Vi porto con me al Museo Diocesano di Genova dove si può ammirare un autentico capolavoro: il trittico di San Lazzaro nel quale sono raffigurati la Madonna col Bambino e i santi Lazzaro Vescovo e Lazzaro lebbroso.
Opera magistrale di Pietro Francesco Sacchi che lo realizzò tra il 1518 e il 1520, il trittico venne collocato nella ormai perduta Chiesa di San Lazzaro annessa all’Ospedale di San Lazzaro, nella zona di Dinegro.
In quell’ospedale ci si prendeva cura delle persone affette da gravi malattie infettive come la lebbra.
La chiesa fu poi demolita nel 1859 per consentire la realizzazione della ferrovia e le opere in essa contenute vennero trasferite all’Albergo dei Poveri.
Le figure centrali del trittico sono la Madonna e il Suo bambino: sullo sfondo un panorama bucolico e poi Lei dai tratti perfetti e il capo incorniciato da un impalpabile velo, dolcissima è la postura regale del piccolo Gesù che la mamma trattiene tra le sue amorevoli mani.
Nella parte superiore c’è una lunetta: nel centro è rappresentata la crocifissione di Gesù, ai due lati si trova invece la scena dell’Annunciazione.
Eterea e luminosa, avvolta nel suo manto azzurro, la figura di Maria spicca nella sua grazia incomparabile, accanto a lei due santi: sono San Lazzaro Vescovo e San Lazzaro lebbroso.
Nella parte inferiore del trittico vi è poi un’iscrizione dalla quale si evince la prima collocazione del dipinto e il suo successivo trasferimento: questa parte che comprende i due angeli ai lati venne aggiunta nel 1851 in occasione del restauro.
Racchiuso nell’oro prezioso e lucente così si conserva un capolavoro dell’arte, testimonianza di un’antica devozione in una chiesa perduta di Genova.





Con questa antichissima opera d’arte anche il passato è presente! Molto bella,e per fortuna che si è conservata per parlarci anche della chiesa oramai non più.Spero che l’uomo oggi abbia compreso il dolore degli altri causato spesso dal proprio egoismo.
Grazie Miss Fletcher a presto.Mauro
P.S. qualche commento ho visto che non li ricevi ma pur FIAT
Davvero un capolavori, sono grata che si sia salvata e sia ora custodita nel nostro Museo Diocesano.
Caro, se con il tuo post scriptum ti riferivi al tuo commento alla foto di ieri scusami ma non lo avevo visto, mi era sfuggito ma l’ho letto ora. Grazie di cuore Mauro, buona giornata a te.
I colori sono vividissimi, immagino sia merito del restauro. Che bellezza! Bacioni cara!
Vero, è meraviglioso e i colori sono proprio brillanti.
Un bacione a te cara, grazie!
magistrale davvero, Miss, questo trittico, opera, ho letto nel web, di un eccellente pittore pavese, morto di peste a Genova, a soli 43 anni… trittici, polittici e pale d’altare sono valorizzati dall’insieme delle cornici, i cui autori, nella stragrande maggioranza dei casi, restano sconosciuti…
Vero, ci sono artisti di pregio poco conosciuti ai più. Grazie per le notizie che hai aggiunto, Sergio, buona serata.