Camminando nel passato di Priaruggia

Partiamo ancora con la mia macchina del tempo, verso una caratteristica spiaggia molto amata dai genovesi.
E lì, dove una ansa accoglie il mare, batte l’onda che sfiora la riva, davanti alle case di Priaruggia.

Le barche, la quiete, il tempo dello svago.

Qui a volte il mare si gonfia inquieto per infrangersi con la sua potenza e dissolversi in spuma frizzante.

Così si estende l’onda, come un orlo di pizzo che adorna la spiaggia.

Mentre taluni indugiano sulle panchine, nella tranquillità di una giornata qualunque.

E il mare canta, gioioso e immenso.

A volte, viaggiando nel tempo, il passato e il presente si sovrappongono.

E i colori si mescolano ai toni del bianco e nero, in un eterno fluire che segue il ritmo incessante del mare.

E così si ritorna ancora una volta a camminare nel passato di Priaruggia.

Seguendo le onde al Porticciolo di Nervi

Con il suo canto incessante e armonioso, l’onda sfiora la riva, si infrange e sempre ritorna, davanti al Porticciolo di Nervi.
Le case, le finestre, l’aria fresca e intrisa di salmastro.

E ancora accade, nel piccolo borgo di pescatori che pare tratteggiato dal pennello di un abile artista.

E si sale, seguendo le curve sinuose della passeggiata di Nervi, mentre tutto attorno è uno splendore mediterraneo.

Volgiamo ancora lo sguardo al passato e a un ulteriore dettaglio di una caratteristica cartolina che venne spedita nel lontano 1919.
Sulla ringhiera sono posati certi panni stesi ad asciugare, soffia benevolo il vento e l’onda sussurra le sue parole.

E sono le stesse frasi che ancora ripete alle barche che placide riposano al porticciolo.

Nella luce calda della sera.

In questa cornice perfetta dai colori pastello, sotto l’azzurro intenso del cielo, nella dolcezza della riviera.

Ieri come oggi, seguendo le onde al Porticciolo di Nervi.

Natale a Boccadasse

La magia incantata di Natale è arrivata nelle vie del borgo di Boccadasse dove i piccoli aiutanti di Babbo Natale sono indaffarati a preparare ogni cosa per la notte più speciale dell’anno.

Qualcuno resta di guardia sulla ringhiera.

Altri si trovano sui muretti, davanti alle case colorate del borgo.

Un intrepido elfo si è poi arrampicato in alto e se ne sta lassù con le gambe a penzoloni.

Ogni finestra è addobbata a festa.

E i simpatici piccoletti rendono ancor più unica l’atmosfera.

E poi anche gli aiutanti di Babbo Natale fanno il bucato, sapete?

Natale a Boccadasse è in ogni angolo caratteristico e lo spirito marinaro del luogo viene giustamente rispettato.

A Natale, a Boccadasse, un tipico gozzo ligure ospita il più semplice dei presepi.

E la capanna dove nascerà il piccolo Gesù è adagiata tra i ciottoli resi lisci dall’acqua salmastra.

Mentre la luce brillante dell’inverno accarezza la superficie del mare.

E l’incanto del Natale ancora si rinnova.

Sotto il cielo azzurro della Superba gli elfi di Babbo Natale sono ormai pronti.

Fanno capolino dalle finestrelle mentre brilla il piccolo presepe luminoso.
Questa maniera elegante e suggestiva di addobbare una semplice creuza è un magnifico esempio di come si possa ricreare una perfetta atmosfera natalizia con stile, buon gusto e nel rispetto della bellezza autentica di un luogo così particolare.

E tutto e quieto, armonioso e perfetto nel borgo marinaro così caro ai genovesi.

A Boccadasse, nella dolce magia del Natale.

Viaggi di novembre

Sono viaggi di novembre, verso sera, al Porto Antico, nel luogo dove andiamo ad ammirare il tramonto.
Sono approdi e soste, nell’aria ormai frizzante dell’autunno.

Mentre piano scende il sole per tuffarsi nel mare.

Passa una vela e rapida scivola via.

Sono viaggi di novembre, sono ricordi, nostalgie e riflessioni.

Seguendo la linea della ringhiera e respirando il profumo salmastro.

Mentre lentamente tutto si colora.

E pennellate di rosso accarezzano le nuvole e l’orizzonte, in una sera di novembre.

Tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi

È un tiepido autunno e ritornando sulla Passeggiata di Nervi si respira il profumo del mare e anche un’impressione di primavera.
Il mare è calmo, il vento tace e il calore del sole accarezza la pelle.

È un tiepido autunno ed è l’ora perfetta per camminare, pensare e forse anche sognare.

E il mare luccica di riflessi d’argento.

Nelle ore del tiepido autunno ho seguito la ringhiera azzurra della Passeggiata di Nervi come un’affettuosa consuetudine, con la bellezza straordinaria di ritrovare un luogo caro che sempre mi dona quiete e senso di appartenenza.
Sono venuta qui in ogni stagione della vita e sempre ci ritorno.

E così mi sono seduta su una panchina tanto cara davanti alla quale si estende l’immensità del mare.

Mentre una vela bianca scivolava via sospinta da favorevole brezza.

Ognuno poi si gode a suo modo una mattinata dal clima mite e primaverile.

E sbocciano ancora i fiori delicati lungo i viali del Parco.

Con la dolcezza di un tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi.

