Erano gli alberi di Fontanigorda carichi di foglie di questo inizio d’autunno.
Erano gli alberi che a breve si vestiranno di bronzo e di oro.
Erano gli alberi che sovrastano la strada del Bosco delle Fate, silenziosa e incantevole.
E c’era il sole che filtrava tra le foglie, così improvviso e gentile.
Luce tra gli alberi immensi e meravigliosi di Fontanigorda.
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La Bella di Torriglia
Questa è la storia di una fanciulla della quale si narra che sia stata molto desiderata.
Questa fanciulla abitava nella ridente località di Torriglia ed era talmente bella e seducente da avere moltissimi pretendenti e tutti avrebbero voluto sposarla, ma le cose poi andarono in diversa maniera.
Divenne così protagonista del seguente celebre e diffuso detto popolare genovese:
A l’é a bella de Torriggia: tutti a vêuan e nisciûn s’a piggia.
È la bella di Torriglia: tutti la vogliono e nessuno se la piglia.
Ma chi era la Bella di Torriglia?
Raccontano gli ottimi Nello e Ivana Ferrando nel loro volume dal titolo I proverbi genovesi edito da Sagep nel 1997 che la nostra eroina con tutta probabilità doveva essere la giovane Rosa Garaventa che visse fino all’anno 1868.
Rosa divenne talmente celebre che sul giornale umoristico “La Farfalla” fu pubblicato un suo ritratto accompagnato dalla seguente didascalia: “Regina di Torriglia accende i cuor / si chiama Rosa e un fior essa è tra i fior”.
Ma c’è anche una seconda candidata al titolo di bella di Torriglia: si tratta di una certa Clementina vissuta nel XVI Secolo e amata dal Conte Sinibaldo Fieschi di Lavagna.
E infine c’è una terza possibilità ma questa non è citata nel libro dei Ferrando.
Si tratterebbe della giovane Maria Traverso, nata nel 1818 e vissuta fino al 1902, la bella Maria è così raffigurata nel dipinto di Pietro Lumachi collocato sotto il portico di quella che fu un tempo la casa di Maria.
E se osservate la prospettiva è esattamente questa.
È la caratteristica Piazza Fieschi con le sue case colorate.
E chiunque sia stata la Bella di Torriglia possiamo provare a immaginare l’avvenente fanciulla che attraversa le strade del suo paese ammirata da tutti i suoi corteggiatori.
O forse non è mai davvero esistita la Bella di Torriglia, tuttavia la sua figura è ormai parte del nostro immaginario comune.
Ritornando ancora al celebre detto ecco altre varianti riportate nel volume Filastrocche genovesi e liguri di Beatrice Solinas Donghi edito da Sagep nel 2004.
Ritroviamo così l’ambita fanciulla, in queste rime però il detto assume un significato davvero del tutto differente:
A l’é a bella de Torriggia,
tutti a vêuan, nisciûn a piggia,
ma quando poi a s’é maiâ,
tutti orieivan aveila sposâ.
È la bella di Torriglia,
tutti la vogliono, nessuno la piglia,
ma quando poi si è maritata,
tutti vorrebbero averla sposata.
E ancora:
A bella de Torriggia cô çento galanti a l’é morta figgia.
La bella di Torriglia con cento pretendenti è morta signorina.
E per finire, un monito:
Dixe a figgia de Torriggia: chi vêu troppo, ninte piggia.
Dice la fanciulla di Torriglia: chi troppo vuole niente piglia.
Così la tradizione ha fatto pervenire fino a noi questo detto molto popolare che è ormai parte del nostro comune modo di parlare, ognuno di noi una volta nella vita di certo lo ha usato!
Se doveste andare in Val Trebbia e in particolare a Torriglia, località di villeggiatura molto amata dai genovesi, cercate una certa dimora dove un tempo abitò una certa fanciulla.
E così troverete lei: la Bella di Torriglia con la brocca in mano e il sorriso radioso, una fanciulla divenuta leggenda.
