Pioggia di giugno

È la pioggia di giugno dal profumo quasi autunnale sebbene questo sia l’inizio dell’estate.
E grigio e celeste si posa sul mare nel consueto gioco di riflessi.

La pioggia dona quel mondo all’incontrario che si specchia evanescente nelle pozzanghere.

E vedi le case antiche dai contorni tremuli.

E le finestre e i terrazzini agli ultimi piani, un universo rovesciato per me sempre ricco di fascino.

E le nuvole e l’azzurro si fondono in una dolce e delicata sfumatura.

E tra cielo e mare svetta il galeone dei pirati.

È la pioggia di giugno, inattesa e imprevedibile come la magia effimera delle pozzanghere.

La Tour Eiffel di Genova

In questi giorni di primavera anche Genova ha la sua piccola e gloriosa Tour Eiffel.
Potete ammirarla a Calata Gadda dove, in occasione della Festa dello Sport, su iniziativa di Alliance Française e dell’Ambasciata di Francia in Italia è stato realizzato un villaggio olimpico per celebrare le prossime Olimpiadi che avranno come scenario la magnifica Ville Lumière.
E così, oltre a potersi dilettare con diverse discipline sportive, questo evento ha portato davanti al nostro mare la svettante Tour Eiffel.

L’inconfondibile capolavoro di Monsieur Gustave è divenuto iconico simbolo di Parigi.
E a dirvi la verità trovo che la torre sia in perfetta armonia con la nostra amata Lanterna.

La brezza inquieta increspava le onde e smuoveva le bandierine francesi.

Una certa idea di Parigi, davanti al mare di Genova.

La Francia è terra di molte bellezze ed è una nazione dalla storia gloriosa, patria di scrittori, di poeti e di amati pittori, è celebre per la sua raffinata cucina, per i suoi castelli, per la moda e per molte altre ragioni che anche voi conoscete.
La Francia poi è soprattutto terra di libertà e per me la bandiera francese rappresenta quella libertà e quella democrazia.

Ecco le grandi navi in attesa di nuove partenze.

E la luccicante Tour Eiffel di Genova la Superba.

Mentre il vento intriso di salmastro ancora danza, come musica lieve, in questa porzione di città per qualche tempo un po’ parigina ma sempre genovese.

Colori sul mare

E questi sono colori sul mare al Porto Antico, in un pomeriggio lucente e terso.
Così certe sfumature d’arancio dondolano vivaci sull’acqua.

E spicca il verde chiaro e luminoso come l’erba dei prati.

E ancora azzurro, bianco e celeste e sempre verde sotto il sole di marzo.

E luce, riflessi tremuli, la quotidiana bellezza del Porto Antico.

Mentre i pigri cormorani indugiano ad asciugarsi le piume in tranquillità.

E tra di loro fanno certi discorsi che non sappiamo comprendere.

Sono azzurri e quieti certi pomeriggi al Porto Antico.

Profumano di sole, di salsedine, di una dolcezza rara e tutta davvero genovese.

Blu di Genova e di gennaio

E questo è il blu di Genova e di gennaio, in un pomeriggio dal cielo terso così la città antica si riflette nel suo mare.

Ed è un gioco di magnifici riflessi e di barche di pescatori, reti e quotidiane incombenze.

Tra l’ombra e la luce.

Qui dove la Superba custodisce la sua autentica anima marinara alla quale è indissolubilmente legata, qui dove il blu di Genova assume una formidabile sfumatura intensa, mentre una piccola nuvola temeraria vaga nel cielo e così si specchia nell’acqua.

In questo tempo sospeso e perfetto.

Tra linee, curve, colori accesi e respiri del mare.

In questa pura limpidezza figlia del vento e dell’inverno e così autenticamente nostra.

In questa quiete resa ancor più dolce dal blu di Genova e di gennaio.

Colori di dicembre

E questi sono i colori di dicembre e di Genova.
Un tono di cipria che sfiora l’acqua salmastra e il cielo, le biciclette appoggiate alla ringhiera, la sera che si avvicina.

E un bagliore di arancio si accende in lontananza.

Sono romantiche le belle sere di dicembre davanti al mare.

