Sorella, mio unico amore

Un libro intenso, forte e feroce.
Un libro che disturba, denso di emozioni, di contrasti e tumulti interiori.
Un libro che vi svelerà quanto profondo e insondabile possa essere l’animo umano.
In questo romanzo, liberamente ispirato ad un noto fatto di cronaca, l’eroe tragico ed io narrante della storia è Skyler, fratello maggiore della protagonista, la piccola Bliss, trovata uccisa all’età di sei anni.
A far dar sfondo a questa storia familiare l’America degli anni ’90, quella dei country clubs e delle villette a schiera, l’America dei tabloids e dei talk show, l’America delle piccole miss e del Botox.
Pagina dopo pagina Joyce Carol Oates vi trascinerà nel gorgo degli orrori della famiglia Rampike.
Conoscerete così Bix, un marito e padre distratto, e sua moglie Betsy, una madre ambiziosa e superficiale, il cui unico interesse sembra essere la scalata sociale e l’affermazione nell’alta società di Fair Hills.
Il romanzo si snoda sull’onda dei ricordi di Skyler che, ormai ventenne disadattato ed ex tossicodipendente, ricostruisce la storia della propria vita.
Ci racconta di sé, di quando incapace di essere all’altezza delle aspettative materne, rimase quasi storpio a causa di una caduta durante una gara di pattinaggio.
Ci trasmette il suo disagio, il suo senso di inferiorità e di inadeguatezza, in paragone a quella sorella minore, da lui tanto amata.
Ci racconta che nelle foto di famiglia  la nota stonata era sempre lui e i suoi lo rimproveravano perché faceva brutte facce, ma lui negava, no, non si era reso conto di averle fatte.
E poi ci parla di lei , Bliss Rampike, principessina del ghiaccio e orgoglio di mamma Betsy. Bliss e i suoi completini sgargianti e le coroncine da principessa, Bliss e le tante medicine che mamma le fa prendere perché sia sempre la prima, sempre vincente.


Questa bimba, battezzata come la nonna Edna Louise, prenderà il nome di Bliss a maggior gloria della sua grazia e bellezza. E malgrado sia stata tenuta su un piedistallo per tutto il corso della sua breve esistenza, la piccola rivelerà tutta la sua infantile fragilità nella complice amicizia proprio con il fratello.
E’ a lui che si rivolge quando bagna il letto e vuole farsi aiutare a cambiare le lenzuola senza essere scoperta dalla mamma; è lui che svela il suo piccolo e al contempo grande segreto, ovvero che la sua bambola si chiama Edna Louise, quasi a significare che da qualche parte il suo vero sé, sebbene trasfigurato dal trucco e dai vestitini da miss, ancora sopravvive.
Per tutto il corso del romanzo, sarete accompagnati dal senso di colpa di Skyler, che si ritiene lo smemorato responsabile della fine di Bliss, dal suo rimpianto e dalla sua amarezza, dal resoconto delle sue turbe psichiche conseguenti alla tragica morte della sorellina.
E mentre Skyler lentamente precipita verso l’autodistruzione la sua famiglia si disfa, i genitori divorziano, la madre finisce per passare da un talk show all’altro a parlare della sua figlioletta perduta e monetizza la sua morte con una linea cosmetica e una serie di besseller nei quali racconta la sua triste vicenda.
E in questo quadro sconfortante sul finire del romanzo, vi verrà rivelato chi sia il vero colpevole della morte di Bliss e dei tormenti di Skyler e insieme a lui sperimenterete la sua catarsi , rinascita e resurrezione. Lenta, lenta e incerta, come le ultime parole che pronuncia: spero, spero di farcela.