Ritornando nel passato vi porto con me sulla riva del mare, sulla spiaggia della Foce.
È un tempo lontano e diverso e lentamente svanirà, tutto attorno è destinato in qualche modo a mutare, nel segno della modernità e del cambiamento.
In questo tempo felice sulla spiaggia della Foce c’è una bimbetta con la vestina chiara e ci sono le barche degli instancabili pescatori del borgo.
In lontananza la maestosa Chiesa dei Santi Pietro e Bernardo nella sua favorevolissima posizione.
E poi semplici case, finestre aperte a fare entrare la frizzante brezza marina, panni stesi ad asciugare al sole e tutta una gioia di vita e di autenticità.
Sulla spiaggia si lavora e si fatica, nessun istante può essere sprecato.
Sullo sfondo la costruzione di legno dello stabilimento balneare perché la spiaggia è anche il luogo dello svago, del gioco e della libertà.
Convivono qui diverse anime di un borgo e poi di una città che in questo mare ritrova il proprio cuore e la sua identità.
In un tempo che è poi scivolato via, dissolto come la spuma bianca del mare, sulla spiaggia della Foce.





Quella vestina bianca sembra un angelo che osserva quel tempo, in parte per attraversarlo e in parte per proseguirlo con noi ..
Che descrizione suggestiva, carissima, grazie!
certo, Miss, che alla chiesa dei Santi Pietro e Bernardo, l’antica cupola le stava un gran bene…
I miei genitori si sono sposati proprio in quella chiesa, pensa… io la trovo molto particolare.
Grazie Sergio, buon lunedì.
Quanto erano belle le spiagge in quegli anni, un po’ desolate, senza stabilimenti balneari, con i pescatori sullo sfondo che si mescolavano ai bagnanti. Buon lunedì! Baci!
Sì, decisamente, c’era una sorta di autenticità che oggi è difficile ritrovare. Baci, cara, grazie.
guardando la Chiesa mi pare di capire che la spiaggia era dove ora c’è Corso Italia…o sbaglio?
Direi di sì, è tutto un po’ cambiato!