Rose di ottobre a Fontanigorda

Questo autunno che segue ad un’estate calda e duratura ha riservato ai miei occhi una gradita sorpresa: le rose profumate a Fontanigorda.
Una rosa rossa, magnifica e regale.

E una dal tono confetto così brillante sotto la luce del sole.

I boccioli dalle sfumature polverose.

E la rosa bianca con i petali aperti ad accogliere il calore d’autunno.

Sono rose di ottobre, conservano la memoria dei giorni del solleone.

E così si inchinano alla stagione delle foglie e delle sfumature calde.

Con i loro petali odorosi e morbidi come seta.

Sono le rose di ottobre nella mia bella Fontanigorda.

Ottobre a Fontanigorda

Ottobre a Fontanigorda è un incanto di foglie dorate nella magia e nel silenzio del Bosco delle Fate.

E i rami possenti, protesi verso il cielo, si vestono di luce e di colore.

Questo bosco custodisce i miei pensieri, i miei ricordi, la memoria delle ginocchia sbucciate, delle corse in bicicletta, delle chiacchierate con le amiche e delle merende con un gelato tra le mani.

Un luogo del cuore dove sempre ritorno.

E il bosco vive, si rigenera, si svela nel suo armonioso splendore.

Svettano gli alberi magnifici con le loro foglie frementi.

Il bosco accoglie, abbraccia, protegge.

Con le sfumature più belle dell’autunno.

Con i colori di una stagione incantevole e calda.

Là dove sgorga l’acqua nella fontana della Madonnina.

E dove le foglie si incontrano in questi contrasti formidabili.

Ottobre a Fontanigorda è quieto, pacifico, straordinario.

Ed è toni di oro, rame, bronzo e preziosa beltà dell’universo.

Camminando sotto a questi alberi mi sento parte di questo mondo meraviglioso che non conosce imperfezione.

Il bosco respira, vibra di vita, freme nel tempo di ogni stagione diversa.

Il bosco sovrasta con la sua immensità.

E così lo ascolto, sapendo che molti di questi alberi hanno veduto tutte le estate degli anni della mia vita: siamo cresciuti insieme, a volte forti e a volte fragili.

Il sole bacia le foglie e le rende ancor più dorate.

E dondolano i rami tra le case del mio amato paesino.

È lo splendore perfetto dei giorni di ottobre a Fontanigorda.

Nell’abbraccio dei monti

Sono ritornata, ieri mattina, nella mia Fontanigorda.
Così porto qui quell’aria fresca e la soffice evanescenza della nebbia che si posa nell’abbraccio dei monti.

Tra i colori autunnali, sotto il cielo celeste.

In un tepore che accoglie, con questa lenta dolcezza.

Là dove gli alberi antichi osservano il susseguirsi delle stagioni.

Così la nebbia gentile si adagia come morbida coltre, mentre il sole scalda i tetti di tegole rosse e il campanile della Chiesa di Fontanigorda.

Fremono le foglie e la vera bellezza, pura a e intatta, così rimane nel dolce abbraccio dei monti.

Un nuovo autunno

Arriva così, lento e pigro, un nuovo autunno, la stagione dai colori soffici e tenui accoglie come un caldo abbraccio.
Una copertina a quadretti sulle ginocchia, la pioggia fuori, la tazza di tè, un libro tra le mani e un’amica con cui chiacchierare anche delle bellezze dell’autunno.
L’autunno è il crepitio delle foglie cadute, tra le quiete degli alberi.

Nell’autunno, come nei giorni della vita, ritrovi ciò che hai messo da parte nelle stagioni migliori: la legna che hai faticosamente custodito nel tempo caldo può ardere nel fuoco e un accogliente tepore riscalda i cuori.

L’autunno è l’attesa delle cose semplici e tutto ritorna, nel ciclo perenne della vita e del suo fluire.

E nell’autunno si gustano i doni della terra coltivati con cura e attenzione nel tempo d’estate.

È il tempo delle zucche che trattengono nella loro polpa il colore caldo del sole.

E le arbanelle custodiscono i profumi e sapori intensi del bosco.

È una bella stagione l’autunno, con i suoi ritmi e le sue sorprese.
E la si attende, al limitare del bosco, con cauta curiosità.
È un tempo nuovo, è il tempo d’autunno.

