Estate ai Bagni della Cava

E venne un’altra estate calda da trascorrere davanti al blu di Genova, ai Bagni della Cava che un tempo erano situati nella zona di Corso Aurelio Saffi in Circonvallazione a Mare.
E venne anche l’istante della fotografia, ecco il solito gruppo numeroso di grandi e piccini in posa per catturare un momento felice.
Due piccole pesti se ne stanno mezze sdraiate sui sassi, le giovani donne invece sono sedute composte e con la consueta grazia, una di loro sfoggia un bel cappello e uno sguardo sicuro e luminoso, si appoggia alla sua spalla una piccoletta che da sola, a mio parere, è già un romanzo intero.

Ci sono abili nuotatori, allegri bellimbusti e ragazzini di belle speranze come colui che se ne sta lì sfrontato con le braccia conserte e il cappellino di traverso.
La vita per lui è ancora un libro tutto da scrivere, un’avventura da immaginare.

Ai Bagni della Cava una bagnante sfoggia poi un copricapo con un fiocco grande e favoloso e guardando il viso di lei pare di intuire una certa garbata timidezza, una sorta di naturale ed impacciata ritrosia.
Accanto a lei, al centro, una giovane con il costume scuro a righe chiare, i capelli pettinati alla moda, l’asciugamano posato sul braccio e gli occhi quasi socchiusi.
Tra loro due fa capolino un ragazzetto vivace e scommetto che non vede l’ora di tuffarsi in acqua!

Che tempo felice su questa spiaggia genovese!
Una ragazza porta il fazzoletto annodato sulla testa e accenna un sorriso, attorno a lei tutti sembrano rimanere più seri, una signora posa la sua mano amorevole e materna sul bambinetto che è lì davanti a lei.

Seduti sui sassi con la magliettina, le gambe incrociate, i costumi pesanti, il sole negli occhi e sempre tutta la vita davanti.

In un giorno di un’estate lontana, ai Bagni della Cava.

Per mano ai bagni della Cava

Ecco la stagione del mare e della spiaggia.
Un sorriso, i capelli al vento tagliati secondo i dettami della moda, il costume scuro bordato di bianco.
E tutto attorno lo sciabordio dell’onda, una musica che sempre ritorna e sempre incanta.

Un fazzoletto in testa, per ripararsi dal sole che in estate picchia forte a Genova.
Un ricordo di una stagione felice ai bagni della Cava che un tempo si trovavano nella zona della Circonvallazione a Mare.

Sullo sfondo di questa bella fotografia della mia collezione si scorge una struttura: è il Telfer, un impianto a monorotaia che venne appositamente realizzato nel 1914 per l’Esposizione Internazionale di Marina e Igiene Marinara.
Il Telfer collegava il Molo Giano a Piazza di Francia e cioè la zona dell’attuale Piazza della Vittoria, così c’era questo mezzo che viaggiava da una parte all’altra portando a destinazione i visitatori e passando davanti al mare e davanti alle onde.
Là, su quei sassi, ecco le nostre bagnanti: felici, sorridenti, mentre l’acqua frizzante lambisce le loro caviglie e il vento marino sfiora la pelle.

In un tempo speciale e gioioso, tenendosi per mano.
Fissando nella memoria la nostalgica dolcezza di un giorno d’estate, in un tempo distante, ai Bagni della Cava.

Estate 1928: ai bagni della Cava

Ed ecco infine il mese del solleone ai Bagni della Cava, meta dello svago dei genovesi in cerca di ristoro dalla calura estiva.
E così, in questo radiosa estate del 1928 molti scelgono questa spiaggia di sassi del levante cittadino: i bagni della Cava, collocati un tempo nella zona di Corso Aurelio Saffi in quel tratto antistante la rotonda di Via Corsica, saranno poi destinati a scomparire per lasciar posto alla modernità ma in questo inizio del ‘900 i genovesi si dilettano volentieri tra le onde che si infrangono frizzanti sulla riva.
E non manca un certo spirito a queste graziose bagnanti: una palla tra le mani, gli spruzzi di acqua salata, sorrisi che illuminano il viso.

E ci si mette anche in posa per la foto ricordo sugli scogli.
Quanta eleganza in un giorno d’estate alla spiaggia in questo 1928, osservate bene il terzetto: la ragazzina spicca per grazia e semplicità, con la sua frangetta, la sua posa rilassata e la sua acerba bellezza.
Le due giovani donne invece sembra che abbiano pensato a ogni dettaglio.
Una indossa le scarpe con il passante e l’altra ha invece delle calzature con i lacci, i così detti sandali alla schiava.
Una ha il fazzoletto in testa e l’altra porta i capelli raccolti e ha al collo una bella collana.

Ed è estate, ai Bagni della Cava.
Il sole splende alto nel cielo e la felicità riscalda i cuori.
Alcuni indugiano sulla spiaggia, altri con un remo tra le mani prendono il largo e vanno distante dalla riva.
Si vive, si sorride e si respira l’aria fresca del mare.
Ed è il tempo del gioco e della spensieratezza, delle corse sulla spiaggia e dei tuffi nel blu, è il tempo dolce dell’estate del 1928 ai Bagni della Cava.