Le Mura della Malapaga, le pietre del passato

Se fossimo nel Regno Unito, in questa strada, lungo queste mura, non vedreste macchine posteggiate.

Vi accoglierebbe un attore, vestito di tutto punto con abiti di un tempo lontano.
E’ una guardia, che severo cipiglio nel suo sguardo!
E vi accompagnerebbe lungo il camminamento di ronda delle antiche mura di Genova, le Mura della Malapaga.

E vi narrerebbe che questo nome deriva da una prigione, denominata appunto Malapaga e costruita nel 1269, all’interno della quale venivano rinchiusi i cattivi pagatori, gli insolventi dei propri debiti.
Restò in funzione fino al 1850; il piano terra, privo di qualunque finestra, era riservato alla plebe, mentre i nobili venivano collocati nel piano superiore.

E poi, se fossimo in un’altra nazione, vi farebbero camminare lungo questo percorso e vi farebbero salire su da queste scalette e vi direbbero di guardare oltre il muro e di immaginare che al di là di esso non ci siano i cantieri e le gru.

E qualcuno vi parlerebbe con tanta foga e con parole così piene di passione, da farvelo vedere, il mare, con le sue onde altissime e potenti.
E potreste anche spaventarvi ad udire certi racconti.
E la vostra guida vi narrerebbe di quel giorno, quel lontano 21 gennaio del 1531, nel quale una tempesta furiosa e potente entrò nelle calate del porto, invase la città fino alla Marina di Sarzano, pervadendo ogni caruggio con tale violenza da abbattere persino le mura.

E poi sapete, sentireste rumor di ferraglia, un rumore sinistro che proviene da quella prigione: certo, se fossimo nel Regno Unito, l’ avrebbero ricostruita in tutto somigliante all’originale!
E accanto a voi passerebbero degli uomini di Chiesa, sono i Disciplinanti della Confraternita della Morte e sono passati attraverso quei caruggi che molti di voi percorrono ogni giorno, vengono dalla chiesa di San Donato, sono poveramente vestiti e recano panni, abiti e coperte per i carcerati della Malapaga.
Ed essendo uomini di fede, portano anche libri morali e dal contenuto religioso che possano illuminare le menti di coloro che hanno peccato.
E poi le guardie! Certo vi mostrerebbero gli anelli che ancora sono piantati nel muro.

E vedreste una folla di dolenti, laggiù, dove un tempo era la prigione.

E poi vi farebbero entrare in quelle buie segrete e vi mostrerebbero un uomo, rinchiuso in una gabbia di legno.
E’ un acerrimo nemico di Genova e il suo nome è Giorgio del Carretto, Marchese di Finale.
Nel 1341 cercò di assediare la città di Albenga, ma il suo tentativo venne arginato dal Doge Simon Boccanegra.
Eh, gente dura i Genovesi!
Pensate, intervenne persino il Papa per far liberare il Marchese!
Certo, nessuno fa niente per niente e andò a finire che in cambio della libertà, Giorgio del Carretto dovette cedere alla Superba Cervo, Finale e Varigotti.
E in una cella vi mostrerebbero altri reclusi, pisani e veneziani, rinchiusi qui dopo le gloriose battaglie della Meloria e di Curzola che videro i genovesi vittoriosi.
Se fossimo in un’altra nazione, guardereste queste mura con altri occhi, conoscereste la loro esistenza e la storia che è stata vissuta qui, su queste pietre intrise di salsedine.

E vi inviterebbero a voltarvi, verso i caruggi che sboccano proprio di fronte alle Mura della Malapaga.
E su dai vicoli vedreste un’orda di popolo con gli occhi infuocati e ardenti, sentireste le grida, le urla, li vedreste correre dentro la prigione, aggredire il carceriere e liberare tutti i prigionieri, perché si uniscano a tutto il popolo di Genova, in quei giorni del 1746, per liberare la città dagli Austriaci.

