Questa è la storia di un monumento perduto opera di Vittorio Lavezzari, artista di grande talento e autore di numerose suggestive sculture site al Cimitero Monumentale di Staglieno.
Realizzato a metà degli anni ‘20 e collocato in Piazza Gaggero a Voltri, il monumento celebrava il sacrificio di molti giovani voltresi mai più ritornati alle loro case dopo la I Guerra Mondiale.
Nelle straordinarie immagini che completano questo post potete vedere il bozzetto originale dell’opera, una preziosità della quale è proprietario l’Ingegner Vittorio Lavezzari, nipote del celebre scultore e qui lo ringrazio per avermi contattata e per avermi inviato tutte le fotografie di questo post che mi permettono di mostrarvi il lavoro del suo illustre nonno.
Lavezzari effigiò nel bronzo la drammatica figura di un soldato che in una mano regge una tagliente spada e nell’altra uno scudo.
È una figura intensa e potente, carica di drammaticità e di tensione rese ancor più percepibili proprio grazie alla postura del giovane soldato.
Nel 1941 l’opera di Vittorio Lavezzari venne inclusa nella campagna “bronzo alla patria” durante la quale molti monumenti vennero rimossi e fusi, il loro bronzo fu utilizzato poi per realizzare armamenti.
Così Voltri perse il suo monumento ai caduti, al posto di esso oggi è ivi collocata una scultura astratta di un diverso autore.
Rimane sul basamento la firma di Vittorio Lavezzari e l’opera dello scultore ancora si ammira grazie a questo bozzetto.
Così si stagliava nel cielo di Voltri la tragica figura del soldato pensata e realizzata dall’ingegno di Vittorio Lavezzari.
Dettaglio da cartolina di proprietà di Vittorio Lavezzari






Un vero peccato… soprattutto per l’utilizzo che ne è stato fatto ma non abbiamo ancora capito l’inutilità delle guerre…
Eh sì, cara Giuseppina, hai proprio ragione.
reso assai bene il dramma, Miss… si può dire che i Caduti di Voltri della prima guerra mondiale, siano caduti due volte…
Non so darti torto, Sergio, hai ragione.
Un altro scempio da risordare… per fare una guerra insulsa, si distrussero opere esimie, senza riguardo a cio’ che rappresentavano e senza pensieri per cio’ che potessero significare per la popolazione tutta.
“Difendere” la Patria significa anche difendere le sue memorie, ed un monumento ai caduti sicuramente rappresenta una memoria amara a fronte delle pazzie commesse in guerra.
Davvero Giuseppe, proprio uno scempio che non ha risparmiato molti monumenti.
Questo bozzetto è assolutamente stupendo, e se ho capito bene non è andato perduto come il monumento di Voltri. Ti dirò che mi piace persino di più, intenso e meraviglioso. Complimenti a te e a questo blog che diventa il custode di tutte queste preziosità e grazie al nipote dello scultore per aver condiviso le immagini.
Sì, hai capito bene, il bozzetto è custodito dall’ingegner Lavezzari che è giustamente fiero del talento di suo nonno. Grazie delle tue belle parole Viv, un bacione.
Che peccato… soprattutto per la fine che ha fatto il bronzo. Tra l’altro era bellissimo il monumento guardando l’ultima immagine!
Eh sì, era veramente suggestivo.
Un bacione cara, grazie!
Genova che nel 1926 accorpò il Comune di Voltri, farebbe un grande gesto a rifare la fusione visto l’esistenza del modello, la Sindaca Salis potrebbe aprire una sottoscrizione con questa motivazione ( Alla faccia di chi ha distrutto i simboli dei nostri eroi, noi li ricostruiamo per non dimenticare il loro sacrificio )
Hai ragione Eugenio, sarebbe una splendida iniziativa, è proprio un peccato che il monumento sia andato perduto ma il bozzetto è già una memoria preziosa.
Grazie caro, un abbraccio!