E queste sono diverse sfumature di azzurro e di turchese.
E vento, passi rapidi, sorrisi, veli ondeggianti e sguardi sicuri.
Un cielo che pare dipinto, luce potente e ombre tremolanti, nelle ore del mattino.
Sono diverse sfumature di azzurro, in Piazza De Ferrari.
Tag: Autunno
Luce tra gli alberi
Erano gli alberi di Fontanigorda carichi di foglie di questo inizio d’autunno.
Erano gli alberi che a breve si vestiranno di bronzo e di oro.
Erano gli alberi che sovrastano la strada del Bosco delle Fate, silenziosa e incantevole.
E c’era il sole che filtrava tra le foglie, così improvviso e gentile.
Luce tra gli alberi immensi e meravigliosi di Fontanigorda.
Tra le foglie d’autunno
Tra le foglie d’autunno a Fontanigorda si leva, leggero, il profumo di una stagione nuova.
Tra i rami freme ancora il verde tenace lasciato dalla una lunga estate e brilla di luce l’oro che illumina le foglie degli alberi.
Tra le foglie si adagiano i ricci che racchiudono castagne gustose.
E si posano i frutti maturati al sole.
Tra le foglie si protende un ramo carico di bacche rosse.
E dondola il ramoscello di fusaggine, pianta tanto leggiadra quanto velenosa.
Alcune foglie, poi, scelgono percorsi imprevedibili.
Una si era fermata sulla ringhiera alla quale pareva caparbiamente aggrapparsi come se fosse una nuova imprevista occasione di rimanere ancora sotto la luce del sole.
Tra le foglie si celebrano nuovi inizi, tempi freschi e profumati di molte dolcezze.
Tra le foglie d’autunno, a Fontanigorda, vi è la bellezza della semplicità e l’armonia perfetta della natura.
Gatti neri e rose d’autunno a Fontanigorda
Un giretto in autunno a Fontanigorda regala sempre piacevoli incontri, si ritrovano gli amici di sempre e anche certi magnifici felini.
Eccoli qua i gatti d’autunno, per un caso del destino erano tutti neri e ve li presento alternandoli alle belle rose che sbocciano nei giardini.
Il primo felino aveva una certa grinta, per così dire.
D’altra parte presidiava il mio muretto preferito.
Di lì a poco, però, mi è parso meno diffidente.
E poi c’era un bocciolo di rosa gialla pronto a sbocciare.
Poco distante ecco un altro tipetto incuriosito.
Sempre con cautela, eh!
Dal nero al bianco dei petali leggeri.
Ed ecco un altro superbo felino che è balzato via velocissimo.
Una rosa screziata fiorisce nel giardino della sua casa.
E poi, amici cari, credo che questa sia una vecchia conoscenza: mi sa che questo è il gatto Blu, in passato l’ho sempre visto camminare sulla ringhiera del terrazzino e mai lì davanti a casa sua.
Eppure mi sa che fosse proprio lui!
Ha gironzolato un po’ tra le sedie e sotto il tavolo.
Poi è andato ad accoccolarsi laggiù in fondo.
E in questo post di gatti e rose non può certo mancare una fiore rosso e leggiadro.
E in conclusione ecco un gatto regale e attento.
Se ne stava sul suo trono in una tiepida mattina di settembre.
Nella mia bella Fontanigorda, ancora il mio paesino del cuore, dove ho trovato gatti neri e rose d’autunno.
Una rosa d’autunno
È una rosa d’autunno, una rosa delicata e bella.
L’ho veduta ieri a Fontanigorda, dove sono andata per appena poche ore.
E c’erano molte rose, tutte diverse.
E castagne cadute e ortensie alle ultime fioriture, margherite intrepide, api e libellule.
E rose e petali lievi e boccioli.
E poi questa rosa d’autunno.
Così leggiadra e magnifica, fresca e leggera.
L’ho veduta e l’ho trovata rara, nella sua disarmante semplicità così affascinante e complessa come sa essere soltanto la vera bellezza.
La sorella e il vento
E così quando inizia l’autunno il clima si fa più incerto, talvolta una pioggia bizzosa si alterna al sole, le giornate si fanno piano piano più corte.
