Luglio 1925: il servizio automobilistico per Fontanigorda

Era un bel giorno della calda estate del 1925 e su una pagina del seguitissimo quotidiano Il Lavoro venne pubblicata un’interessante notizia.
Felici i villeggianti amanti del fresco della Val Trebbia, per loro ecco un’occasione in più!
E sì, infatti su iniziativa della Ditta Audioguidovie Alta Italia Laviosa, a partire la luglio fino alla metà di ottobre di questo 1925 viene istituito un utilissimo servizio automobilistico settimanale tra Genova e Fontanigorda.
Chi volesse sfuggire alla canicola cittadina e godere invece della frescura della campagna colga la palla al balzo, il servizio automobilistico è disponibile ogni sabato e la partenza è prevista alle ore 16.00 da Via Canevari, per arrivare a Fontanigorda alle ore 19.00.
Il ritorno invece si tiene di lunedì di buon mattino, si parte alle 5.30 e si arriva alle ore 9.00.
Cento anni dopo c’è sempre una gloriosa corriera che porta lassù a Fontanigorda e ci mette poco più di 2 ore perché fa il giro di tutti i paesini prima di arrivare nel mio posto del cuore, chi va su con la propria automobile ci mette naturalmente molto meno.
In quell’estate del 1925, con viaggi lenti, romantici e piacevolmente avventurosi, certi allegri villeggianti se ne andarono lassù a prendere il fresco.
Una curva dopo l’altra, poi la strada che si inerpica e infine, tra il verde degli alberi, ecco comparire i tetti rossi e le casette bianche: ecco la mia amata Fontanigorda, la perla della Val Trebbia.

Una passeggiata a Ottone

Oggi vi porto con me a fare una passeggiata in un paese della Val Trebbia noto a tutti coloro che passano le vacanze in questa amatissima valle.
La Val Trebbia si trova in due regioni, Liguria ed Emilia Romagna, la località di Ottone è in provincia di Piacenza.
Ottone non è molto distante da Fontanigorda, così nelle mie molte estati sono stata tante volte a fare un giro ad Ottone.

C’è un bel centro storico con le case in pietra.

E fiori davanti alle porte.

E vasetti e vita.

Ottone è piacevole e accogliente.

E sapete, ho nostalgia di quelle passeggiate per le strade del paese, queste foto sono di una di quelle giornate felici di diverso tempo fa.

Tra le case dai colori caldi.

Un archivolto e toni di rosa.

Una vita semplice e armoniosa.

Nel caldo dell’estate, sotto questo cielo azzurro.

Le strade con i ciottoli e le scalette e le finestre.

E i fiori che sbocciano.

Il palazzo del Comune con la lastra marmorea in memoria dei caduti.

Una passeggiata nei luoghi antichi di Ottone, talmente impressi nella memoria che mi pare di averli veduti appena ieri.

Qui si conserva il ricordo di chi ha poi trovato fortuna e successo dall’altra parte del mondo.

Così è nel luminoso tempo d’estate.

E anche qui si custodisce la memoria di un poeta molto amato in questa valle, Caproni riposa a Loco dove fu anche maestro di scuola, il suo nome è indissolubilmente legato anche a Fontanigorda.

Attraversando Ottone ammirerete i balconcini e le finestre fiorite.

E toni di rosa e di verde.

E un’edicola dedicata alla Madonna.

E i gerani allegri che sbocciano sotto il sole.

E il sole caldo che ravviva le facciate delle case.

E il magnifico Trebbia, amico rinfrescante dei bagnanti della valle che affollano le spiaggette di sassi di Ottone.

Nel tempo dell’estate, nel tempo delle passeggiate a Ottone.

Cavalli sui prati di Fontanigorda

E ritornando a Fontanigorda ho incontrato i cavalli che in questo periodo dell’anno si godono la quiete silenziosa e il tepore dei giorni di giugno.

Magnifiche e regali creature.

Tra l’erba verde e intrisa di rugiada.

Inconsapevolmente ho anche immortalato un elegantissimo movimento della coda.

All’ombra degli alberi, in attesa dell’estate.

I cavalli mi sono sempre parsi depositari di una sorta di saggezza che traspare dal loro incedere aggraziato e dalla loro armonia.

Come molte delle creature che ci circondano forse conoscono meglio di noi i segreti veri della natura.

Nell’incanto del silenzio sui prati di Fontanigorda.

Rose di giugno a Fontanigorda

Queste sono le rose di giugno a Fontanigorda, le ho vedute ieri, nel corso di una mia visita nel paesino del mio cuore.
Sono boccioli delicati che attendono la calda estate.

E petali di seta per rose ambiziose ed elegantissime.

E candido bianco screziato appena di cipria.

E i colori del sole che richiamano la luce e le giornate radiose.

E boccioli racchiusi nella loro inesorabile leggiadria.

Cespugli odorosi colmi di fiori gentili.

E delicate tonalità confetto per la regina dei fiori.

Sono le rose di giugno in tutta la loro sfolgorante bellezza.

Sbocciano così generose nei giardini, nella quiete magnifica della mia amata Fontanigorda.

A raccogliere fiori

Un giorno sui prati, a raccogliere fiori.
E sono tenere margherite fermate con i fili d’erba e accompagnate da rigogliose felci e da sorrisi felici.

