Ancora autunno

Ed è ancora autunno.
La stagione calda è svanita ed è un tempo nuovo.
È ancora autunno.
Di pioggia, di tepori, di nuvole bizzose.
È autunno, ancora.
Già fremono le lievi foglie cadute e si accartocciano al sole, nel tempo che le vede lasciare i rami degli alberi.
Così leggere e fragili, nel tempo d’autunno.

Alle fermate della corriera

All’inizio di ottobre ho passato una giornata nella mia bella Fontanigorda e per arrivare fin là ho usato la sprintosa corriera che, curva dopo curva, arriva in Val Trebbia.
Sulla via del ritorno, poi, ho notato un particolare al quale non avevo mai fatto caso: anche gli utenti della corriera, come quelli degli autobus, naturalmente amano le comodità.
E infatti dal finestrino del mezzo sul quale viaggiavo ho potuto notare diverse fermate della corriera arricchite con arredi diversi per l’agio dei viaggiatori.
Ecco qua la pensilina e sotto di essa la panchina per le attese.
Si vede che non era sufficiente perché, lì di lato, qualcuno ha aggiunto due comode sedie da cucina, in più su una di esse era posato un libro per ingannare la noia durante l’attesa mentre sull’altra sedia c’era una sciarpa forse smarrita da qualche distratto passante.

E proseguendo ancora verso Genova ecco un’altra fermata e un’altra seggiola aggiunta da qualche lungimirante viaggiatore.
Quando ritornerò su da quelle parti guarderò ancora con maggiore attenzione, sono certa che ci siano altre sorprese alle fermate della corriera.

Un maestoso albero di città

Attraversando il centro di Genova i vostri occhi troveranno un maestoso albero: la sua dimora è in Largo Lanfranco e in questa stagione i suoi rami si coprono di foglie dorate.
Ecco così la luce, il cielo terso, l’azzurro del cielo e l’albero magnifico.

Gli eleganti palazzi di Via Roma sullo sfondo e i rami possenti con le foglie dondolanti.

Una bellezza superba, degna davvero di ammirazione.

E infatti l’altro giorno non ero la sola a rimirare il grande albero di Largo Lanfranco, diversi sguardi si sono levati, stupiti e meravigliati, verso la sua imponenza.

Una bellezza semplice e naturale, eppure sempre capace di emozionarci.

È la leggiadria luminosa di un maestoso albero di città.

La fusaggine: una pericolosa bellezza d’autunno

Il bosco, in ogni diversa stagione, riserva meraviglie e inaspettati stupori e tra gli alberi, in autunno, si ammira una pianta dai colori particolari.
Il nome scientifico di questa pianta è Euonymus europaeus ma è comunemente nota come fusaggine ed è anche detta berretta del prete in quanto i suoi piccoli frutti somigliano molto nella forma al copricapo dei cardinali.

Dondola così aggraziata la fusaggine nella fresca aria autunnale e così l’ho veduta a Fontanigorda.

Con il legno di questa pianta si costruivano un tempo i fusi per filare la lana e da questa consuetudine deriva quindi il suo nome.
Inoltre con questo legno debitamente carbonizzato, si fanno i carboncini per i disegnatori.

In estate la fusaggine fa dei piccoli fiori bianchi, in autunno si veste invece dei frutti dal colore acceso.

Malgrado la sua indiscutibile e ammaliante leggiadria questa pianta è una meraviglia della natura da guardare e non toccare in quanto è tossica e velenosa in ogni sua parte fino ad essere letale.

La fusaggine, così pericolosa per l’uomo, è invece assai gradita dagli uccellini selvatici, come i pettirossi e le cince che si nutrono di queste bacche durante i rigidi inverni.

Così si stagliano i rami carichi di frutti nel cielo chiaro della Val Trebbia.

È la pericolosa bellezza della fusaggine, misteriosa bellezza d’autunno.

Rose di ottobre a Fontanigorda

Questo autunno che segue ad un’estate calda e duratura ha riservato ai miei occhi una gradita sorpresa: le rose profumate a Fontanigorda.
Una rosa rossa, magnifica e regale.

E una dal tono confetto così brillante sotto la luce del sole.

I boccioli dalle sfumature polverose.

E la rosa bianca con i petali aperti ad accogliere il calore d’autunno.

Sono rose di ottobre, conservano la memoria dei giorni del solleone.

E così si inchinano alla stagione delle foglie e delle sfumature calde.

Con i loro petali odorosi e morbidi come seta.

Sono le rose di ottobre nella mia bella Fontanigorda.

Ottobre a Fontanigorda

Ottobre a Fontanigorda è un incanto di foglie dorate nella magia e nel silenzio del Bosco delle Fate.

E i rami possenti, protesi verso il cielo, si vestono di luce e di colore.