Sulla riva del Trebbia
Quando il caldo è feroce e pressante taluni amano ristorarsi sulla riva del Trebbia.
I sassi, un lettino, una buona lettura e una magnifica pace.
Mentre l’acqua scorre briosa.
Tra il verde intenso d’estate.
Un ombrellone per ripararsi dal sole mentre l’acqua ancora fluisce, sotto il ponte di Montebruno.
Un piccolo angolo di paradiso per bagnanti affezionati a questi luoghi.
Qui dove l’acqua è trasparente e chiara.
Qualcuno poi aveva sistemato il lettino un po’ più avanti.
Un luogo speciale dove ritemprarsi dal caldo prepotente.
E dove l’acqua è fresca, limpida e cristallina.
Nel tempo d’estate, a Montebruno, sulla riva del Trebbia.
Quiete d’agosto a Montebruno
In campagna, in quei luoghi accoglienti come un abbraccio, puoi trovare una magnifica quiete.
Così, come in un quadro di bucolica bellezza.
La buca delle lettere dove recapitare parole d’amore e di amicizia.
Le sedie per mettersi fuori di casa a far quattro parole guardando la vita che scorre.
La bicicletta e una sosta ristoratrice.
E un tempo lento, il tempo della quiete d’agosto a Montebruno.
Semplicemente Ferragosto
A Fontanigorda, sulle strade già percorse
Ogni volta che ritorno a Fontanigorda, pur brevemente e per poche ore, ogni luogo è memoria e ricordo e sensazione già vissuta in diverse epoche della vita.
La strada che porta al paese, non si riusciva mai a farla tutta senza fermarsi perché nei piccoli paesini si incontra sempre qualcuno che si conosce e allora ci si ferma a parlare o chissà che altro.
E tutto è come sempre è stato, mentre fiori allegri sbocciano generosi nei vasi.
Il campanile, gli angeli, il cielo azzurro.
E la strada per il Bosco delle Fate, fatta migliaia di volte, di corsa o in bicicletta, con le ginocchia sbucciate e più con calma, poi.
E le ortensie che delicate fioriscono sotto il sole.
Una delle mie panchine, quella dove mi fermavo a guardare le stelle e ad ascoltare le cicale, seduta qui ho letto un intero libro di Stendhal.
Il Bosco delle Fate, gli alberi.
E le foglie che cantano nel vento.
Le piccole mele sui rami protesi verso la luce.
E le zucchine negli orti con i loro fiori densi di sole.
Le finestre fiorite, nel tempo d’estate.
Le nuvole vaghe sui monti, il cielo, un orizzonte che per me è nostalgica e indelebile memoria.
Luglio 1925: il servizio automobilistico per Fontanigorda
Era un bel giorno della calda estate del 1925 e su una pagina del seguitissimo quotidiano Il Lavoro venne pubblicata un’interessante notizia.
Felici i villeggianti amanti del fresco della Val Trebbia, per loro ecco un’occasione in più!
E sì, infatti su iniziativa della Ditta Audioguidovie Alta Italia Laviosa, a partire la luglio fino alla metà di ottobre di questo 1925 viene istituito un utilissimo servizio automobilistico settimanale tra Genova e Fontanigorda.
Chi volesse sfuggire alla canicola cittadina e godere invece della frescura della campagna colga la palla al balzo, il servizio automobilistico è disponibile ogni sabato e la partenza è prevista alle ore 16.00 da Via Canevari, per arrivare a Fontanigorda alle ore 19.00.
Il ritorno invece si tiene di lunedì di buon mattino, si parte alle 5.30 e si arriva alle ore 9.00.
Cento anni dopo c’è sempre una gloriosa corriera che porta lassù a Fontanigorda e ci mette poco più di 2 ore perché fa il giro di tutti i paesini prima di arrivare nel mio posto del cuore, chi va su con la propria automobile ci mette naturalmente molto meno.
In quell’estate del 1925, con viaggi lenti, romantici e piacevolmente avventurosi, certi allegri villeggianti se ne andarono lassù a prendere il fresco.
