1 Aprile 1928 a Sampierdarena: la perla nell’ostrica

Un’allegra compagnia di burloni si ritrovò riunita attorno al tavolo di un noto locale genovese alla vigilia del 1 Aprile 1928.
Faceva parte della bella brigata anche un tale che aveva portato dalla riviera diverse dozzine di favolose ostriche della riviera.
La cena si svolse allegramente e a un certo punto ci si ricordò che il giorno dopo era il primo d’aprile e siccome non tutte le ostriche erano state consumate ad uno dei commensali venne in mente una bella idea per una burla straordinaria.
Costui era un noto gioielliere e tra le ostriche rimaste ne scelse una, la aprì con cura, vi ripose una perla farlocca e la richiuse.
Quindi mise l’ostrica insieme a molte altre, confezionò un bel pacchetto e lo inviò in dono alla Signora Tranquillina.
Tranquillina rimase ben stupita di quel gradito omaggio e quando finalmente aprì l’ostrica fatale ecco la bella sorpresa: una perla preziosa, che stupore!
Tranquillina aveva un negozio di stoffe a Sampierdarena e alla vista di quel tesoro inaspettato forse si figurò di poter condurre una vita assai più rilassata: basta esigenti clienti e fatiche del commercio, finalmente anche per lei era giunto il meritato colpo di fortuna.
In tutta fretta la donna si premurò di recarsi da un gioielliere di Sampierdarena per far valutare la perla ma questi le disse che non aveva valore ma Tranquillina non volle credergli.
La notizia del felice ritrovamento passò di bocca in bocca, ormai erano in molti a sapere della perla nell’ostrica.
E il gioielliere artefice dello scherzo pensò di rincarare la dose così si presentò dalla Tranquillina tutta compunto e fece presente che, per il fatto di averle donato la fortunata ostrica, sperava bene di avere anche lui la sua piccola parte di ricchezza, ecco.
Tranquillina però fu inamovibile: roba data è più che pagata, come chiosa il giornalista del quotidiano Il Lavoro del 4 Aprile 1928 sul quale è riportata la gustosa notizia.
Al massimo la Tranquillina è disponibile ad offrire un lauto pranzo, ci mancherebbe altro.
E insomma, tuttavia a Sampierdarena non si trovava un orefice che riuscisse a valutare la preziosa perla così la Tranquillina se me partì alla volta di Genova e andò da uno specialista del ramo il quale, tuttavia, la deluse ancora dicendole che la sua perla non valeva nulla.
E così, sfumati i sogni di ricchezza, la Tranquillina ritornò alle sue stoffe e alle sue clienti.
Di questa faccenda se ne parlò parecchio, è chiaro che era proprio un pesce d’aprile ben riuscito: accadde in un giorno di primavera a Sampierdarena.

Buon 1° Aprile!

Buon 1° Aprile, cari amiche e cari amici!
Vi porto questo augurio con una curiosa cartolina francese del passato che fu inviata, molti anni fa, ad una certa dama di Avignone.
E guardando la cartolina mi è venuto naturale immaginare Madame nel suo grazioso salotto con il prezioso cartoncino tra le mani dove si legge un gentile augurio e cioè queste parole: che il dolce aprile che fa nascere i fiori porti la felicità nella tua casa.
Inoltre chi inviò questa corrispondenza aggiunse di suo pugno un suo scherzoso pensiero che recita all’incirca così: il pesce arriva un po’ prima del 1° aprile, ma puoi conservarlo per quella data.
Eh sì, cari lettori, questa romantica e leziosa cartolina rimanda a primaverili atmosfere settecentesche ma, se osservate con attenzione, nel cestino colmo di fiori e vezzosamente bordato da un lucido nastro trova posto un bel pesce d’Aprile perfetto per questa data.
E così, come di certo fece Madame quel giorno ad Avignone, sorrido divertita anch’io.
Buon 1° Aprile a tutti voi!