Una magnifica invenzione

Il talento e l’ingegno dell’uomo hanno regalato a tutti noi certe magnifiche invenzioni capaci di mutare le nostre vite, alcune di queste, a dire il vero, sono per noi quasi scontate e fanno ormai parte della nostra quotidianità, in altre epoche invece erano vere e proprie innovazioni.
E oggi vi parlerò di un oggettino particolare che ha suscitato la mia attenzione, ne ho trovato notizia in uno straordinario libretto acquistato di recente: Genova e dintorni, Guida Popolare Illustrata edita dai Fratelli dell’Avo.
Questo libricino risale agli inizi del ‘900, curiosamente non ho trovato la data precisa di pubblicazione ma c’è un riferimento al censimento del 1901 e di conseguenza immagino che sia di poco successivo.
Si tratta di una pregevole guida ad uso dei visitatori per scoprire le bellezze della città, tra quelle pagine ci sono anche alcune pubblicità.
Signore e signori, ecco a voi il magnifico mirografo in vendita in una via del centro cittadino.

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Il disegnino delle mani che indicano la scritta è tipico dell’epoca, si trova spesso sui giornali di quel tempo.
Ma che caspita sarà mai il mirografo?
Una vera novità, dice la réclame, molto meglio del cinematografo!
E certo, qua si fanno i debiti paragoni, si dovrà pure sbaragliare in qualche modo la concorrenza!
E quindi, ecco il mirografo, chi ne sarà il fortunato proprietario potrà autonomamente “ritrarre vedute animate” a proprio piacimento.
Viene specificato il prezzo dei film e tra l’altro questo gioiellino può essere messo in funzione in diverse maniere.

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Cari lettori, forse vi starete ponendo la stessa domanda che mi sono fatta anch’io.
Chi caspita ha mai sentito parlare del mirografo?
Ecco, per quanto mi riguarda è un’assoluta novità e devo dirvi che non è stato così semplice trovare notizie in merito.
Mah, sta a vedere che la magnifica invenzione non ha avuto successo? Chissà, mi è venuto questo sospetto!
E poi, ho avuto la brillante idea di consultare un altro prezioso libretto: il Manuale di Fotografia per Dilettanti del quale ho già avuto modo di parlarvi.

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Eh sì, in quelle pagine viene citato il fantastico mirografo e se ne spiega il funzionamento, l’apparecchio viene definito un “cinematografo per dilettanti”, l’autore dice che è una buona macchina e noi non abbiamo motivo di dubitarne, no?
Ecco, insomma, alla fin fine mi sono immaginata un elegante signore dei primi del ‘900 che se torna a casa soddisfatto dopo aver acquistato il suo bel mirografo nuovo di zecca.
Lo posa sul tavolo del salotto, lo scruta con attenzione, ne studia il funzionamento, questo gentiluomo è un tipo che si interessa sempre delle ultime novità, del resto capita anche a noi, vero?
Un nuovo gingillo, una magnifica invenzione: un mirabolante mirografo.

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Un Manuale del 1910: Fotografia pei dilettanti

Tra le cose notevoli che possono regalare un sorriso c’è anche questa: trovare tra i libri degli antenati un volumetto interessante che risale al 1910.
Signore e signori, ecco a voi il pregiato Manuale Hoepli dedicato alla Fotografia pei dilettanti, certo l’argomento merita un approfondimento.

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Intanto, chi è il dilettante fotografo?
Secondo il nostro autore, il celebre Dr. Muffone, il dilettante del suo tempo è un genere anfibio fra il pittore, il viaggiatore impressionista e il fannullone.
Eh, che romantica definizione, dice il nostro che in epoche antecedenti si usavano metodi ben più complicati: nel 1910 la faccenda è più semplice.
Ovviamente questo libro è ricco di consigli che guidano il dilettante passo dopo passo, viene spiegato nel dettaglio il funzionamento di certi apparecchi.

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Tuttavia, se si usa la macchina come fida compagna di viaggio, serve un mezzo rapido che non obblighi a tanti differenti passaggi, metti il caso di trovarti in presenza di un treno che corre o di una folla movimentata.
Eh, non posso che condividere!
Tra tutti i pregevoli pezzi mostrati in questo libro la mia preferenza cade sulla borsetta fotografica.
Ebbene, una volta chiusa si presenta in tale maniera.

