E venne un’altra estate calda da trascorrere davanti al blu di Genova, ai Bagni della Cava che un tempo erano situati nella zona di Corso Aurelio Saffi in Circonvallazione a Mare.
E venne anche l’istante della fotografia, ecco il solito gruppo numeroso di grandi e piccini in posa per catturare un momento felice.
Due piccole pesti se ne stanno mezze sdraiate sui sassi, le giovani donne invece sono sedute composte e con la consueta grazia, una di loro sfoggia un bel cappello e uno sguardo sicuro e luminoso, si appoggia alla sua spalla una piccoletta che da sola, a mio parere, è già un romanzo intero.
Ci sono abili nuotatori, allegri bellimbusti e ragazzini di belle speranze come colui che se ne sta lì sfrontato con le braccia conserte e il cappellino di traverso.
La vita per lui è ancora un libro tutto da scrivere, un’avventura da immaginare.
Ai Bagni della Cava una bagnante sfoggia poi un copricapo con un fiocco grande e favoloso e guardando il viso di lei pare di intuire una certa garbata timidezza, una sorta di naturale ed impacciata ritrosia.
Accanto a lei, al centro, una giovane con il costume scuro a righe chiare, i capelli pettinati alla moda, l’asciugamano posato sul braccio e gli occhi quasi socchiusi.
Tra loro due fa capolino un ragazzetto vivace e scommetto che non vede l’ora di tuffarsi in acqua!
Che tempo felice su questa spiaggia genovese!
Una ragazza porta il fazzoletto annodato sulla testa e accenna un sorriso, attorno a lei tutti sembrano rimanere più seri, una signora posa la sua mano amorevole e materna sul bambinetto che è lì davanti a lei.
Seduti sui sassi con la magliettina, le gambe incrociate, i costumi pesanti, il sole negli occhi e sempre tutta la vita davanti.
In un giorno di un’estate lontana, ai Bagni della Cava.












