Alassio, 1 Luglio 1922

Era il 1 Luglio 1922 ad Alassio.
Era un’estate calda e felice e l’onda lenta batteva sulla riva.
Una fresca brezza marina sfiorava la pelle e per stare in spiaggia serviva un bel cappellino per ripararsi dal sole.
Una gioia infantile, una felicità semplice: essere in riva al mare, in libertà.

E i ricciolini biondi, la spallina del costume che scende, un sorriso speciale e quella luce negli occhi.

Mentre il tempo scorre, sempre come l’onda.
Mano nella mano.

Mentre il mare sfiora le caviglie, sulla spiaggia di Alassio, il 1 Luglio 1922.

La stagione balneare a Pegli

E poi venne il caldo ed ebbe inizio la stagione balneare a Pegli.
Così la bella e ampia spiaggia del ponente si affollò di bagnanti accaldati, era il tempo dello svago e della serenità.

Certe signore se ne stavano un po’ distanti dalla riva, qualcuna si riparava con un elegante parasole, altre se ne stavano sedute sui sassi a conversare amabilmente.

C’era chi stava con i piedi in acqua, chi osservava titubante il mare nell’indecisione se buttarsi o no, c’era persino chi se ne stava vestito di tutto punto sulla spiaggia, con giacca e cravatta e pure con il cappello in testa, chissà che caldo!

Alcune signore se ne stavano all’ombra della tenda ad osservare la vita della spiaggia, molti portavano candidi accappatoi.

Alcuni si avventuravano nell’acqua con l’ausilio di un salvagente e altri si sorreggevano con cautela alla corda.

Certi se ne stavano sul bagnasciuga e alcuni bimbetti erano lì sdraiati sulla spiaggia, mentre la signora in bianco si allontanava con passo deciso.

Tutte le immagini sono dettagli tratti da una mia cartolina che venne spedita nel 1910 da una certa Enrichetta alla signorina Dina di Mignanego, era il tempo delle cartoline che facevano questi brevi viaggi da una località all’altra.
E il tempo scorreva, fluendo lieve come l’onda, sulla spiaggia di Pegli.

Tre amiche alla spiaggia

Loro erano tre amiche alla spiaggia in un tempo felice.
Sorridenti, spensierate, spontaneamente allegre.
Con i costumi alla moda rigorosamente scuri e bordati di chiaro, con i cappelli raccolti sotto fazzoletti in fantasia.

Loro erano tre amiche e una portava anche una collana con un ciondolo lucente.
E mentre si facevano immortalare dal fotografo alle loro spalle altri bagnanti si godevano l’estate: c’era chi remava vigorosamente e chi si rinfrescava con una bella nuotata.

Tre amiche alla spiaggia, tre giovani vissute in un periodo certo più complicato del nostro, il loro quotidiano era di sicuro più faticoso e complesso.
Malgrado ciò i loro sorrisi raccontano ancora oggi l’incrollabile forza delle donne, la loro vitalità e la loro energia.

Mentre l’’onda salmastra accarezzava le loro caviglie per poi sciogliersi in candida schiuma.

Erano tre amiche alla spiaggia in un tempo leggero, rimasto nel cuore come incancellabile ricordo.

Un saluto da Pegli

Un saluto da Pegli, dal passato del ponente ligure e dall’ultimo scampolo della stagione estiva.
Un saluto da un manipolo di intrepidi cittadini che se ne stanno su certi leggendari scogli pegliesi: qualcuno agita il cappello, altri restano seduti in placida calma.

Un saluto dalla bella spiaggia sulla quale riposano le barche dei pescatori.
Mentre l’onda lenta canta sulla riva, davanti alle sdraio e agli ombrelloni aperti per ripararsi dal sole.

Vi ho mostrato i dettagli di due mie cartoline di Pegli, a volte leggere il testo a tergo rivela particolari interessanti.
La prima cartolina venne scritta il 17 Agosto 1909 e spedita a certe signorine in Scozia.
È scritta in italiano e la mittente riferisce di aver fatto qualche bagno a Cornigliano e aggiunge:

“Oggi fa burrasca. Il mare è grosso, anche ieri lo fu, ma mi son ancor più divertita. Comincia a venire il sole, tra poco sarà tutto celeste il cielo o tuonerà.”

