Una cartolina da San Nicola

E ritorniamo a camminare nel passato, oggi la mia macchina del tempo vi porterà in una zona della nostra Circonvallazione a Monte che conosco bene e frequento quotidianamente.
Qui trovo la farmacia, l’edicola, il supermercato e il negozio di fiori, l’ufficio postale e il fruttivendolo, è uno dei tratti più vivi di Corso Firenze.

E magari ci sembra anche strano ma in un tempo a noi sconosciuto si stampavano e si spedivano cartoline con questo scorcio del nostro quartiere.
La prospettiva è esattamente questa e anche allora doveva esserci un glorioso cielo blu e il consueto andirivieni della vita quotidiana.

In un frammento di vita che rimase così catturato nella cornice di una cartolina spedita negli anni ‘20: si notano in effetti ben poche differenze e certo non c’è il traffico della nostra epoca, ma malgrado questo la nostra San Nicola è ben riconoscibile.

E tuttavia c’è un dettaglio particolare che ha colpito la mia attenzione: si intravede appena un tratto della facciata della vecchia chiesa di San Nicola da Tolentino e si distingue chiaramente una delle statue che l’adornavano.
La chiesa fu colpita durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale e fu gravemente danneggiata, verrà poi restaurata e ampliata negli anni ‘60.

Allora, in quel giorno del passato, la vita scorreva con il suo solito ritmo nell’attesa del tempo che sarebbe venuto, ignari del futuro e dei suoi pericoli e sempre portando sempre nel cuore la luce della speranza che è il motore delle vite degli uomini.

In un tempo distante, nella nostra San Nicola.

18 pensieri su “Una cartolina da San Nicola

  1. Ciao Miss Circonvallazione! Ciao Zena! Belin … ma qui hai colpito l’amico Mario al cuore! San Nicola … ci ho abitato dal 1958 al 1964, una palazzina vicino alla scalinata e alla stazione della funicolare che all’epoca era divisa in due tratte. Ricordo la chiesa, l’oratorio di Padre Giuseppe con il calcetto balilla e un biliardo. La sacrestia dove rubavamo il vino per la Messa e laicamente ce lo bevevamo sostituendolo con egua! Finchè il Parroco capì il miracolo evangelico al contrario … Il vino tramutato in acqua! Sullo slargo a destra aprì un supermercato alimentare tra i primissimi a Genova. L’osteria, il giornalaio, la pasticceria De Regibus, il cinema non ricordo il nome (oggi non c’è più), via via verso i giardinetti dove il filobus 33 barrato della UITE faceva capolinea e dove io e la banda degli amichetti giocavamo a pallone attenti che non sbucasse un cantonè perchè le multe fioccavano! Ancora ricordo la farmacia, il panettiere … Sono passato a San Nicola un anno fa durante una breve vacanza a Zena. Ho guardato tutto e poi mi sono avviato a piedi come nel 1961 verso Castelletto passando davanti alla Scuola “Maria Mazzini”. Per un paio di ore buone ero diventaro il Mario figgeu, poca voglia di studiare ma tanta di andare a zonzo, tanto che a volte marinavo la scuola e andavo a piedi verso il Righi. Oppure scendevo in Corvetto e da lì all’Acquasola … Che robe gente! Si capiva che ero un promettente futuro … schénn-a drîta … Cómme t’ê bèlla Zêna … Cómme t’ê bèlla Miss !!!

  2. Che bei racconti!
    Quando tornerò a Genova non saprò da dove cominciare,Tutto mi parla.
    Grazie Dear e grazie a tutti voi che coi vostri cari racconti,mi tracciate il sentiero.

  3. È un luogo caro ai genovesi e anche io ho bei ricordi nel passaggio da lì … quell’ antico palazzo sulla sinistra ci ricorda che il bello può essere conservato bello per sempre se manutenuto a dovere e nel rispetto dei canoni !!

  4. Chissà come mai le vecchie cartoline raffigurano scorci che ci appaiono sempre più belli di quelli attuali anche quando la differenza è davvero poca. Credo che l’assenza delle macchine faccia davvero una grandissima differenza… un tempo poi, esisteva una cartolina per ogni angolo della città. Un bacione!

    • Ah è verissimo, l’assenza delle macchine fa del tutto la differenza, proprio anche perché queste strade sono state pensate con lo sguardo di un’altra epoca e raramente ci capita di vederle come dovrebbero essere. Un bacione Viv, grazie.

  5. Attenzione al passato, attenzione al presente. Vanno sempre insieme. Pensavo, leggendoti, che non ci può essere l’una senza l’altra. Sono una cosa sola.

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