolato, al pistacchio o alla vaniglia, vasta è la selezione degli yogurt arrichiti con composte di frutta di ogni genere, dal kiwi al melograno, dai frutti di bosco al cocco, c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Si lascia lo spaccio di Rezzoaglio con un bel sacchetto colmo di molti prodotti tipici, sono sapori autentici e genuini che si gustano con vera soddisfazione.
Vera eccellenza della Liguria, il Caseificio Val d’Aveto è una realtà di pregio del nostro entroterra e ne mette in evidenza le ricchezze e le tradizioni.
Se volete saperne di più qui trovate il sito del Caseificio con tutte le schede esplicative dei vari prodotti e anche le ricette per esaltarne i sapori.

Io ne ho scritto con semplicità, a modo mio, raccontandovi le delizie che amo portare in tavola e che provengono da una valle ricca e rigogliosa della nostra Liguria: sono le bontà del Caseificio Val d’Aveto di Rezzoaglio.

Estate a Santo Stefano d’Aveto

Ed ecco un giorno d’estate a Santo Stefano d’Aveto, principale località della Val d’Aveto, una zona della Liguria che conosce differenti stagioni turistiche, infatti questa è anche la montagna dei genovesi ed è molto frequentata anche nel cuore dell’inverno quando qui scende copiosa la neve, gioia e diletto degli sportivi e degli sciatori.
Il tempo d’estate è invece colorato e rigoglioso, sono molti coloro che trascorrono le vacanze in questa valle accogliente.

Tra il verde dei boschi, là dove i gerani adornano le ringhiere con questa armonia.

Per le strade che si snodano tra antiche dimore.

Mentre sventola all’aria dei monti il bucato dai toni pastello.

A Santo Stefano d’Aveto ci sono belle pasticcerie, negozietti di specialità locali, vetrine invitanti, ho persino comprato una certa quantità di mirtilli deliziosi.

Si scaldano al sole d’agosto i tetti di Santo Stefano.

E svetta il campanile accanto alla chiesetta.

Tutto attorno fiorisce una natura ricca e generosa, ideale per le passeggiate, le gite e le escursioni, l’Aveto offre infatti diverse possibilità adatte a tutti.

E contro il cielo azzurro si staglia l’immagine di Maria che protegge la gente di questi luoghi.

Si cammina per le stradine curate e ben tenute.

E i petali rossi abbelliscono finestre e davanzali.

E taluni si godono semplicemente la quiete e il fresco ristoratore.

In questa valle prodiga di molte bellezze naturali.

Tra boschi e prati di verde lucente sotto il cielo chiaro d’estate.

Mentre il sole filtra tra le case colorate del paese.

E bacia i tetti, i muri caldi di luce, nella bella estate di Santo Stefano d’Aveto.

A pranzo alla Trattoria al Valico

A breve distanza da Fontanigorda c’è un posto dove potrete gustare ottimi manicaretti preparati con sapienza e cura.
Ed è verde intenso di boschi fitti in quella zona nella quale la Val Trebbia incontra la Val d’Aveto, lì al Passo del Fregarolo termina il territorio del Comune di Fontanigorda che comprende anche la Trattoria al Valico.

Là dove sbocciano i fiori magnifici della Signora Norma che con la sua bella famiglia vi accoglierà nel suo ristorante.

Trattoria al Valico (2)

Tra prati, boschi rigogliosi e natura superba.

Trattoria al Valico (3)

Mentre le nuvole e il cielo si specchiano sui vetri, in questo tratto di Liguria che è per me un angolo di paradiso.

Trattoria al Valico (4)

Una zona perfetta per le gite e le escursioni, la sosta poi si fa qui, alla Trattoria al Valico: ci si accomoda in questa bellezza, in questa sala ci sono anche i paioli appesi al soffitto.
Qui si mangiano piatti tipici preparati ad arte che vengono servite in abbondanza, il menu prevede una vasta scelta e se siete delle buone forchette vi concederete anche gli antipasti di salumi piacentini, l’insalata russa e altre bontà!

Trattoria al Valico (5)

Noi siamo passati direttamente al primo e anche in questo caso ci sono state proposte diverse opzioni, c’erano i classici pansoti al sugo di noci, i taglierini al sugo di lepre e i ravioli di asina al burro e questo è proprio il piatto scelto dal mio amico.