Ah, il clima bizzarro della fine di agosto, dopo i primi temporali tutto cambia, è sempre stato così!
E allora un saluto da Pegli, dagli scogli Pietra Pulla sferzati dalle onde salmastre.

La seconda cartolina venne scritta e spedita il 13 Agosto 1930.
Chi scrive racconta di essere giunto ottimamente a Genova essendo solo nello scompartimento di 1° che funzionava da 2°. Una bella fortuna!
Anche il nostro visitatore riferisce di aver trovato un clima capriccioso, a tratti nuvolo e piovoso.
E tuttavia si gode la spiaggia, il sole, i giorni felici nell’ozio beato.
Da quei tempi lontani e dalla bella spiaggia luminosa a tutti voi un saluto da Pegli.

Giorni d’estate sugli scogli

Un’estate semplice e felice: sulla piccola spiaggia, a giocare tra gli scogli.
Gli scogli celano le meraviglie della vita, custodiscono i granchi guardinghi e i temibili ricci, sono riparo di vermiglie stelle marine e di leggendari cavallucci.
Gli scogli sono stupore, divertimento e gioco e così le bambine hanno la gioia negli occhi.
Camminando sui sassolini che si infilano tra le dita, balzando da uno scoglio all’altro cercando di evitare le alghe scivolose.
Che avventura sa essere l’infanzia con il suo profumo di libertà!
Capelli a caschetto, timidezze, sorrisi e infiniti istanti da vivere in questa bella estate sugli scogli.

Accanto alla mamma, sempre attenta, premurosa e paziente.
Accanto alla mamma, sempre presente.

Io sono stata una bambina che amava giocare sugli scogli e i ricordi di quei momenti spensierati sono tra i più belli della mia vita: il tempo non aveva importanza, non conoscevo noia e questo è stato un autentico privilegio.
E così quando vedo bambine di un altro tempo accanto agli scogli penso a me e penso anche che un filo invisibile in qualche modo ci unisce: è la memoria dolce di quei giorni d’estate sugli scogli.

Alla spiaggia vicino alla Lanterna

È il tempo di un’estate lontana e di un ricordo che sbiadisce come la fragile caducità di una fotografia che ha fissato un istante felice.
È il tempo di un’estate diversa e si va a rilassarsi sulla spiaggia di Sampierdarena e a tuffarsi tra le onde frizzanti in cerca di refrigerio, con la cara Lanterna sullo sfondo.
Un giorno qui ci sarà il porto con i suoi container e le sue navi, il progresso farà il suo corso inesorabile.
Per adesso, in questo scorcio di un’estate più lenta, qui c’è semplicemente la spiaggia, scenario di pigrizie estive.
E ci sono le ragazze con i cappellini in testa e le espressioni stupite o distratte, in quell’istante della fotografia.

Ci sono amici, fratelli e compagni d’avventura nel gioco bellissimo degli svaghi balneari: tuffi dal trampolino, spericolate capriole e corse a perdifiato sul bagnasciuga.

Uno della compagnia, quello con l’accappatoio bianco, sembra più disinvolto degli altri e pare sapere il fatto suo.
Forse è di casa su questa spiaggia e potrebbe raccontare aneddoti avvenuti negli anni e piccoli fatti memorabili per la gente del posto, ricordi che con il passare degli anni sbiadiranno quando nessuno li rammenterà più.

Rimarrà qualche fotografia, qualche traccia di felicità, a volte una data o nome scritto a mano con la matita, altre volte ancora una reale memoria di famiglia tramandata di padre in figlio.
E un sorriso nostalgico:
– Sai, io andavo alla spiaggia di Sampierdarena!
Erano parole che mi diceva mia nonna e nel suo sguardo c’era la luce di un bel ricordo custodito con amorevole cura.
Non conosco i nomi di coloro che vennero ritratti in questa fotografia, in quel tempo di un’estate lontana stavano tutti vicini, appoggiati alla barca.
E il futuro doveva ancora accadere, mentre il presente era scandito dal canto dell’onda.
Alla spiaggia, vicino alla Lanterna.

Le bambine con i retini

Un tratto di costa, le onde del mare, una stagione felice.
Nel tempo d’estate: due sorelline.
Una ha la frangetta, i capelli a caschetto, abbraccia la mamma e lei amorevole le cinge la vita.
La bimba sorride, con la fiducia di sentirsi tranquilla e al sicuro.
La mamma sorride come solo le mamma sanno sorridere.