Mentre i colori del tramonto rischiarano l’orizzonte.

In queste sere di dicembre, a volte, tornando a casa, alla fermata della Funicolare Zecca Righi, già si preannuncia la meraviglia di uno spettacolo straordinario e non manca un’argentea falce di luna.

E a volte diverse sfumature di Genova incantano lo sguardo.

Mentre gira la ruota panoramica davanti al mare della Superba.

E brillano le gradazioni dell’arcobaleno.

E si accendono tutte le luci del porto e tutto luccica in certe sere di dicembre a Genova.

Riflessi d’arancio

Sono riflessi d’arancio, sul mare di Genova, alla Darsena.
Sono cose di pescatori.
E retine, cesti, onde.
Ho provato a immaginare questa barchetta, al largo, in mezzo al blu.
Con i suoi toni così vivaci, che spiccano in contrasto con il colore del mare.
Sono riflessi d’arancio, nell’acqua calma, sotto il sole della Superba.

Nuvole d’autunno

Sono nuvole d’autunno e cupe sovrastano il mare, mentre un gioco di luci e di ombre ammalia lo sguardo.

E sono geometrie genovesi contro il cielo scuro e carico di pioggia.

I toni metallo si riflettono così sull’acqua salmastra e inquieta.

Sa essere un magico stupore l’autunno con le sue vaghezze, con le sue luci sferzate dall’aria fresca e frizzante.

Ogni stagione è una nuova emozione e un nuovo viaggio da intraprendere, così inizia la dolce avventura dell’autunno.

Dolce settembre

Dolce settembre, tiepido e radioso.
Già lo stiamo quasi salutando e non pare vero, settembre frettoloso scivola via e presto cederà il posto al mese delle foglie, delle castagne e delle mutevolezze autunnali.
Dolce settembre, l’aria è ancora calda e il cielo è lucido.
Così si passeggia, davanti al mare al Porto Antico.
Ed ancora tempo di maniche corte e di sole in faccia, di indolenti pigrizie su queste panchine, è ancora tempo di blu, di azzurro e di luce.
Dolce settembre di Genova, così quieto, confortevole e romantico.

Il colore della pioggia

Il colore della pioggia è cupo, denso, profondo.
Resta racchiuso, in un istante sospeso, in una nuvola gonfia che così si specchia nel mare.
Il colore della pioggia è inquieto, metallico, persistente.
Avvolge e accarezza, si posa così sui tetti e sulle ardesie.
E prima che cada la pioggia tutto pare ammantato di limpido silenzio, in questa luce d’argento.
Mentre le barche dondolano sull’acqua, in attesa che le sfiori il colore della pioggia.

Ammirando Genova la Superba

C’è un luogo di Genova dal quale si ammira un panorama straordinario e unico, è un balcone sulla città e sulla sua meraviglia: sono le alture della Superba, là dove si trovano le antiche mura e fortificazioni, una zona che non conosco così approfonditamente come vorrei sebbene non sia poi distante dal mio quartiere.
Salendo al Righi e proseguendo poi fino a Via al Forte Begato ecco lo spettacolo del porto, delle navi in partenza e della città pullulante di vita.

Mentre tutto attorno sboccia la primavera.

Libera, sfrontata e selvaggia.

E là, in lontananza, l’infilata dei palazzi di Via Turati, il Porto Antico e la Sopraelevata che come un nastro lucido attraversa la città.

E i Magazzini del Cotone e le barche a vela in attesa di nuovi approdi.

Lì, nel prato sottostante, una testimonianza del nostro lontano passato: un’antica polveriera.

E lo sguardo poi va anche più lontano, verso il Monte di Portofino.

Ai nostri piedi l’intera città e la sua assoluta bellezza: Palazzo San Giorgio e la Cattedrale di San Lorenzo, i tetti e le ardesie dei caruggi.

Mentre sbocciano certi fiori eleganti.

E una grazia timida trionfa tra le rocce.

Una nave prende il largo e il blu del mare si fonde e si perde nel celeste del cielo.

E le rose selvatiche dondolano al vento qui dove si ammira la meraviglia di Genova la Superba.