E poi trovereste una sala, certamente ci sarebbero dei pannelli e su di essi sarebbero riportate immagini tratte da un celebre film del 1949, opera del regista René Clément, dal titolo Le Mura di Malapaga.
In quel film in bianco e nero si vede una Genova insolita, e sono sicura che trovereste le foto di Via Madre di Dio e dei caruggi circostanti, che da tanto tempo sono andati perduti.
E’ un film prezioso, che testimonia in maniera unica le vestigia del nostro passato.
E su quei pannelli vedreste il volto del protagonista, un indimenticabile Jean Gabin.
E nelle fotografie vedreste il grande attore francese camminare per questi caruggi, lungo i nostri moli, a ridosso delle Mura, le Mura di Malapaga.
Le Mura di Malapaga si trovano dietro la chiesa di San Marco, al Porto Antico.
Ed è lì che vanno i turisti, tutti.
Vanno all’Acquario, tutti.
E ogni volta che qualcuno scrive su questo blog la solita frase: sono stato a Genova per vedere l’Acquario, mi viene una rabbia che non potete immaginare!
Perché quella è un’attrazione turistica, certo, ma Genova è altro, molto altro.
Perché questa è la città delle occasioni perdute, dei mille tesori che altri saprebbero sfruttare e mettere in evidenza, di questo sono più che certa.
Cartina alla mano, c’è molto da scoprire e da vedere, ci sono luoghi capaci di donare emozioni forti e potenti, di impressionare e di coinvolgere su piani differenti adulti e bambini.
Ma qualcuno deve raccontarli questi posti, renderli fruibili e fornire tutte le indicazioni perché chiunque possa trovarli, deve renderli reali ed ammantarli del fascino che già possiedono, occorre solo la volontà di svelare quella grandezza e di mostrarla al mondo.
Quel mondo che passa in queste strade, genovesi e foresti, cittadini e turisti, che percorrono vie antichissime e camminano accanto a chiese millenarie, tra case vetuste protese verso il cielo, lo stesso cielo che vide crociati e santi, dogi e malfattori, bottai e stoppieri, donne di malaffare e di fede, vivere, combattere, sperare e morire tra le mura di una città gloriosa.

60 pensieri riguardo “Le Mura della Malapaga, le pietre del passato

  1. Mi piacerebbe tanto Miss che tu raccogliessi in un libro tutti i tuoi post su Genova, foto comprese, anche se credo che i post Nn avranno mai fine perché Genova non finira’ mai di farsi raccontare da te. E mi piacerebbe tantissimo tornare e venire con te quando vai alla “scoperta” dei luoghi che poi ci racconti.

    1. Ah, che bella cosa mi hai scritto, ma grazie!
      Piacerebbe anche a me raccogliere tutto in un libro.
      E quando torni, fatti sentire che ti porto sicuramente con me alla scoperta di Zena!

  2. Dear Miss Fletcher,
    giusto domenica pomeriggio mi trovavo in vico Palla. Sai a cosa pensavo? Che a venti metri di distanza c’erano centinaia di turisti che non si sarebbero spostati di un passo dagli itinerari prestabiliti (Acquario – Bigo – Museo del Mare – Galeone dei Pirati – Sommergibile Nazario Sauro) perdendosi il meglio del Molo e forse del centro storico.
    Non è colpa loro, ma non voglio perdere tempo in polemiche trite e ritrite.
    In questo periodo mi sto occupando di argomenti che hanno molto a che fare col tuo blog e le tue passioni, te ne parlerò in seguito e con calma.
    Un abbraccio e grazie di questa bella passeggiata lungo le Mura di Malapaga.
    Fabio – Zeneize since 1965 and proud to be !

    1. Certo che non è colpa dei turisti, in quei vicoli non se ne vedono mai, eppure sono lì, a un passo.
      E si affollano davanti all’Acquario…saranno anche polemiche trite e ritrite ma questo mi fa proprio arrabbiare, a dir poco.
      Ora sono curiosissima si sapere del tuo progetto…io sono curiosa di natura! Poi se mi parli di Zena figuramoci.
      Fantastica la tua firma, mi piace un sacco!

  3. Ciao Miss, so benissimo di cosa stai parlando. Queste mura le ho viste tante volte ma la loro storia, così narrata no….non l’avevo mai sentita, non la conoscevo. Grazie. E’ stata bellissima. Ora, quando le rivedrò le guarderò, grazie a te, con occhi ben molto diversi. Bellissimo Miss. Brava! Grazie. Bacioni.

    1. Oooh…meno male che qualcuno va fin là dietro, mi hai fatta felice Pigmy!
      Chissà quante altre storie ci sono da raccontare, sulle mura della Malapaga.
      E su tutti quei posti che hanno una storia così antica, che fascino, eh?