Quinto al Mare: il fragore delle onde

La potenza del mare ha ancora sferzato la costa con il suo vigore e con il fragore intenso delle sue onde.
E queste sono fotografie che ho scattato il 3 Novembre scorso, a Quinto.
La furia dell’abisso sa essere indomabile e minacciosa.

Così si leva e poi si abbatte.

E non si ferma, il mare così arrabbiato è anche molto pericoloso e va osservato alla debita distanza.

Inquieto, ribelle, furioso.

E le onde si susseguono nello straordinario spettacolo della loro potenza.

Una forza vorticosa e inarrestabile agita l’abisso.

E si levano gli spruzzi salmastri.

E sempre ritornano le onde frizzanti a toccare la riva.

Il mare è la voce della grandezza dell’universo, lo si ascolta, muti e affascinati.

Mentre la mareggiata ancora si sfrange sopra gli scogli.

E la spuma del mare candida come pizzo ancora lambisce le spiagge.

E così risuona ancora, forte e potente, il fragore delle onde.

Nuvole d’autunno

Sono nuvole d’autunno e cupe sovrastano il mare, mentre un gioco di luci e di ombre ammalia lo sguardo.

E sono geometrie genovesi contro il cielo scuro e carico di pioggia.

I toni metallo si riflettono così sull’acqua salmastra e inquieta.

Sa essere un magico stupore l’autunno con le sue vaghezze, con le sue luci sferzate dall’aria fresca e frizzante.

Ogni stagione è una nuova emozione e un nuovo viaggio da intraprendere, così inizia la dolce avventura dell’autunno.

Un pigro autunno

Questo è un pigro autunno e tarda a risvegliarsi restando avvolto in un inconsueto tepore ancora quasi estivo.
E l’autunno, lento, lascia cadere solo qualche foglia sulle creuze.

Ancora domina su certi rami una decisa sfumatura di verde ma una ad una piano arrossiscono le foglie.

E dondolano leggere nell’aria ancora calda.

Questo quieto autunno, indeciso e incerto, talvolta pare lasciare traccia del suo passaggio.

E da ragazzino indolente e capriccioso si ricorda appena di scuotere i rami e di scompigliare le foglie.
Poi alcune planano giù, così leggere.

Indugia e ritarda la stagione delle incertezze e dei toni caldi.

Per ora ci dona una lieve sinfonia di foglie, preludio dell’autunno che verrà.

Dolce settembre

Dolce settembre, tiepido e radioso.
Già lo stiamo quasi salutando e non pare vero, settembre frettoloso scivola via e presto cederà il posto al mese delle foglie, delle castagne e delle mutevolezze autunnali.
Dolce settembre, l’aria è ancora calda e il cielo è lucido.
Così si passeggia, davanti al mare al Porto Antico.
Ed ancora tempo di maniche corte e di sole in faccia, di indolenti pigrizie su queste panchine, è ancora tempo di blu, di azzurro e di luce.
Dolce settembre di Genova, così quieto, confortevole e romantico.

In settembre

In settembre il tempo pare come fuggire via.
L’aria è più fresca, le nuvole si susseguono rapide in cielo.
Settembre è un nuovo libro tutto da scrivere e porta con sé una certa speranza e anche una sorta di nostalgica e inevitabile malinconia.
In settembre gli alberi iniziano a tingersi di nuovi colori, frementi e caldi.
Scivolano giù le foglie e una piccola fogliolina dorata di sole si posa, in miracoloso equilibrio, su un ramo spezzato e così rimane, come sospesa tra due stagioni.
In settembre, a Fontanigorda.

Le foglie sulla creuza

E queste sono le foglie sulla creuza, le ultime foglie lasciate dall’autunno sul tratto finale di Salita San Nicolò.

Sono foglie cadute, rosse, calpestate, accartocciate, madide di pioggia.

Sono foglie tenaci, sospese sul muraglione.

Sono foglie dalle sfumature intense, dal verde scuro all’arancio.
Questo è il saluto dell’autunno che con grazia si è così ritirato lasciando il posto al gelido inverno.

Fremono le foglie, dondolano smosse dal vento.

E quiete si posano sui gradini.

Ancora, caparbie, restano saldamente ancorate al muro, nell’ultimo tratto di questa salita che conduce al Santuario della Madonnetta.

Sono eleganti, lucide di acqua piovana, festose e colorate, disposte ad arte in perfetta armonia tra di loro.

E restano, a terra, vicine, ultimo dono di una stagione svanita.