Trattoria al Valico (6)

Io invece ho optato per il risotto ai funghi e alle erbette, una delizia cremosa dai molti profumi.

Trattoria al Valico (7)

Seduti in trattoria, in luogo che offre ottimo cibo e una calda atmosfera famigliare.
E magari vi capiterà di fare due chiacchiere con la signora Norma, lei ama molto leggere, è innamorata dei suoi boschi e dei suoi luoghi ed è una persona piacevolmente speciale, se la conoscerete non potrete che essere d’accordo con me.
Al di là del vetro c’è questo panorama incantevole e questa magnifica quiete.

Trattoria al Valico (8)

In una trattoria come questa chiaramente non mancano i piatti a base di carni diverse, dalla capra alle lumache e in base alla stagione non manca la selvaggina come il cinghiale e il capriolo che qui vedete servito in una pentola di coccio.

Trattoria al Valico (9)

Io da vera golosa ho scelto un fantastico fritto misto all’italiana che comprendeva diverse verdure: le melanzane e i fiori di zucchini in pastella, i pomodori e il formaggio filante, delizioso il tipico latte fritto che mi piace moltissimo!

Trattoria al Valico (10)

Va detto che con queste porzioni così abbondanti ci siamo poi limitati a una tazzina di caffè ma volendo chiaramente c’era anche il dolce.
E sempre, attorno a voi, la bellezza gloriosa dell’estate.

Trattoria al Valico (11)

E la luce brillante che sfiora i girasoli.

Trattoria al Valico (12)

Alla Trattoria al Valico della famiglia Ferretti, nella meraviglia delle nostre valli di Liguria.

Trattoria al Valico (13)

Riflessi d’estate sul Lago delle Lame

E ritornare a cercare il fresco nei luoghi incantevoli della Val d’Aveto, sulle sponde del Lago delle Lame, un angolo fiabesco di Liguria, a 1000 metri di altitudine tra i boschi generosi del Comune di Rezzoaglio.

Nel tempo del caldo prepotente qui spira una brezza leggera e nuvole vaghe percorrono il cielo e si specchiano nelle acque fresche.

Ombra, legno, vita di bosco.

E alberi imponenti e regali.

Mentre il laghetto glaciale si illumina di riflessi.

Silenzio, stupefacente quiete rotta soltanto dal canto allegro degli uccelli.

E tutto brilla della luce dell’estate, nel lago guizzano i pesci e sulla riva sono seduti pazienti pescatori, è l’attività che si svolge al Lago delle Lame dove non è consentito nuotare.

Ed è gentile l’Aveto con i suoi visitatori, li accoglie nell’abbraccio dei suoi monti.
Foglie, calore, luce, ombra e panche di legno.

Mentre le farfalle passeggiano sui fiori.

E rossi maturano i lamponi.

E ogni filo d’erba è un equilibrio di diverse meraviglie.

Diverse sfumature di verde e di azzurro dell’Aveto.

Lo steccato, il cielo azzurro, la magnificenza della natura.

Gli alberi che sfidano l’infinito, sempre.

Le foglie frementi di vita e di aria.

E la luce, la meraviglia e il contrasto di colori.

Resti seduto su una roccia e all’ombra degli alberi, in queste quiete ad ammirare il panorama e la splendida armonia del Lago delle Lame.

Il Castello di Cariseto

In questa nostra meravigliosa Italia bellezze e tracce del passato si trovano nei luoghi più impensati e oggi vi condurrò con me in un luogo particolare che ho scoperto per caso.
Io guardo sempre fuori dal finestrino e un bel giorno, percorrendo la statale nei pressi di Ottone, ho notato un cartello stradale che ha suscitato la mia curiosità, la freccia indicava il Castello di Cariseto.
Castello? Mettiamoci subito in viaggio, alla scoperta di questa meraviglia!
Per arrivare al Castello di Cariseto raggiungete la piazza di Ottone e poco dopo la farmacia salite in direzione Cerignale.
E una strada tutta curve che vi offrirà panorami splendidi su tutta la vallata.
E poi d’improvviso i girasoli, caldi di luce dell’estate.