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E quando la si apre ecco la bella sorpresa, questa sarebbe perfetta per me!

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Mirino, otturatore, camera oscura, lastre e sali d’argento: comprendete che mi è difficile scendere nei particolari, il nostro si dilunga in maniera piuttosto approfondita e tuttavia certi suoi consigli sono pur sempre validi.
Qual è l’impresa più complicata? Certamente il ritratto, secondo lui.
Per il ritratto a medaglione il soggetto si metterà su uno sgabello, particolare attenzione va data alle mani, non devono mai toccare le guance o il mento.
E se invece si fa un ritratto in piedi le mani come caspita vanno messe?
Si impegnano in qualche maniera, ad esempio facendo reggere alla persona un ventaglio, un ombrellino o un bastone da passeggio.

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Se invece si fotografa un gruppo si consiglia di ricorrere alla forma piramidale, ponendo così l’accento sulla parte centrale.

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Fare una foto è una questione complicata e come tutti sappiamo la luce ha la sua importanza, a questo tema il nostro autore dedica diverse pagine.
Conta lo sfondo e contano “i punti luminosi degli occhi”, altrimenti il soggetto mancherà della vitalità che ogni fotografo spera di immortalare.
E poi naturalmente occorre allenare lo sguardo, in molte maniere:

“Studiate le diverse figure che incontrate in un vagone, in un omnibus ecc. ecc., badate ai cambiamenti di luce ed ombra…”

Oh caro Dottor Muffone, sarà lieto di sapere che tuttora esistono torme di fotografi si dilettano a scrutare e a immortalare il loro prossimo!
Certo, con apparecchi diversi da questo, mi pare ovvio!

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Non mancano le dritte per il ritocco: occorre munirsi di pazienza, pennello e acquerello per abbellire le immagini con certe sfumature.
E insomma, questo libretto trovato per caso si sta rivelando una piccola miniera di informazioni, ampia parte è dedicata alle varie tecniche di sviluppo e stampa, una sezione racconta la storia delle cartoline e magari tornerò a scrivere di questo argomento.
Non dimentichiamo un capitolo importante che celebra un’invenzione geniale: il cinematografo.
Dice il nostro autore che ormai tutti gli eventi pubblici si avvalgono in qualche modo della cinematografia: così, in questo anno 1910, si considera che questa novità sarà ben utile per tramandare ai posteri una realistica documentazione di ciò che accade nel mondo.
Tuttavia il meccanismo non è ancora ben rodato e l’autore cita un grave incidente avvenuto a Parigi, nel 1897.
In quell’anno si tenne nella capitale francese il Bazar della Carità, una festa di beneficenza organizzata dall’aristocrazia parigina.
Siccome sono curiosa sono andata a cercare gli articoli dell’epoca, sui giornali del tempo si legge che nella zona del cinematografo si sprigionò un incendio che causò moltissimi morti e numerosi feriti.
Questa tragica circostanza, a quanto pare, fece molta impressione ed ebbe risonanza internazionale.
Io ho scoperto questa notizia partendo dal mio manuale, come sempre accade un libro ti svela realtà sconosciute.

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Concludo questo articolo con una nota di roseo ottimismo.
La bellezza del mondo è nei suoi colori e il nostro autore si pone una domanda:

“Perché non la possiamo noi ottenere? Purtroppo sinora non siamo a tal punto, ma ci arriveremo.
Chi avrebbe mai supposto che in così pochi anni saremmo giunti all’istantaneità?
Così diremo della fotografia a colori.”

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Mando un saluto affettuoso al Dottor Muffone, nelle sue parole lungimiranti era già scritto il futuro.
E per noi che ci divertiamo a fotografare tutto è davvero più semplice!
Malgrado ciò intendo leggere con attenzione il mio libro e per esercitarmi posso sempre ricorrere all’apparecchio fotografico di mio nonno, direi che è perfetto per mettere in pratica i consigli del Manuale di Fotografia pei dilettanti!

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