Il futuro è stato bellissimo

Il lato positivo è che ho scoperto di poter eseguire giochetti psicologici con me stesso. Impiego una strategia che ho sempre usato per tutta la vita: se non sono certo di poter eseguire un’azione a livello fisico, faccio finta di esserne in grado. Fake it ‘till you make it, fai finta finché non ci riesci davvero, dice il proverbio. Otto volte su dieci funziona. Il restante venti per cento? Cerotti, ossa spaccate, umiliazioni.”

Questo è il racconto di una vita e di una lotta strenua e indomita contro una malattia terribile, il Morbo di Parkinson che ha colpito l’attore Michael J. Fox quando era appena trentenne.
Il futuro è stato bellissimo Considerazioni di un ottimista sulla mortalità è il libro di Michael J. Fox edito in Italia da Tea nell’anno 2022.
Il titolo originale è No time like the future (nessun tempo è come il futuro), parole che a mio parere meglio richiamano l’iconica trilogia di Ritorno al Futuro che ha consegnato Michael J. Fox all’empireo delle stelle di Hollywood rendendolo per sempre legato al personaggio di Marty McFly.
Michael J Fox, per me e per molti altri, non è semplicemente un attore.
Ho scritto queste medesime parole nella mia precedente recensione del suo libro dal titolo Lucky Man: per me e per molti di coloro che fanno parte delle mia generazione Michael J. Fox è uno di noi, un amico al quale vogliamo bene e del quale non ci dimentichiamo.
Ci ha tenuto compagnia con Casa Keaton, è stato magistrale protagonista del film Le mille luci di New York, trasposizione cinematografica del romanzo di Jay McInerney che fu voce di un decennio e di un’intera generazione.
E così quando ho visto questo libro l’ho acquistato senza esitazione: Michael chiama e il pubblico dei suoi amici c’è, sempre.

Il libro, sincero, toccante e scritto con una certa sapiente ironia narra le vicissitudini quotidiane di Fox, la sua costante lotta con il Parkinson che lo tormenta e tutte le difficoltà da esso derivanti, prima tra tutte la perdita di autonomia e i diversi disturbi motori.
Lui però non si arrende, continua per quanto possibile a recitare e a profondere il suo impegno per la fondazione da lui creata che occupa proprio della ricerca per trovare una cura per il Morbo di Parkinson.
E non è solo questo male ad aver afflitto l’attore negli ultimi anni, nel libro egli infatti racconta di aver subito un’importante operazione per rimuovere un tumore alla spina dorsale che gli causava diversi ulteriori problemi.
Michael però continua a guardare alla vita con uno sguardo in qualche modo colmo di speranza alimentata anche dall’amore delle persone a lui care: la moglie Tracy che ha condiviso con lui la vita intera, i quattro figli, la famiglia di origine, gli amici più intimi che sono da sempre vicini a Michael.
Da questo libro si comprende la straordinaria forza di Michael J. Fox e la sua coscienza perfetta del suo presente e del suo passato, lo seguiamo per le strade di New York, ci commuoviamo a leggere di lui che ricorda la sua adolescenza o che narra del suo amore per gli sport e della sua passione per il golf.
Il libro è anche ricco di aneddoti e di personaggi celebri ma anche di gente comune come tutti coloro che a vario titolo hanno condiviso un tratto di strada con Michael J. Fox.
E lui ci rimanda quell’immagine di sé che io e molti altri abbiamo spesso immaginato: una ragazzo gentile, affabile, con quel sorriso che riconosceremmo tra mille.
Una persona generosa, capace di guardarsi dentro e di condividere incertezze, paure, speranze.
Uno che era uno di noi, in quegli anni ‘80 in cui eravamo tutti giovani.
Uno che resta ancora adesso proprio uno di noi.

“Molte delle cose più importanti della vita mi colgono di sorpresa: impieghi talmente tanto tempo e tante energie per giungere a un traguardo, poi ci arrivi e la sensazione di esserci è comunque una rivelazione. Sono davvero qui, nonostante tutto quel che è successo.”