      1. Miss, devo essere sincera in due cose 1) ho visto anch’io l’acquario 2) Quel pigro di mio marito non si decide a farmi visitare il centro storico di Genova (sei la unica guida). Ma…..al di là di tutto….non si può non notare certe cose. Non si può andare all’acquario e non guardarsi un attimo intorno. Non andare al molo o al porto o in quegli altri dintorni magnifici che purtroppo non so come si chiamano. Sono bellissimi. Sono contenta di averti reso felice ma per me è stata una cosa normale. Sarebbe un pò come “offendere” Zena, non trovi? 🙂 E ora che tu mi spieghi ogni giorno queste cose…..mmmmmhmmmm…..non vedo l’ora di tornarci!!!!!!

      2. Come tuo marito non si decide a portarti per caruggi? Ma guarda un po’! E hai ragione, in fondo basta guardarsi un po’ intorno, mVia del Molo è proprio lì, accanto! Ma tu sei ligure, però, forse per te è più naturale infilarti nei caruggi? Può essere, chissà!
        Comunque quando torni facciamo un giretto come si deve, altroché!

      3. Oh grazie Miss! Allora, pensa, tu sai che ti avevo confessato che, prima di conoscerti e conoscere Genova grazie a te, non la consideravo così bella. Non sapevo esistesse anche un’altra Genova al di là di quello che si vede da semplice passeggero. E dicevo sempre a mio marito che Genova non mi piaceva e lui:- Topa, Genova è molto bella invece altrochè! Un giorno ti porterò a vederla bene!-, perchè lui la conosce, c’è andato anche all’università e bla, bla, bla. E io -ma figurati se mi devi poratre a Genova con tutti i posti che ci sono- e insomma discussioni su discussioni. Adesso, invece, io, tutti i week end lo supplico di portarmici e lui rimanda!!!! Ma si può?! Verrò da te, ho deciso. Sti uomini!

      4. Haha, vedi com’è strana la vita, delle volte? E’ che magari se un luogo non lo si conosce ci si ferma a quel che se ne intuisce e non ci attrae, invece poi…comunque io non vedo l’ora che tu venga qui 🙂

  4. Il bello è, cara Miss Fletcher, che quando dovessi venire in quel di Genova dovrò necessariamente recarmi di nascosto al’Acquario…. altrimenti potresti cancellarmi dalla lista delle amichette! Hi,hi,hi…. e penso con una certa apprensione che sarei potuta finire in quella prigione Malpaga, se fosse esistita ancor oggi, con le tasse e i balzelli che ci stiamo ritrovando su tutto 🙁
    Ma come sempre… avvincente la tua narrazione!
    Bacetto Susanna

    1. Haha…all’Acquario ti ci lascio andare, stai tranquilla!!!
      Che poi, intendiamoci, è veramente molto bello, con una gran varietà strutturato benissimo, niente da dire!
      Solo che insomma, mettersi in coda, entrare lì dentro e poi ripartire…magari prima di andarsene vale la pena di guardarsi un po’ intorno, ecco.
      Se fossimo vissute a quei tempi e tu fossi finita alla Malapaga, cara Susa, sarei venuta travestita da Disciplinante della Confraternita della Misericordia e ti avrei portato un chilo di focaccia 🙂
      Vedi che brava amica sono! Baci!

  5. su…quando sarai in pensione ti vestirai di tutto punto e farai la guida volontaria e allora i turisti diranno:
    “Per fortuna siamo in Italia e non nel Regno Unito”

  6. Metti in piedi la Lista Fletcher.Ti voto come ministra del turismo.
    .
    Se poi, per i turisti, rimetti in sesto le prigioni, e hai bisogno di qualche carcerato per imbastire la scena, ho una decina dei miei clienti insolventi che farebbero proprio al caso nostro.

    1. Grazie Moka, grandissimo! Conto su di te!
      Ti ricordo che dobbiamo anche trovare un miserando disponibile a farsi rinchiudere in una gabbia di legno, che insomma…temo non sia troppo confortevole!

  7. mille volte ci son passata, ma non mi ci sono mai fermata! Mi ci hai fatta fermare tu…ma grazieeeeee

  8. Bellissima l’idea di raccogliere tutti i post su Genova in un libro!!!!!Si si si mi piace.Come al solito hai illuminato la mie mente ignorante con una nuova storia sulla citta’ dove vivo e che non conosco!!!!!!Brava amica mia!

    1. Grazie Vale, sei un tesoro! Sarebbe bello sì raccogliere tutto in un libro, un giorno…chissà!
      Un bacino e un abbraccio, oggi più forte del solito.

