Salita San Nicolò: l’edicola della Madonna della Guardia

Salita San Nicolò è una creuza che collega Corso Firenze con la zona dell’Albergo dei Poveri, se dovesse capitarvi di percorrerla avrete l’occasione di ammirare un’antica pregiata edicola.
L’edicola, sita proprio accanto al portoncino del civico 18, è perfettamente curata e restaurata come sempre dovrebbe essere.

Nel tabernacolo è collocato un dipinto nel quale è effigiata la Madonna della Guardia, ai piedi di Lei il beato Pareto è raccolto in devota preghiera.

Molto raffinate sono le decorazioni che abbelliscono l’edicola, nella parte superiore si nota la grazia di un piccolo angioletto.

Il dipinto, protetto da un vetro, è di fattura semplice ed è armoniosamente inserito nella ricca e fastosa edicola in stile barocco.

Lo troverete in un tratto della parte inferiore della creuza che, come detto, poi sbuca vicino all’Albergo dei Poveri.

Qui i sorrisi dolci della Madonna e del piccolo Gesù si posano benevoli sui passanti che percorrono un’antica creuza genovese.

Un tratto di Salita Pollaiuoli

C’è un tratto di Salita Pollaiuoli che si apre in una sorta di minuscola piazzetta e il cielo lassù è circondato dalla case alte in uno di quegli incanti genovesi che sanno cogliere gli sguardi attenti.

È appena un fazzoletto di centro storico, con un’edicola che trova spazio tra le finestre di uno degli edifici.

È molto semplice e ospita una statua di Maria.

È la Madonna della Concezione che così si staglia nella sua mistica dolcezza.

Il cielo è turchese in questa straordinaria geometria di Genova.

E vale la pena di prestare attenzione a uno di questi edifici che, adeguatamente restaurato, ha nuovamente acquisito il suo antico splendore.

Questo parte di Salita Pollaiuoli ha sempre suscitato la mia curiosità, mi sono anche chiesta se questa sorta di slargo avesse un tempo una diversa denominazione.
Ho così controllato sulle mie antiche guide ma non ho trovato nessun riscontro particolare, ho però scoperto che a metà degli anni ‘20 qui, in questo breve tratto di un caruggio, c’era un pullulare di diverse attività: un parrucchiere e una trattoria, un’oreficeria, una libreria e un panificio.

È il mio solito girovagare avanti e indietro nel tempo di Genova, sotto a questo cielo che, comunque lo si guardi, riesce sempre a sorprendermi.

L’edicola della Madonna in Via di San Bernardo

Ritornando nei nostri amati caruggi, andiamo ad ammirare un’antica edicola sita in Via di San Bernardo e posta ad angolo con Via Chiabrera.
È un tabernacolo molto raffinato e ospitava un tempo una statua della Madonna con il Bambino oggi non più presente e sostituita da una statua che mi pare di fattura recente.

Fastoso e molto ricco è invece il tabernacolo, decorato con piccoli angioletti e con la colomba dello Spirito Santo collocata al centro.

È un insieme armonioso e molto raffinato.

In delle strade più vetuste e ricche di storia di questa città.

La bella edicola, come le molte altre che si trovano nel centro storico, è ancora viva testimonianza di quella fede antica grazie alla quale l’immagine di Maria è così presente nelle nostre strade.

Qui, a pochi passi dalla storica Drogheria Torrielli.

Nella nostra Via di San Bernardo, tra le case antiche che custodiscono lontane memorie.

La Madonna di Piazza Valoria

Ritorniamo nei nostri amati caruggi, alle spalle di Canneto si trova un delizioso angolo che racchiude molte antiche storie.
Piazza Valoria è la piazza dei campanari e delle Camicie Rosse, di quelle lontane vicende scrissi diverso tempo fa in questo post.
Le case colorate, l’armonia della città vecchia, la sua vera anima.

E certi fieri custodi a guardia delle finestre.

E un’antica edicola sul muro di una casa.

È un po’ difficile fotografarla, in quanto l’immagine sacra è protetta da un vetro e quindi bisogna trovare la posizione giusta per evitare il riverbero.
Tra le stanze dove battono i cuori, così si trova Maria.

Sotto l’edicola si trova una scritta in latino che significa Madre di Pietà prega per noi.

L’edicola è molto raffinata e presenta una notevole ricchezza e varietà di marmi, di certo meriterebbe un accurato restauro.
Maria, dolce ed eterea, resta così a braccia incrociate, con il capo coperto dal suo manto azzurro.

E azzurro è il cielo che così sovrasta Piazza Valoria e le sue antiche storie.

