La strada di casa del poeta Camillo Sbarbaro è da lui ricordata in certe sue pagine intense pubblicate in Trucioli 1941 per Elena edito da San Marco dei Giustiniani.
E inizia così quella memoria, con un viaggio: il tram numero 21 giunge in Piazza Manin con il suo carico di passeggeri per poi scendere giù lungo la tortuosa e ripida Via Montaldo, questa è la strada di casa di Sbarbaro.
“La via che faccio e rifaccio quotidianamente con andatura di bestia rassegnata.
Quartiere fuori centro; dove si dà del lei alla portinaia per esserne ricambiati.”
Ed è difficile immaginare quella via veduta da Sbarbaro, egli racconta un mondo che non è più e lo mostra a noi con la forza evocativa delle sue parole.
Ha toni lividi la verdura offerta da una certa fruttivendola, occhi di fanciulla sbirciano da dietro una persiana, due uomini se ne escono da una rivendita di vino.
A tratti è tetra e desolante, a tratti ce la mostra tanto amata proprio per certe sue rare semplicità come un vaso da poco valore decorato con conchiglie marine oppure come quei fiori che sbocciano diversi ad ogni nuova stagione in una casa della via.
Cose di nessun conto e tuttavia immensamente belle, oserei dire.
E poi erbe selvatiche che invadono un giardino, i tavoli vuoti di un’osteria ormai chiusa, le foglie cadute sulla strada.
Ed è un racconto di inquietudini e di variegati moti dell’animo, cercate queste pagine in Trucioli, troverete la memoria di Sbarbaro.
Qui egli visse, al civico 13, qui egli usava scendere seguendo le curve sinuose di Via Montaldo.
E a sera, egli racconta, la valle si accende di luci sfavillanti che squarciano la scura tenebra.
Trascrivo per voi le sue parole, così il poeta ricorda la strada di casa nei suoi lucenti bagliori notturni.
“È un cielo rispecchiato nel buio d’una vasca, un firmamento capovolto.
Dalla ringhiera mi spenzolo a figgere gli occhi in basso dove accampano le masse cubiche delle case, stilettate dai fanali verdognoli. E a momenti mi capita, per la commozione, di giungere le mani quasi a render grazia d’esser nato.
Così anche dalla strada di casa cavo un poco di gioia – come dalla vita, a forza di strizzare.”
Camillo Sbarbaro – Trucioli 1941 per Elena



Ottimo inizio di giornata. È questa la forza di poeti e scrittori, dare parole a certe impressioni che tutti noi, in un modo o nell’altro, proviamo.
Bella giornata.
Vero, Bianca, in modo unico e per noi speciale.
Buona giornata a te!
Strada percorsa quotidianamente per cinque anni… ai tempi del liceo… ogni giorno il 34 da Staglieno a Manin…
Ci passo davanti ogni volta che prendo il 34 per andare a Staglieno e l’altro giorno sono andata apposta sotto a questa casa, volevo farlo da tanto.
Grazie Mauro, un caro saluto a te.
Ti dirò… quella casa e quella targa le conosco bene… ma non era certo ciò a cui facevo caso ai tempi dei viaggi casa-liceo e ritorno 😉
Eh, all’epoca proprio non si pensava alla strada di casa di Sbarbaro!
Già le parole “strada di casa” evocano belle sensazioni 😊 buona giornata!
Grazie Viv, anche a te.
Grande saggezza estrarre un pochino di gioia anche dalla strada di casa…..
Eh sì, è un brano intenso e c’è anche questo, la gioia.
Miss, c’è chi non ha bisogno di abitare sul Parnaso per essere un poeta…
Vero Sergio, hai ragione!
Mrs .. Le case che abbiamo abitato e coloro con cui vi abbiamo condiviso attimi di esistenza, fanno echeggiare in noi ricordi ….paiono gia’ poesia pura… Le strade che abbiamo battuto quotidianamente restano impregnate di noi e delle nostre tracce per sempre…
Proprio così. Grazie, buona serata a te.
Grazie Miss, hai contribuito con un altro ricordo. Non era un percorso distante da casa mia. Da un lato i palazzi alti, dall’altro i tetti di quelli che nascevano ben più in basso. Genova è così
Sì, tutto un saliscendi!
Grazie a te Paola, buona domenica.