Questo bosco custodisce i miei pensieri, i miei ricordi, la memoria delle ginocchia sbucciate, delle corse in bicicletta, delle chiacchierate con le amiche e delle merende con un gelato tra le mani.

Un luogo del cuore dove sempre ritorno.

E il bosco vive, si rigenera, si svela nel suo armonioso splendore.

Svettano gli alberi magnifici con le loro foglie frementi.

Il bosco accoglie, abbraccia, protegge.

Con le sfumature più belle dell’autunno.

Con i colori di una stagione incantevole e calda.

Là dove sgorga l’acqua nella fontana della Madonnina.

E dove le foglie si incontrano in questi contrasti formidabili.

Ottobre a Fontanigorda è quieto, pacifico, straordinario.

Ed è toni di oro, rame, bronzo e preziosa beltà dell’universo.

Camminando sotto a questi alberi mi sento parte di questo mondo meraviglioso che non conosce imperfezione.

Il bosco respira, vibra di vita, freme nel tempo di ogni stagione diversa.

Il bosco sovrasta con la sua immensità.

E così lo ascolto, sapendo che molti di questi alberi hanno veduto tutte le estate degli anni della mia vita: siamo cresciuti insieme, a volte forti e a volte fragili.

Il sole bacia le foglie e le rende ancor più dorate.

E dondolano i rami tra le case del mio amato paesino.

È lo splendore perfetto dei giorni di ottobre a Fontanigorda.

Nell’abbraccio dei monti

Sono ritornata, ieri mattina, nella mia Fontanigorda.
Così porto qui quell’aria fresca e la soffice evanescenza della nebbia che si posa nell’abbraccio dei monti.

Tra i colori autunnali, sotto il cielo celeste.

In un tepore che accoglie, con questa lenta dolcezza.

Là dove gli alberi antichi osservano il susseguirsi delle stagioni.

Così la nebbia gentile si adagia come morbida coltre, mentre il sole scalda i tetti di tegole rosse e il campanile della Chiesa di Fontanigorda.

Fremono le foglie e la vera bellezza, pura a e intatta, così rimane nel dolce abbraccio dei monti.

Un nuovo autunno

Arriva così, lento e pigro, un nuovo autunno, la stagione dai colori soffici e tenui accoglie come un caldo abbraccio.
Una copertina a quadretti sulle ginocchia, la pioggia fuori, la tazza di tè, un libro tra le mani e un’amica con cui chiacchierare anche delle bellezze dell’autunno.
L’autunno è il crepitio delle foglie cadute, tra le quiete degli alberi.

Nell’autunno, come nei giorni della vita, ritrovi ciò che hai messo da parte nelle stagioni migliori: la legna che hai faticosamente custodito nel tempo caldo può ardere nel fuoco e un accogliente tepore riscalda i cuori.

L’autunno è l’attesa delle cose semplici e tutto ritorna, nel ciclo perenne della vita e del suo fluire.

E nell’autunno si gustano i doni della terra coltivati con cura e attenzione nel tempo d’estate.

È il tempo delle zucche che trattengono nella loro polpa il colore caldo del sole.

E le arbanelle custodiscono i profumi e sapori intensi del bosco.

È una bella stagione l’autunno, con i suoi ritmi e le sue sorprese.
E la si attende, al limitare del bosco, con cauta curiosità.
È un tempo nuovo, è il tempo d’autunno.

Quinto al Mare: il fragore delle onde

La potenza del mare ha ancora sferzato la costa con il suo vigore e con il fragore intenso delle sue onde.
E queste sono fotografie che ho scattato il 3 Novembre scorso, a Quinto.
La furia dell’abisso sa essere indomabile e minacciosa.

Così si leva e poi si abbatte.

E non si ferma, il mare così arrabbiato è anche molto pericoloso e va osservato alla debita distanza.

Inquieto, ribelle, furioso.

E le onde si susseguono nello straordinario spettacolo della loro potenza.

Una forza vorticosa e inarrestabile agita l’abisso.

E si levano gli spruzzi salmastri.

E sempre ritornano le onde frizzanti a toccare la riva.

Il mare è la voce della grandezza dell’universo, lo si ascolta, muti e affascinati.

Mentre la mareggiata ancora si sfrange sopra gli scogli.

E la spuma del mare candida come pizzo ancora lambisce le spiagge.

E così risuona ancora, forte e potente, il fragore delle onde.

Nuvole d’autunno

Sono nuvole d’autunno e cupe sovrastano il mare, mentre un gioco di luci e di ombre ammalia lo sguardo.

E sono geometrie genovesi contro il cielo scuro e carico di pioggia.

I toni metallo si riflettono così sull’acqua salmastra e inquieta.

Sa essere un magico stupore l’autunno con le sue vaghezze, con le sue luci sferzate dall’aria fresca e frizzante.

Ogni stagione è una nuova emozione e un nuovo viaggio da intraprendere, così inizia la dolce avventura dell’autunno.