Lucky man

Ci sono persone che, pur non sapendolo, fanno parte in qualche modo della nostra vita.
Se siete molto giovani forse il vostro ricordo di Michael J. Fox potrebbe essere vago ma quelli della mia generazione sono cresciuti insieme a lui: siamo diventati grandi insieme e non ce ne siamo neppure accorti.
Chi è stato giovane negli anni ’80 ha avuto il privilegio di conoscere un tipo speciale: si chiamava Alex Keaton e le vicende della sua famiglia scorrevano sul teleschermo, era uno dei nostri riti.
Poi quel ragazzo vestì altri panni, era il 1985 e lui divenne Marty McFly, lo studente protagonista di un un film indimenticabile, c’è qualcuno tra voi che non ha mai visto Ritorno al Futuro?
Allora l’astro di Michael J. Fox era al suo apice, lui aveva 24 anni, io ne avevo 19.
Scanzonato, divertente, spiritoso, una vera faccia da schiaffi.
Lui viveva nel mondo dorato di Hollywood, a una distanza siderale da tutti noi, eppure era uno di noi: un amico, un compagno di classe che aveva avuto fortuna.
E il suo successo, secondo noi, era più che meritato.
Certe stelle a volte vengono oscurate da fosche nubi, a neanche trent’anni a Michael J. Fox venne diagnosticata una forma precoce di Morbo di Parkinson, questa è la tragica circostanza che ha mutato il corso del suo destino.
Una storia, una vita, una lotta tenace contro una malattia crudele: un libro, Lucky Man, ne è autore lo stesso Michael J. Fox, il volume è uscito diverso tempo fa per TEA Editore e ho visto che è disponibile in eBook.

Lucky Man

In estate mi capita spesso di rileggere i libri che amo e questo è uno di quei libri.
Questa è la storia di un successo, è la storia di un ragazzo squattrinato che muove i suoi primi passi nel mondo del cinema e diviene una celebrità.
È una storia onesta e sincera, con vene di autentica ironia e di profonda autocritica, è una vicenda di fragilità e paure, di stupori incerti e di crescenti consapevolezze.
Sei giovane, ricco e famoso e sebbene tu abbia un’esistenza in qualche modo disordinata sei persino felice.
E la vita, all’improvviso, ti cambia le carte in tavola lasciandoti impreparato.
E tu sei lì, sul set della tua intera esistenza, solo che non conosci la tua parte, non c’è un copione e ti tocca improvvisare.
Non è facile svelare a se stessi e al mondo questa nuova realtà, Michael ci metterà parecchio tempo.
Alcune pagine sono particolarmente coinvolgenti, dolci e colme di gratitudine sono le parole che Michael scrive per sua moglie, nostalgiche e tenere sono le descrizioni di certi viaggi lungo le strade dell’America: Michael accanto a suo padre, Michael accanto al suo primo figlio.
Michael J. Fox ha lasciato le scene da diversi anni e ha creato una fondazione che si occupa della ricerca sul Parkinson.
E ricordate?
Lui è il ragazzo che andava sullo skate, lui è uno di noi: non ci siamo mai incontrati ma in realtà non è proprio così.
E allora se aprirete la sua autobiografia vi sembrerà di trovarvi seduti su un muretto accanto a lui e sarà lui a narrarvi la sua vicenda.
Ricordate?
Lui è il ragazzo con le fossette, quello non tanto alto, quello che faceva sempre le battute.
Per noi che siamo i suoi amici ha scritto questo libro: pagine intense che raccontano giorni difficili e scelte faticose, pagine che insegnano il coraggio e l’amore vero per la vita, in un ritorno alla propria autenticità.

La mia famiglia mi ha sempre fatto sentire che la casa è un posto dove posso sempre essere sempre me stesso.

Michael J. Fox – Lucky Man