Un saluto da Pegli

Un saluto da Pegli, dal passato del ponente ligure e dall’ultimo scampolo della stagione estiva.
Un saluto da un manipolo di intrepidi cittadini che se ne stanno su certi leggendari scogli pegliesi: qualcuno agita il cappello, altri restano seduti in placida calma.

Un saluto dalla bella spiaggia sulla quale riposano le barche dei pescatori.
Mentre l’onda lenta canta sulla riva, davanti alle sdraio e agli ombrelloni aperti per ripararsi dal sole.

Vi ho mostrato i dettagli di due mie cartoline di Pegli, a volte leggere il testo a tergo rivela particolari interessanti.
La prima cartolina venne scritta il 17 Agosto 1909 e spedita a certe signorine in Scozia.
È scritta in italiano e la mittente riferisce di aver fatto qualche bagno a Cornigliano e aggiunge:

“Oggi fa burrasca. Il mare è grosso, anche ieri lo fu, ma mi son ancor più divertita. Comincia a venire il sole, tra poco sarà tutto celeste il cielo o tuonerà.”

Ah, il clima bizzarro della fine di agosto, dopo i primi temporali tutto cambia, è sempre stato così!
E allora un saluto da Pegli, dagli scogli Pietra Pulla sferzati dalle onde salmastre.

La seconda cartolina venne scritta e spedita il 13 Agosto 1930.
Chi scrive racconta di essere giunto ottimamente a Genova essendo solo nello scompartimento di 1° che funzionava da 2°. Una bella fortuna!
Anche il nostro visitatore riferisce di aver trovato un clima capriccioso, a tratti nuvolo e piovoso.
E tuttavia si gode la spiaggia, il sole, i giorni felici nell’ozio beato.
Da quei tempi lontani e dalla bella spiaggia luminosa a tutti voi un saluto da Pegli.

Tornando all’Isola delle Chiatte

Tornando all’Isola delle Chiatte, in un pomeriggio di primavera, ho ritrovato il luccichio del mare, la linea dell’orizzonte, una scia chiara sull’acqua, nuvole bianche e cielo azzurro.

Sono le nostre amate prospettive di mare e di porto davanti alla Lanterna.

E blu e barche a riposo in attesa di nuove avventure.

E la superficie dell’acqua increspata d’argento mentre piano scende la sera.

E un tempo dolce, sul mare che culla i pensieri e le speranze.

Colori sul mare

E questi sono colori sul mare al Porto Antico, in un pomeriggio lucente e terso.
Così certe sfumature d’arancio dondolano vivaci sull’acqua.

E spicca il verde chiaro e luminoso come l’erba dei prati.

E ancora azzurro, bianco e celeste e sempre verde sotto il sole di marzo.

E luce, riflessi tremuli, la quotidiana bellezza del Porto Antico.

Mentre i pigri cormorani indugiano ad asciugarsi le piume in tranquillità.

E tra di loro fanno certi discorsi che non sappiamo comprendere.

Sono azzurri e quieti certi pomeriggi al Porto Antico.

Profumano di sole, di salsedine, di una dolcezza rara e tutta davvero genovese.

Vernazzola: il tempo è come l’onda

Ritorniamo ancora a camminare nel passato, nella nostra Vernazzola, caratteristico borgo di pescatori nel levante della città.
Là dove si respira profumo di salsedine, là dove le case si affacciano sulla spiaggia davanti al blu.

La bella Vernazzola, così semplice e autentica, ancora tenace custode della sua antica fierezza marinara.


Qui, davanti a questo mare, in un giorno distante, passò anche una giovane donna, il destino mi ha fatto trovare una sua fotografia che adesso ho l’onore di preservare come ricordo prezioso di un istante felice.
Lei è giovane, elegantissima, con il suo tailleur alla moda e la pettinatura composta.
Appoggiata alla barca, sorride serena e il suo viso pare illuminarsi di una gioia radiosa.
E il suo pensiero, segreto e inconoscibile, forse racchiude dolcezza, rimpianto o desiderio di trattenere la fugace felicità di quell’istante.

A Vernazzola, là dove si usa tenere la barchetta davanti alla porta di casa.

Nel luogo dove anche lei rimase in posa per una foto che la ritrasse nella sua aggraziata giovinezza.
Alle spalle di lei un indaffarato uomo di mare e poi le finestre, i terrazzini, i panni stesi e smossi dal vento.

In questo tratto di Vernazzola.
Si riconoscono le case, i portoni, i muri dai colori vivaci.

Il tempo è come l’onda, scorre inesorabile e lascia sulla riva le nostre memorie, le risate che ci hanno reso felici, gli abbracci che amiamo ricordare, i sorrisi che ci hanno consolato.
Il tempo è come l’onda, fluisce, ritorna, risuona nei nostri pensieri.

E il tempo restituisce l’immagine di lei, in un altro tempo.

Come l’onda che lenta e nostalgica batte sulla spiaggia di Vernazzola.

Riflessi d’arancio

Sono riflessi d’arancio, sul mare di Genova, alla Darsena.
Sono cose di pescatori.
E retine, cesti, onde.
Ho provato a immaginare questa barchetta, al largo, in mezzo al blu.
Con i suoi toni così vivaci, che spiccano in contrasto con il colore del mare.
Sono riflessi d’arancio, nell’acqua calma, sotto il sole della Superba.