Nel passato di Piazza Manin

Salendo sulla macchina del tempo e viaggiando nel passato di Piazza Manin ci ritroviamo in un luogo che comunque sappiamo riconoscere: noi però abbiamo di rado veduto questa piazza così deserta, la nostra è un’epoca di traffico e frastuono.
In questo scorcio di un tempo diverso un uomo guida il suo carretto tirato da un cavallo, i tram trasportano i passeggeri scivolando su quei binari che si perdono nella consueta prospettiva dell’elegante Via Assarotti.
Sembra un mondo silenzioso e quieto ma forse questo è soltanto il dolce inganno delle cartoline: era certo un tempo più difficile anche se ora lo evochiamo con romantica nostalgia.
La cartolina viaggiò da Genova a Siena in un giorno del 1914, di lì a poco una guerra mondiale avrebbe sconvolto le vite di molti.
Lasciamo trascorrere i mesi e i giorni e giungiamo al 1926: possiedo l’Annuario Genovese dei Fratelli Pagano pubblicato in quell’anno e così sfogliando quelle pagine possiamo scoprire insieme le attività commerciali site in Piazza Manin.
E quanti negozi a Manin!
C’erano un salumiere e un macellaio, un droghiere, un fruttivendolo e non mancava un tale che vendeva l’indispensabile carbone, si potevano fare acquisti presso la ben fornita merceria del Signor Delpino e si poteva pranzare all’osteria della Signora Ernesta, chissà che manicaretti preparava l’abile ostessa, mi sembra quasi di vedere i piatti ricolmi di saporiti ravioli o di trippe gustose.
Accadeva molto tempo fa, in quel tempo diverso, in Piazza Manin.

8 pensieri su “Nel passato di Piazza Manin

  1. Leggendo il tuo post ragionavo come certe vie della città oggi vengano ripristinate con una pavimentazione antica anche solo parzialmente estendendo le parti pedonali laterali e riportandole all’ antico …, stile via Balbi …rimuovendo quell unico largo nastro chimico di asfalto che dal dopoguerra aveva sostituito le pavimentazioni in pietra …. sarebbe bello vedere via Assarotti salire verso Manin riportata all’ antico …

    • Eh sì, purtroppo le nostre personali esigenze hanno come diretta conseguenza il fatto che si sacrifica l’aspetto originario delle vie, basta pensare alle macchine parcheggiate qua e là, quando capita di vedere certe strade senza macchine se ne apprezza maggiormente la vera bellezza e si intuisce la differenza.

  2. Miss, ho curiosato con Street view in piazza Manin e al 7 Rosso risulta esserci il “Vecchio Forno Fossati 1914”, quindi ai tempi della cartolina, non era Vecchio…

  3. Vivo con l’illusione che tutto ritorna come prima.Il libro di Adriano Silingardi:”la città invisibile” è ricco di fotografie della vecchia Genova,mi viene da cantarsi l’aria del Guglielmo Tell “o muto asil del pianto…” Grazie Dear che condivi con noi le bellezze della Superba antica.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.