E poi il vento, allegro, vivace, fresco, ristoratore, autenticamente autunnale.
Ha smosso l’abito di lei, lei ha svoltato sotto i portici: e così la sorella e il vento hanno camminato insieme.
Ancora autunno
Ed è ancora autunno.
La stagione calda è svanita ed è un tempo nuovo.
È ancora autunno.
Di pioggia, di tepori, di nuvole bizzose.
È autunno, ancora.
Già fremono le lievi foglie cadute e si accartocciano al sole, nel tempo che le vede lasciare i rami degli alberi.
Così leggere e fragili, nel tempo d’autunno.
Alle fermate della corriera
All’inizio di ottobre ho passato una giornata nella mia bella Fontanigorda e per arrivare fin là ho usato la sprintosa corriera che, curva dopo curva, arriva in Val Trebbia.
Sulla via del ritorno, poi, ho notato un particolare al quale non avevo mai fatto caso: anche gli utenti della corriera, come quelli degli autobus, naturalmente amano le comodità.
E infatti dal finestrino del mezzo sul quale viaggiavo ho potuto notare diverse fermate della corriera arricchite con arredi diversi per l’agio dei viaggiatori.
Ecco qua la pensilina e sotto di essa la panchina per le attese.
Si vede che non era sufficiente perché, lì di lato, qualcuno ha aggiunto due comode sedie da cucina, in più su una di esse era posato un libro per ingannare la noia durante l’attesa mentre sull’altra sedia c’era una sciarpa forse smarrita da qualche distratto passante.
E proseguendo ancora verso Genova ecco un’altra fermata e un’altra seggiola aggiunta da qualche lungimirante viaggiatore.
Quando ritornerò su da quelle parti guarderò ancora con maggiore attenzione, sono certa che ci siano altre sorprese alle fermate della corriera.
Un maestoso albero di città
Attraversando il centro di Genova i vostri occhi troveranno un maestoso albero: la sua dimora è in Largo Lanfranco e in questa stagione i suoi rami si coprono di foglie dorate.
Ecco così la luce, il cielo terso, l’azzurro del cielo e l’albero magnifico.
Gli eleganti palazzi di Via Roma sullo sfondo e i rami possenti con le foglie dondolanti.
Una bellezza superba, degna davvero di ammirazione.
E infatti l’altro giorno non ero la sola a rimirare il grande albero di Largo Lanfranco, diversi sguardi si sono levati, stupiti e meravigliati, verso la sua imponenza.
Una bellezza semplice e naturale, eppure sempre capace di emozionarci.
È la leggiadria luminosa di un maestoso albero di città.
La fusaggine: una pericolosa bellezza d’autunno
Il bosco, in ogni diversa stagione, riserva meraviglie e inaspettati stupori e tra gli alberi, in autunno, si ammira una pianta dai colori particolari.
Il nome scientifico di questa pianta è Euonymus europaeus ma è comunemente nota come fusaggine ed è anche detta berretta del prete in quanto i suoi piccoli frutti somigliano molto nella forma al copricapo dei cardinali.
Dondola così aggraziata la fusaggine nella fresca aria autunnale e così l’ho veduta a Fontanigorda.
Con il legno di questa pianta si costruivano un tempo i fusi per filare la lana e da questa consuetudine deriva quindi il suo nome.
Inoltre con questo legno debitamente carbonizzato, si fanno i carboncini per i disegnatori.
In estate la fusaggine fa dei piccoli fiori bianchi, in autunno si veste invece dei frutti dal colore acceso.
Malgrado la sua indiscutibile e ammaliante leggiadria questa pianta è una meraviglia della natura da guardare e non toccare in quanto è tossica e velenosa in ogni sua parte fino ad essere letale.
La fusaggine, così pericolosa per l’uomo, è invece assai gradita dagli uccellini selvatici, come i pettirossi e le cince che si nutrono di queste bacche durante i rigidi inverni.
Così si stagliano i rami carichi di frutti nel cielo chiaro della Val Trebbia.
È la pericolosa bellezza della fusaggine, misteriosa bellezza d’autunno.












