  9. Dear Miss Fletcher
    From what you write and the way you explain Genoa facts and history I suppose you know England, and English, quite well. Infact it is really true that Englishmen would have made of Malapaga a very special tourist attraction. Atru che niatri… Vabbeh lasciamo stare inglese e zeneize… Ciao sono Enrico e ti ringrazio molto per le belle parole che hai scritto sul mio blog e per i complimenti alle mie foto. Le tue sono forse più “amatoriali” ma ti assicuro che con quello che hai scritto di accompagnamento appaiono sotto una luce molto più bella. E i colori, acccompagnati dall’immaginazione che riesci a creare, con il racconto e i fatti storici…. diventano sicuramente più brillanti e mi hai fatto anche rivedere Jean Gabin che si aggirava sotto queste mura come nel suo famoso film… Ciao enrico

    1. Oooh! Ma grazie, che onore! Le belle parole a te sono dovute, la tua è vera e propria arte.
      Certo gli inglesi con queste mura farebbero ben altro, noi siamo specialisti nel trascurare le nostre ricchezze.
      E mi fa davvero piacere che ti sia piaciuto il mio modo di raccontare Zena, sono parole del cuore le mie, sempre.
      A presto Enrico!

  10. ciao mi chiamo armando ,ho lavorato al porto nelle riparazioni navali oarm per 22anni, dal 73 al 95, sono entrato dal varco a Cavour per tutti quegli anni, e solo oggi grazie al tuo racconto ho scoperto dove sono le mura di malapaga, non mi vergogno della mia ignoranza in materia .. forse dovrei ma meglio tardi che mai ancora grazie armando

    1. Ciao Armando, benvenuto tra queste pagine!
      La nostra Genova è così ricca di storia e di storie da raccontare, ogni pietra ha un passato non è certo mai tardi per scoprirle!
      Adesso, già che ci sei, potresti fare un bel giro là dalle Mura e vederle con occhi diversi!
      A presto, grazie della tua visita e buona serata.

  11. ciao ho seguito il tuo consiglio e sono andato a farmi un giro sotto le mura , è vero le ho viste con occhi diveri. c’ero stato tante volte in quella zona, anni fa c’era un locale proprio sotto le mura credo si chiamasse sibaria ..forse perche era adiacente a porta siberia ..io abito in periferia e da quando non lavoro piu ,in centro vengo di rado ..ma bisogna che ci venga più spesso ciao

    1. Armando, bentornato! Come sono contenta di leggere che sei tornato sulle mura…grazie di avermelo detto!
      Ecco, se aver letto il mio post ti ha fatto venir voglia di venire nei caruggi e di andare a guardare quelle mura, questa per me è un’immensa soddisfazione, davvero grande! Buona serata!

  12. Soltanto in questo momento ho incontrato il tuo blog. Per limiti soprattutto tecnici non entro nei dibattiti, ma qui non ne ho potuto fare a meno. Io ci abito sotto le mura di Malapaga, e penso esattamente quello che tu hai scritto. Se 100 persone intelligenti, volontarie e assortite, con competenze ed esperienze diverse iniziano a lavorare per Genova, possono riuscire a modificare il rapporto tra Genova e il turismo?

    1. Benvenuto Alessandro, mi fa molto piacere che tu abbia trovato il mio blog.
      Genova potrebbe vivere solo di turismo, solo della sua ricchezza e della sua storia.
      Solo delle sue pietre, dei suoi percorsi storici, delle sue chiese, della bellezza dei nostri caruggi.
      Credo davvero che cento persone, intelligenti e volontarie, potrebbero fare molto, perché è tutto da rivedere il modo di vivere il turismo di questa città, almeno a mio parere.
      Ho visto che hai un bed & Breakfast, ho visitato ora il vostro sito, bello!

  13. Volevo rigraziarla per tutte le foto e i commenti sul nostro centro storico che mi fanno sentire meno foresto nella mia citta dove la maggiore parte di persone forse non per colpa loro non conoscono sono nato in via pre’ 57 anni fa fino a qualche anno fa ho lavoratoper ben 35 anni tra caricamento e via del molo e riconosco quasi tutto di quello che lei pubblica continui cosi cordialita ‘ Alessandro Sblendorio

    1. Benvenuto Alessandro, quando ricevo commenti come questo sono immensamente felice, questo blog esprime le mie passioni e i miei interessi e sapere di avere tanti lettori che le condividono è una vera soddisfazione.
      Grazie di cuore, certo che continuerò a scrivere, la nostra Genova è così grande e bella!
      A presto!