Verso Cariseto

E si sale, ci si inoltra in una fitta e suggestiva pineta dal profumo fresco e inebriante, qui ho incontrato i daini alle prime ore del pomeriggio, motivo in più per fare una gita da queste parti.

Verso Cariseto (2)

L’odore della pineta e la bellezza di questi alberi.

Verso Cariseto (3)

Si giunge quindi ad un incrocio, come potrete vedere una strada conduce a Rezzoaglio, in Val D’Aveto, l’altra vi porterà al Castello di Cariseto.

Verso Cariseto (4)

 D’un tratto vi appare ciò che resta di questo antico castello arroccato sulla pietra che si affaccia sui monti della Val D’Aveto.

 Cariseto

In paese e in cima alla rocca troverete cartelli sui quali potrete leggere la storia e le rocambolesche avventure avvenute qui, al Castello di Cariseto, il testo è a cura di Carmen Artocchini e traggo da questa accurata presentazione del luogo alcune notizie che leggerete in questo articolo.
Vi è anche un disegno che mostra l’ipotetica ricostruzione del Castello.

Cariseto (22)

E’ antica l’origine di questo edificio, le prime notizie certe del castello risalgono all’anno 1052.
Tempo dopo soggiornò qui un illustre personaggio storico, correva l’anno 1167 e da Lucca giunse niente meno che Federico Barbarossa, si narra che sia fermato a Cariseto per proseguire poi alla volta di Parma.
Cariseto (2)

La natura è bella e rigogliosa su queste montagne, ho visto persino alcuni cardi, ormai così rari.

Cariseto (3)

La strada scende e ci si ritrova nel piccolo paesino, il castello lo domina da lassù.

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Tetti rossi, prati, montagne e silenzio, anche queste sono terre di San Colombano, in provincia di Piacenza.

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L’acqua fresca sgorga dalla fontana, noi seguiamo le indicazioni che portano al castello.

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Ci si lascia alle spalle la strada tortuosa che corre tra gli alberi.

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E si sale ammirando maestose montagne.

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Se verrete qui vi consiglio di mettervi gli scarponcini, è una breve salita ma la presenza di rocce e di erba alta suggerisce una certa cautela, io avevo delle comuni scarpe da ginnastica e non nascondo che ho avuto il timore di incontrare qualche vipera.
Non è accaduto ma, come si dice, la prudenza non è mai troppa.

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Roccia, piccoli garofani rosa e cielo azzurro.

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E poi il pruno, generoso dei suoi frutti.

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Si arriva in cima e ci si può accomodare su rustiche panche di legno.

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E davanti a voi c’è il Castello.
Tra le tante avventurose vicende avvenute qui mi ha colpita la storia del Marchese Morello di Malaspina di Pregala, costui nel 1535 fu lo sciagurato protagonista di eventi che non gli fanno certo onore.
Dovete sapere che Morello fu cacciato dai feudi del padre e pensò bene di riparare a Cariseto, chiese così ospitalità ad Antonio Malaspina, suo parente e all’epoca proprietario del maniero.
Antonio generosamente aprì le porte della sua dimora e Morello sapete cosa combinò?
Con l’aiuto di certi manigoldi si impossessò del castello, ridusse Antonio in prigionia e si prese tutti i suoi beni, imprigionò persino i vassalli di Antonio e non risparmiò loro crudeli torture.
Quando si dice la riconoscenza, eh?
L’infido Morello venne infine spodestato ma allora, ahimé, il povero Antonio era già passato a miglior vita e il castello toccò così in sorte ad altri eredi.

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Si sale, percorrendo una scala di legno, come sempre ho dovuto affrontare le mie vertigini!

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E poi si raggiunge la cima e lo sguardo si perde ad ammirare le montagne.

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Un panorama infinito si apre davanti a voi.

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E vi circonda la natura selvatica e prepotente.

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Si vedono le strade del paese con le casette caratteristiche.

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E le immancabili nuvole corrono in cielo sopra le superbe vette.

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Tra profumi, colori e bellezze di questi luoghi.

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Aggrappato alla roccia, il Castello di Cariseto svetta su questo cielo da molti secoli, testimone silenzioso del tempo passato.

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