C’era un tempo, nel ponente cittadino, un luogo prediletto dai genovesi per la villeggiatura.
Le strade e le città mutano, il progresso in molti casi ha stravolto la fisionomia di certi quartieri e ha dato loro un diverso assetto: non andiamo più a fare i bagni a Cornigliano, tuttavia nelle sue strade ci sono ancora ville che testimoniano il fasto e le usanze di anni passati.
Una di queste dimore è Villa Spinola Dufour che fu costruita nel ‘400, apparteneva in origine agli Spinola e divenne in seguito della famiglia Dufour, qui per diverso tempo vissero alcuni di loro.
Oggi la villa è ancora della famiglia e fa parte di Ascovil, l’ Associazione delle Ville Storiche di Cornigliano, come potete leggere sul sito è location per eventi, ricevimenti e matrimoni.
Da parecchio desideravo visitarla e ho pensato di farlo in compagnia di persone speciali: con me è venuta Raffaella, la proprietaria dell’appassionante diario di Francesco Dufour, autore delle pagine che spesso avete letto su questo blog.
E inoltre ho avuto il privilegio di visitare questo luogo con lo zio di lei, l’Ingegner Lorenzo Dufour, lui con i suoi splendidi 92 anni ha seguito il filo dei ricordi nella casa di famiglia e dei suoi anni d’infanzia.
Nella villa che non vedeva da diverso tempo, in questo giardino dove fiorisce la primavera.
Curato con dedizione ed amorevole affetto.
Un’oasi di verde, tra i rami cinguettava un cardellino.
E nelle aiuole si aprono i tulipani.
Il limone è carico dei suoi frutti.
E i rododendri si spalancano al sole.
Tra gli alberi la torretta, in altre epoche la minaccia arrivava dal mare e bisognava difendersi dagli assalti dei temibili saraceni.
Il vialetto gira intorno all’edificio, si cammina accanto alle bordure di fiori.
Tra la terra e il cielo chiaro di questa stagione.
E questa è la villa, in tutto il suo splendore.
E la primavera fiorisce anche sulle grate immaginarie e sulla finestra dipinta sulla facciata.
Qui c’è un cancello, questo è l’accesso da Via Tonale.
Sapete, a volte accadono cose belle in maniera inaspettata.
Non ho potuto conoscere Francesco Dufour, autore del diario che avete letto su queste pagine, ma talvolta ho quasi l’impressione di aver incontrato tutti coloro che sono ritratti in quelle sue belle memorie, tutti loro sono diventati reali.
Ad esempio ho un moto di spontanea simpatia per la zia Amalia, forse rammenterete il memorabile aneddoto sull’arrosto, se non lo avete letto lo trovate qui, so che vi strapperà un sorriso.
La villa che visiteremo insieme era parte di un più ampio complesso comprendente due edifici: nella foto sottostante è il palazzo sulla destra, mentre l’edificio rosso sulla sinistra era invece la casa della Zia Amalia.
Lei la lasciò in eredità alla chiesa e adesso lì c’è un oratorio.
E su queste dimore ritengo giusto leggere le righe scritte da Francesco Dufour nel suo diario:
“Al tempo della mia infanzia i Dufour possedevano una larga parte di Cornigliano dal lato di ponente.
Sotto i due palazzi nostri si estendevano i due giardini, il parco dello zio Gustavo e il magnifico giardino barocco della nonna.
Sotto i giardini c’era la “villa” nel senso genovese del termine, cioè gli orti.
Due tunnel passavano sotto alla strada e, al di là, si arrivava quasi al mare.”
Cartolina appartenente alla Collezione di Stefano Finauri
Le righe che seguono si riferiscono alla casa della Zia Amalia, così come le quattro foto successive:
“Quando ero bambino andavamo in estate a Cornigliano, a casa della nonna.
Era un palazzo con uno sterminato salone da ballo, la cui volta arrivava al tetto, così la sala da pranzo.
Il giardino era all’italiana, pieno di statue, peschiere, grotte, ninfei e gazebo.”
Purtroppo quelle bellezze sono andate perdute e vivono solo nella memoria.
C’è ancora, forte e alto, l’albero di canfora, il Dottor Lorenzo Dufour se lo ricorda bene, mentre camminavano in quel luogo affollato dai bambini del quartiere lui è ritornato al tempo dei suoi giorni d’infanzia.
E sapete, il Dottor Dufour aveva con sé un prezioso album di antiche foto, sono immagini del 1900.
Si vedono bambini di un altro tempo, sorridenti e felici, le femminucce hanno abiti con grandi fiocchi e scarpette vezzose.
E dietro di loro ci sono le balie, giovani donne che erano parte integrante della grande famiglia.
Quei bambini sono i piccoli Dufour di un altro secolo, seduti per terra, proprio su questi ciottoli che ancora calpestiamo.
Così è la vita, ti riporta sempre nei luoghi che ti appartengono e che fanno parte del tuo cammino e visitare questi posti con una persona che li ha vissuti così intensamente è una bella emozione.
Anche voi potrete scoprire Villa Spinola Dufour, in occasione delle prossime Giornate dei Rolli le ville di Cornigliano si apriranno al pubblico.
E così camminerete in questo giardino dalla lunga storia.
Io vi lascio qui, davanti a Villa Spinola Dufour.