Un’antica casa in Vico Capriata

Ritornando a camminare nel passato potrebbe capitarci di ritrovarci in Vico Capriata, una strada genovese che ai giorni nostri non sapremmo neanche immaginare.
Il nostro Vico Capriata, infatti, si trovava nella zona di Portoria, precisamente nei pressi della Chiesa di San Camillo, una zona che ha subito stravolgimenti e demolizioni e che oggi è definitivamente consegnata alla modernità.
In un tempo diverso, in Vico Capriata, c’era invece un’antica dimora che custodiva cuori e speranze: sul muro esterno di questo edificio era collocata una preziosa edicola sacra al centro della quale è rappresentata la dolce immagine della Madonna con il Bambino.

Nella parte superiore vi sono invece i Santi Bartolomeo e Antonio, i loro nomi sono anche scolpiti nella pietra.

E lo sguardo di Maria è dolce, materno e amorevole.

Accanto a lei la ieratica figura di San Giovanni Battista.

E sull’altro lato si trova invece Santo Stefano.

Al centro, nella parte superiore, il trigramma di Cristo.

La pregiata scultura marmorea si deve ad un artista lombardo e risale al lontano 1456: è parte delle collezioni del Museo di Sant’Agostino ed è ora esposta negli spazi suggestivi della Chiesa di Sant’Agostino.
Era un tempo sotto il chiarore del sole, su un’antica casa, nell’ormai perduto Vico Capriata.

Piazza di Santa Croce: l’edicola di San Giovanni Battista

È un’antica edicola dedicata a San Giovanni Battista, è una bellezza ritrovata del nostro centro storico di Genova.

Si trova nella suggestiva Piazza di Santa Croce, posizionata sul muro di un vetusto edificio che nei secoli ha custodito molti respiri.

Nella sua magnifica e mistica armonia.

L’edicola è stata recentemente restaurata e a restituirle la sua leggiadria è stata la paziente perizia di Emilia Bruzzo, restauratrice di talento e mia cara amica.

E sotto le sue abili mani, poco a poco, la scultura ha riacquistato il suo originario splendore.

Così era un tempo l’antica edicola, ve la mostro in una fotografia del 2013.

E così è adesso, dopo che il restauro ha svelato le ricercatezze dei vari elementi decorativi: il candore dei marmi, la preziosità delle colonne in magnifica onice.

Svetta ieratica e solenne la figura di San Giovanni Battista.

Ai suoi piedi un bimbo giocoso e allegro regge l’agnello, attributo del Santo.

Un angelo è posto alla base dell’edicola.

La tutela e la valorizzazione di opere preziose come questa restituisce stupore ai nostri sguardi e svela meraviglie inaspettate.

Quanto passate in Piazza di Santa Croce alzate anche voi gli occhi verso la bellezza ritrovata dell’edicola dedicata a San Giovanni Battista.

Vico del Filo: la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e Santa Caterina da Genova

È un’antica edicola genovese e la si ammira percorrendo il nostro Vico del Filo.
Posta ad angolo con Vico delle Cinque Lampadi ecco così la testimonianza di una devozione antica.

Sotto all’edicola, nelle due cornici ora vuote, erano un tempo ospitati due dipinti: sulla sinistra si trovava una pittura dedicata alla Passione di Gesù, sulla destra invece un’opera nella quale era rappresentata la decollazione di San Giovanni Battista.
Non so dirvi nulla di più di questi dipinti, spero vivamente che siano conservati al Museo di Sant’Agostino come altre opere che un tempo adornavano i caruggi di Genova.

Ricche e raffinate sono le decorazioni marmoree che racchiudevano i quadri.

L’edicola ospita un gruppo scultoreo nel quale sono effigiati la Madonna con il Bambino, San Giovanni Battista e Santa Caterina da Genova.

Al di sopra di essi la tenerezza di due piccoli putti.

E alla base dell’edicola un’iscrizione incisa nel marmo: REGINA coeLoRUM REST. ANNO 1790. 24. 7BRE.

La luce filtra gentile in questo vetusto caruggio a pochi passi dalla nostra cattedrale.

E lo sguardo trova la dolcezza materna di Maria che con grazia sorregge il piccolo Gesù e tiene accanto a sé San Giovannino.

Tra le case antiche della Superba, in questo luogo che ancora ci ricorda certe lontane devozioni.

La Madonna con il Bambino in Vico Giannini

Vico Giannini è un semplice caruggio e si estende tra Piazza San Pancrazio e Sottoripa.
Se dovesse capitarvi di passare da queste parti soffermatevi ad ammirare un’immagine sacra che trovate in questo vicoletto.

Nel tondo ecco così la dolce immagine della Madonna con il Bambino.