  14. sono piacevolmente stupito che esista ancora qualcuno che ami Genova e la sua storia millenaria. A volte mi chiedo, visto anche l’attuale situazione occupazionale, perche’ il Comune non occupi alcuni giovani (anche a tempo determinato) come guide turistiche per far conoscere ai turisti la nostra citta’ e la nostra storia (lo fa Istanbul non vedo perche’ non dovrebbe farlo Genova)

    1. Benvenuto Giampaolo, grazie delle tue parole.
      Non so quante volte ho scritto su questo blog che Genova potrebbe vivere solo di turismo, non sai quanto spero che qualcuno prima o poi se ne accorga e valorizzi tutte le nostre grandi ricchezze.

    1. Ma grazie Elisa, sei proprio gentile! Magari ci pensiamo, dai! Tempo fa avevo organizzato un pomeriggio alla grotta Doria, naturalmente a raccontarne la storia è stato il responsabile di Palazzo del Principe però in quella circostanza ho avuto occasione di conoscere molti lettori.
      Grazie davvero, buona serata a te.

  15. Miss, questo post, addizionato dei Disciplinanti della Confraternita della Morte, mi è molto piaciuto… ho visto quelle Mura, e “Malapaga” è un toponimo quanto mai attuale, in quanto, gli stipendi che oggì vengono corrisposti a certi lavoratori precari, possono senz’altro essere considerati una prigione…
    approvo quel che dici sul magnifico Acquario, nel quale io non sono mai entrato, oltre che per il costo, anche perchè, quando sono nella tua città, il tempo preferisco spenderlo su e giù per i caruggi o “avantindree” per Sottoripa… io amo le pietre più dell’acqua, ma di pietra non è bello averci il cuore, e di pietra, l’ha chi, pur sapendo che Zena ha una storia più che millenaria, dopo aver visto l’Acquario, se ne va, convinto di essere stato a Genova e magari, pensando, sia un peccato che la sopraelevata passi così vicina all’Acquario (in certo qual modo, una Malapaga per pesci)…

    1. Eh Sergio, forse dal tempo di questo post le cose sono un po’ migliorate ma le mura della Malapaga restano proprio come allora ed è un peccato, questa è certo una zona da valorizziare.
      Grazie mi fa piacere che tu abbia letto questo post!

  16. Bellissimo! Abbiamo un coworking vicino a quello spazio e da tempo abbiamo in mente di proporre al municipio un migliore uso di quello spazio (e del nostro vico vele). Noi possiamo collaborare x progetto e x far portare wifi (magari x starsene al sole a leggere e guardare il mare).
    Ti va provarci insieme?
    Ps: solo in it ci si preoccupa più delle auto che delle persone 🙂

    1. Benvenuto Luca, il tuo entusiasmo è una ventata di ottimismo, sono felice di leggere le tue idee, magari un giorno o l’altro potrei passare a trovarvi, sono spesso da quelle parti e quella zona di Genova davvero meriterebbe maggior risalto.
      Eh sì, le persone dovrebbero essere più importanti delle macchine, sono d’accordo con te.
      Grazie del tuo commento!

  17. Meraviglia….lei ha ragione Genova è splendida, segreta, una signora altera. Forse dovremmo creare dei gruppi di volontari che si innamorino delle storie della città e coinvolgano sempre più persone…

  18. Ti ringrazio per questo articolo mi hai fatto conoscere un pezzo di storia che non sapevo…io ero stato dalle mura di malapaga per lavoro ma non credevo che racchiudere tanta storia, ancora grazie

  19. Ciao sono una turista e avevo mio alogiamento su le mura di malapaga ero molto interesata a scoprire cualche cosa su cueste mura è sono molto contenta aver trovato la tua storia.Mi piage molto e sono dacordo con cuello che dici.
    Saluti
    Maria

  20. Buongiorno,
    non ho letto tutti i commenti e può darsi che qualcuno ne abbia scritto, lungo le mura di Malapaga esisteva anche una Sinagoga, attiva, ho letto fino al 1935, anno di inaugurazione della nuova in via Assarotti.
    Ne sa qualcosa?

    Cordiali Saluti.

    Enrico Daneri.

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