Una curva dopo l’altra, poi la strada che si inerpica e infine, tra il verde degli alberi, ecco comparire i tetti rossi e le casette bianche: ecco la mia amata Fontanigorda, la perla della Val Trebbia.
Una passeggiata a Ottone
Oggi vi porto con me a fare una passeggiata in un paese della Val Trebbia noto a tutti coloro che passano le vacanze in questa amatissima valle.
La Val Trebbia si trova in due regioni, Liguria ed Emilia Romagna, la località di Ottone è in provincia di Piacenza.
Ottone non è molto distante da Fontanigorda, così nelle mie molte estati sono stata tante volte a fare un giro ad Ottone.
C’è un bel centro storico con le case in pietra.
E fiori davanti alle porte.
E vasetti e vita.
Ottone è piacevole e accogliente.
E sapete, ho nostalgia di quelle passeggiate per le strade del paese, queste foto sono di una di quelle giornate felici di diverso tempo fa.
Tra le case dai colori caldi.
Un archivolto e toni di rosa.
Una vita semplice e armoniosa.
Nel caldo dell’estate, sotto questo cielo azzurro.
Le strade con i ciottoli e le scalette e le finestre.
E i fiori che sbocciano.
Il palazzo del Comune con la lastra marmorea in memoria dei caduti.
Una passeggiata nei luoghi antichi di Ottone, talmente impressi nella memoria che mi pare di averli veduti appena ieri.
Qui si conserva il ricordo di chi ha poi trovato fortuna e successo dall’altra parte del mondo.
Così è nel luminoso tempo d’estate.
E anche qui si custodisce la memoria di un poeta molto amato in questa valle, Caproni riposa a Loco dove fu anche maestro di scuola, il suo nome è indissolubilmente legato anche a Fontanigorda.
Attraversando Ottone ammirerete i balconcini e le finestre fiorite.
E toni di rosa e di verde.
E un’edicola dedicata alla Madonna.
E i gerani allegri che sbocciano sotto il sole.
E il sole caldo che ravviva le facciate delle case.
E il magnifico Trebbia, amico rinfrescante dei bagnanti della valle che affollano le spiaggette di sassi di Ottone.
Nel tempo dell’estate, nel tempo delle passeggiate a Ottone.
Cavalli sui prati di Fontanigorda
E ritornando a Fontanigorda ho incontrato i cavalli che in questo periodo dell’anno si godono la quiete silenziosa e il tepore dei giorni di giugno.
Magnifiche e regali creature.
Tra l’erba verde e intrisa di rugiada.
Inconsapevolmente ho anche immortalato un elegantissimo movimento della coda.
All’ombra degli alberi, in attesa dell’estate.
I cavalli mi sono sempre parsi depositari di una sorta di saggezza che traspare dal loro incedere aggraziato e dalla loro armonia.
Come molte delle creature che ci circondano forse conoscono meglio di noi i segreti veri della natura.
Nell’incanto del silenzio sui prati di Fontanigorda.
Rose di giugno a Fontanigorda
Queste sono le rose di giugno a Fontanigorda, le ho vedute ieri, nel corso di una mia visita nel paesino del mio cuore.
Sono boccioli delicati che attendono la calda estate.
E petali di seta per rose ambiziose ed elegantissime.
E candido bianco screziato appena di cipria.
E i colori del sole che richiamano la luce e le giornate radiose.
E boccioli racchiusi nella loro inesorabile leggiadria.
Cespugli odorosi colmi di fiori gentili.
E delicate tonalità confetto per la regina dei fiori.
Sono le rose di giugno in tutta la loro sfolgorante bellezza.
Sbocciano così generose nei giardini, nella quiete magnifica della mia amata Fontanigorda.











































