E malgrado il tempo abbia posato la sua patina scura sul marmo ancora si coglie la bellezza antica dell’edicola.

Racchiusa in uno scorcio nascosto della città vecchia, quasi sospesa in un tempo che non è più.

In questo chiaroscuro genovese questa è la Madonna con il Bambino di Vico Giannini.

Via del Molo: San Giovanni Battista e l’acqua pubblica

Trovandovi in Via del Molo vi capiterà di notare un tabernacolo dedicato a San Giovanni Battista, amato patrono della Superba.
Nei tempi lontani tante volte si usò rivolgere al Santo sentite preghiere quando il mare sconquassava i moli e si abbatteva con le onde implacabili sulle case e sulle strade.

L’edicola seicentesca qui collocata racchiude, dietro una grata, la statua di San Giovanni Battista.
Scrivono gli storici Remondini, nella seconda metà dell’Ottocento, che la statua presente non sembra adeguata all’edicola e che quindi, con probabilità, ritengono che possa essere stata sostituita.

Ai piedi di essa si leggono alcune parole in latino che significano: siici come molo e calma il mare.
Al di sotto di essa, in numeri romani, la data 1634.
Come è noto, a Genova, vi è sempre stata l’usanza di condurre in processione le sacre ceneri del Battista fino al Molo Vecchio perché il Santo placasse la furia del mare.
E in questa logica va interpretata anche la scritta incisa sul marmo: i fedeli ritengono che il Battista sia una barriera più salda di un molo reale contro la furia del mare.

Questa edicola è poi collocata nell’antica fontana dei cannoni dei Molo parte dell’antico acquedotto, sul muro vi sono ancora diverse tracce della sua lontana esistenza.

Inoltre, osservando l’edicola, vedrete che a sinistra e a destra di essa vi sono due listelli di marmo sui quali sono incisi dei numeri.

Questi numeri corrispondono ai bronzini un tempo presenti.

Credo che questa edicola e questo tratto della città vecchia andrebbero meglio valorizzati e conosciuti.
Osservando poi sull’altro lato troviamo, non a caso, Vico dei Lavatoi e qui possiamo facilmente immaginare certe energiche genovesi del passato intente a fare il bucato e ci sono anche altri dettagli degni di nota.

Un’antica fontanella.

E un’antica targa sulla quale si distingue lo stemma della città e su di esso una corona.
Qui si trovava il pozzo pubblico numero 25, in un tempo che è sfuggito via come acqua che scorre vicino all’immagine di San Giovanni Battista.

La Madonna Immacolata di Canneto il Curto

È un’antica edicola genovese e la potrete vedere percorrendo Canneto il Curto.
Testimonia una storia lontana per la quale i genovesi, a dimostrazione della loro devota gratitudine, vollero collocare in quella nicchia una statua magnifica della Madonna Immacolata.

Come speso accade, la scultura ora presente è una copia dell’originale della quale rispetta la grazia e le fattezze.
Ed è così ospitata nell’edicola posta ad angolo con Vico dell’Oliva.

Il tabernacolo, con questa ricchezza di marmi policromi, venne realizzato nella bottega dello scultore Francesco Maria Schiaffino ed è di questo raffinato artista anche la statua originale della Madonna oggi conservata al Museo di Sant’Agostino.
Lei è eterea e leggiadra e i drappeggi del suo manto la avvolgono dolcemente.

Come si legge nella scheda illustrativa del Museo Sant’Agostino, il tabernacolo fu realizzato come ex voto in occasione della cacciata degli austriaci avvenuta il 10 Dicembre 1746, due giorni dopo la festa della Madonna Immacolata.

E nella nostra moderna distrazione, passando in Canneto, dovremmo provare a immaginare quei giorni di furore e di sincera devozione.

Sempre al Museo Sant’Agostino è riportata la scritta oggi non più leggibile, posta alla base della statua.
Ne viene anche fornita anche la relativa traduzione che di seguito riporto.

MDCCXLVI X XBRIS / EGRESSA ES. IN. SALVTEM / POPVLI TVI / EX. CAP. 3° HABAC

1746, 10 DICEMBRE / TI SEI MOSSA PER LA SALVEZZA / DEL TUO POPOLO / DAL CAPITOLO III [DEL LIBRO DEL PROFETA] HABACUC

Ciò che resta del nostro passato ha sempre un legame autentico, a volte commovente e straordinario con quei giorni difficili e tempestosi che fanno parte della nostra storia.
E allora immaginate la folla dei genovesi sopraggiunta a rivolgere grate preghiere sotto la bella edicola edificata per ringraziare la Madonna.

In Canneto il Curto, in un tempo distante, quando occhi colmi di speranza si levavano verso la grazia della Madonna Immacolata.