Apriremo insieme quel portone ed entreremo in quelle stanze, vi mostrerò i saloni e altre meraviglie di una superba dimora genovese.
























E stupendo questo posto e bellissimi questi fiori
Sì, è veramnete notevole!Buona giornata a te e grazie.
Una visita guidata da chi conosce bene i luoghi e li ha nel cuore, trasmette quello che una semplice guida scritta non potrebbe mai. Credo sia stato un ritorno al passato piacevole anche per i tuoi accompagnatori. 🙂 bacioni!
Sì, lo è stato davvero, una visita molto speciale ed emozionante per tutti, cara Viv!
Un bacione!
Che bella la villa e soprattutto la corte ed il giardino. Ma certo che avere due guide eccezionali come i signori Dufour dev’essere stato davvero un privilegio, cara amica.
Buon fine settimana
Susanna
Sì, cara, poi i proprietari della villa ci hanno aperto le stanze di questa meravigliosa dimora ed è stata una visita davvero speciale.
Un bacione a te Susanna, grazie!
Cara Miss, mi sono emozionata a pensarti a passeggio a villa Spinola Dufour e quasi quasi mi aspettavo di vedere una foto di un piccolo Francesco che sgattaiolava tra l’erba… Poi in compagnia di ciceroni d’eccezione
Eh, le foto dei bambini… sapessi che bellezza, con quelle balie vestite di tutto punto.
Tra le altre anche visto una foto magnifica fatta in campagna, ci sono un bimbo e una bimba presi di spalle, hanno in testa un cappellino di paglia e lei ha un grande fiocco sulla schiena, una poesia.
La villa è splendida e devi ancora vedere gli interni!
Un bacione a te Katia, buona giornata.
Ciao Miss ogni volta ti superi….voli sempre più in alto nei luoghi bellissimi e famosi delle ricche e famose casate genovesi….questo sito della villa Dufour-Spinola è magnifico superlativo e grande merito alla tua grande descrizione….però ö Sciou Checco non se ne è perso uno beato lui….grazie grande nostra Miss che ci fai gioire di queste stupende realta della nostra Zena un abbraccio!
Pino, carissimo, hai visto che splendore? E non ho ancora finito, domani vedrete la seconda parte.
Lo zio Checco ha lasciato quelle splendide memorie e quindi ricordando cosa lui ha scritto è ancora più bello ed emozionante.
Grazie amico mio, un grande abbraccio a te!
….a domani con questi splendori dei Dufour grandi imprenditori e signori Zeneisi…certo che ö Sciö Checchö l’ha descritti in modo superlativo che bel personaggio…pensa se c’era lui con te nella loro magnifica “villetta a ponente” 😄 ancora complimenti carissima un abbraccio!
Eh magari, carissimo! Io e le zio Francesco ci saremmo capit alla perfezione, ne sono più che certa, sai? Un grande abbraccio a te Pino, grazie di cuore.
Un giardino splendido! Beati coloro che poterono godere della sua bellezza e della sua pace……Un saluto.
Sì, proprio una meraviglia cara Orietta! Grazie, buona serata a te!
Molto naïf questo giardino ove si offrono alla vista del visitatore mandorli e rododendri cancellando dalla mente l’idea che avevo di Cornigliano un luogo pieno di industrie da evitare accuratamente.Confesso che non sapevo che fosse stato in passato un luogo di villeggiatura dove si potevano trovare imponenti ville come questa. Nicla
Eh cara Nicla, un tempo Cornigliano era davvero un luogo prediletto per la villeggiatura e sono davvero tante le ville, ho avuto la fortuna di poter visitare questa in una maniera privilegiata, è davvero un luogo incantevole!
Grazie infinite, buona serata a lei!
Miss, certo che la lettura di questo post, coadiuvata dal Diario Dufour, non può che affascinare!
E davvero, sono d’accordo con te! Grazie Sergio, la scoperta della villa non è terminata.
Queste case genovesi, così “case” … grazie Miss, spero prima o poi di riuscire a fare un giro reale, non solo virtuale come quello, pur bellissimo, che ho fatto con te 🙂
Merita proprio, è una gran bella villa Paola.
Grazie, un abbraccio!
Grazie di questi bei post su villa Dufour e il suo giardino che non conoscevo. In famiglia sentii da sempre parlare con stima e ammirazione dei Dufour che si erano imparentati con i Bozano, la famiglia di mia madre. Sua cugina Emilietta Bozano, figlia di Paolo e Maria Felicita De Ferrari,sposò Lorenzo Dufour. Emilietta morì tragicamente a Roma : il giorno della incoronazione di Paolo VI, con la sorella Rosa delle religiose dell’Assunzione, andò ad assistere alla cerimonia. Tornarono in viale Romania, sede dell’Assunzione in taxi, ad un certo punto il taxi fece una frenata molto brusca con incidente, Emilietta subì un fortissimo scossone e si spezzò l’osso del collo. Il taxista fuggì, vennero ricoverate in ospedale. Sr. Rosa non si fece nulla, Emilietta dopo pochi giorni morì. Un avvenimento tristissimo per i Dufour e per i Bozano. Ma altre tristissime vicende li attendevano.
Poverina, che tragica vicenda!