Le bambine hanno un retino, ognuna ha il suo.
E portano gli abitini uguali, credo di un colore pastello e orlati di chiaro.
La bimba più piccina fa una faccia buffa, ha questi ricciolini ribelli e appare così vivace e allegra, quante gioie regala l’infanzia!

A piedi scalzi, nella bella stagione.

Insieme, vicine, in un tempo felice.
Loro sono le bambine con il retino nei giorni gioiosi della loro vita.

Alla spiaggia di Quinto Bagnara

Era un tempo dolce scandito dalla musica suadente delle onde, sugli scogli affioranti.
Ricordi dell’estate del 1924, sono trascorsi molti anni da allora eppure quella felicità è ancora reale, emozionante e palpabile.
Sullo scoglio, con i soliti costumi alla moda, il cappellino in testa e i sorrisi luminosi.

Sullo scoglio, vicini, mentre la mamma vigila attenta.
Lì accanto il salvagente per imparare a nuotare.

Dietro a queste fotografie ci sono le date e alcune note scritte da una mano gentile che ha lasciato anche l’indicazione del luogo: spiaggia di Quinto Bagnara.
E in lontananza si scorgono le case antiche, i panni stesi che sventolano sospinti dall’aria di mare, il lavatoio dove si andava a fare il bucato.

È questo tratto di Quinto, dove le onde sempre ritornano ripetendo il loro canto.

E poi ecco ancora l’estate del 1928, sulla barca.
Insieme, in un momento di semplice gioia e condivisione.

Godendo del fresco dell’acqua cristallina che così accarezza i sassi.

In un tempo felice, alla spiaggia di Quinto Bagnara.

Sotto il sole d’estate

Sotto il sole d’estate, sulla spiaggia.
Con il costume scuro orlato di chiaro, la fascia tra i capelli e questa grazia inimitabile, in una mano l’ombrellino che protegge dalla calura e dalla potenza del sole.
E poi i sorrisi, i sorrisi di lei e del giovane uomo che le siede accanto, sulla riva.
Rilassati, tranquilli, in un giorno qualunque.
Sullo sfondo, in lontananza, alcuni bagnanti a mollo nell’acqua osservano la scena incuriositi.
È estate, è tempo di bagni e di divertimenti balneari!

C’è anche un’altra ragazza in posa per la fotografia, lei è molto femminile, disinvolta, ha quest’espressione serena e rilassata.
È il tempo della giovinezza, dello svago e della libertà.

Seduti sulla riva mentre l’onda lambisce lenta i sassi e sempre ritorna, nel suo canto nostalgico e gentile.
Sotto il sole d’estate, sulla spiaggia.

Ancora alla spiaggia

Ancora alla spiaggia, tutti insieme, felici e senza pensieri.
Come ogni estate, vestite di scuro, con i capelli raccolti e questa grazia imperscrutabile.
Amiche, sorelle, donne di un tempo diverso.

Con i cappellini bianchi per ripararsi dal sole e con i costumi a righe, secondo la moda dell’epoca.
Sullo sfondo a sinistra si nota poi una piccola peste, è un bambinetto che porta un costume monospalla.
Tiene la testa un po’ inclinata e osserva quasi distratto verso la donna che si nota al centro, in secondo piano.
Lei, di rimando, pare guardarlo con l’espressione severa e ammonitrice e questo scambio di sguardi vale più di mille parole.

Sa essere dolce il tempo alla spiaggia per grandi e piccini, lo sanno i provetti nuotatori e quelli che aspettano l’estate per esibirsi in tuffi spericolati.

E anche alla spiaggia non si rinuncia ai vezzi dell’eleganza che sono sempre accompagnati al garbo dei modi.
Un sorriso accennato, un’espressione quasi imbronciata, un frammento di un’estate lontana.

Tutti loro sono ritratti in una piccola fotografia che fa parte di una serie di foto, alcune delle quali furono probabilmente scattate ai Bagni San Pietro alla Foce e forse anche questa foto è riconducibile a quel luogo.
Erano giorni di luglio del 1907, a Genova, e tutti loro erano là, alla spiaggia, felici e senza pensieri.