Estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena

Trascorse, dolce e serena, ancora un’estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena.
Fu una stagione di piccole gioie semplici: una corsa sulla spiaggia, i sassi caldi di sole, l’acqua del mare limpida e trasparente.
Su una spiaggia che poi, in epoche successive, sarà tanto rimpianta e ricordata come cuore di una bellezza perduta.
Il vento soffiava gentile e la barca dondolava cullata dalle onde, era un tempo di sorrisi e di quieta libertà che così traspare dai dettagli di una bella cartolina della mia collezione.

Spirava l’acqua salmastra, scostando le tende alle finestre e accarezzando i panni stesi ad asciugare davanti a quel mare compagno di ogni stagione.
E si scendeva là, sulla spiaggia, ai Bagni del Bello, un luogo di gradite consuetudini.

E certe barche ancora erano a riva, in attesa di prendere il largo.
Quanta spensieratezza in un tempo gioioso in questa Sampierdarena di un’epoca diversa, ci si tuffa nel blu a pochi passi dalla Lanterna, un privilegio che le generazioni future non sapranno neppure immaginare.

Resta il ricordo e, a volte, il racconto di chi visse in questa maniera questo litorale che non era ancora parte del porto ma spiaggia cittadina: mia nonna andava al mare in questi luoghi, i suoi racconti mi avvincevano.
Ho imparato, anche grazie a lei, a fantasticare con la forza delle parole e dell’immaginazione e a provare a ritornare in quei luoghi che nemmeno ho veduto come se anch’io, per un incanto imprevedibile, avessi trascorso una bella estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena.

12 pensieri su “Estate ai Bagni del Bello di Sampierdarena

  1. Noi siamo rammaricati di aver perso alcuni luoghi “del bello” di un tempo, ma immagino la costernazione dei protagonisti di questa foto se potessero oggi vedere la trasformazione di questo luogo in cui vissero questi preziosi momenti di storia individuale ….

  2. Direi all’altezza dei Magazzini del sale… peccato che non ci sia più la nonna a rispondere a queste domande! Questo dà la misura della preziosità del tuo lavoro,miss.

  3. Scusa l’ingenuità della domanda, ma mi hai fatto tornare in mente il tempo di una spiaggia della Versilia dove c’erano i “Bagni delle conchiglie” che, però, era un nome inventato da noi bambini.

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