Un ragazzino sta lì seduto sul prato a gambe incrociate con un grande fiocco che gli pende sul petto, alle sue spalle colei che potrebbe essere forse la sua mamma, una giovane donna dall’aspetto radioso con il suo abito bianco, la collana e i capelli compostamente raccolti.

Le ragazzine grandi stanno in posa una accanto all’altra e quella con le trecce tiene in mano il suo mazzo di fiori.

La più piccina del gruppo mostra una certa divertita ritrosia.

E poi c’è lei, con la frangetta, i capelli a caschetto e la margherita che dondola con grazia davanti al suo viso.

Un giorno sui prati, a raccogliere fiori.
Una piccola gioia, un passatempo semplice eppure quando il tempo sarà trascorso e svanito, riguardandosi indietro, anche quel frammento di vita diverrà il tassello di un mosaico di nostalgici ricordi.

21 Aprile 1920: una gita di primavera

Era il 21 Aprile 1920, così si legge sul retro di questa fotografia, era il tempo di una bella gita di primavera.
Con il cappello per ripararsi dal sole, con la dolcezza infantile tra le braccia di papà.
Tutto attorno gli alberi, il profumo dei prati, la leggerezza di una stagione nuova.

È una gita in famiglia e c’è anche un signore tutto vestito di scuro che si distingue da tutti gli altri.
Nella foto di gruppo tutti hanno un’aria rilassata e serena e nessuno di loro può immaginare che, più di cent’anni dopo, qualcuno fantasticherà su quella giornata di aprile trascorsa all’aria aperta.

Il ragazzino sfoggia un sorriso spontaneo e felice mentre se ne sta seduto sull’erba accanto alla giovane donna dai modi garbati.

Uno di quegli attimi semplici eppure straordinari, un frammento di memoria che forse rimase impigliato insieme a molti altri istanti vissuti, in un tempo diverso.

Era il 21 Aprile 1920, era il tempo felice di una gita di primavera.

La fusaggine: una pericolosa bellezza d’autunno

Il bosco, in ogni diversa stagione, riserva meraviglie e inaspettati stupori e tra gli alberi, in autunno, si ammira una pianta dai colori particolari.
Il nome scientifico di questa pianta è Euonymus europaeus ma è comunemente nota come fusaggine ed è anche detta berretta del prete in quanto i suoi piccoli frutti somigliano molto nella forma al copricapo dei cardinali.

Dondola così aggraziata la fusaggine nella fresca aria autunnale e così l’ho veduta a Fontanigorda.

Con il legno di questa pianta si costruivano un tempo i fusi per filare la lana e da questa consuetudine deriva quindi il suo nome.
Inoltre con questo legno debitamente carbonizzato, si fanno i carboncini per i disegnatori.

In estate la fusaggine fa dei piccoli fiori bianchi, in autunno si veste invece dei frutti dal colore acceso.

Malgrado la sua indiscutibile e ammaliante leggiadria questa pianta è una meraviglia della natura da guardare e non toccare in quanto è tossica e velenosa in ogni sua parte fino ad essere letale.

La fusaggine, così pericolosa per l’uomo, è invece assai gradita dagli uccellini selvatici, come i pettirossi e le cince che si nutrono di queste bacche durante i rigidi inverni.

Così si stagliano i rami carichi di frutti nel cielo chiaro della Val Trebbia.

È la pericolosa bellezza della fusaggine, misteriosa bellezza d’autunno.

Rose di ottobre a Fontanigorda

Questo autunno che segue ad un’estate calda e duratura ha riservato ai miei occhi una gradita sorpresa: le rose profumate a Fontanigorda.
Una rosa rossa, magnifica e regale.

E una dal tono confetto così brillante sotto la luce del sole.

I boccioli dalle sfumature polverose.

E la rosa bianca con i petali aperti ad accogliere il calore d’autunno.

Sono rose di ottobre, conservano la memoria dei giorni del solleone.

E così si inchinano alla stagione delle foglie e delle sfumature calde.

Con i loro petali odorosi e morbidi come seta.

Sono le rose di ottobre nella mia bella Fontanigorda.

Ottobre a Fontanigorda

Ottobre a Fontanigorda è un incanto di foglie dorate nella magia e nel silenzio del Bosco delle Fate.

E i rami possenti, protesi verso il cielo, si vestono di luce e di colore.

Questo bosco custodisce i miei pensieri, i miei ricordi, la memoria delle ginocchia sbucciate, delle corse in bicicletta, delle chiacchierate con le amiche e delle merende con un gelato tra le mani.

Un luogo del cuore dove sempre ritorno.

E il bosco vive, si rigenera, si svela nel suo armonioso splendore.

Svettano gli alberi magnifici con le loro foglie frementi.

Il bosco accoglie, abbraccia, protegge.

Con le sfumature più belle dell’autunno.

Con i colori di una stagione incantevole e calda.

Là dove sgorga l’acqua nella fontana della Madonnina.

E dove le foglie si incontrano in questi contrasti formidabili.

Ottobre a Fontanigorda è quieto, pacifico, straordinario.

Ed è toni di oro, rame, bronzo e preziosa beltà dell’universo.

Camminando sotto a questi alberi mi sento parte di questo mondo meraviglioso che non conosce imperfezione.

Il bosco respira, vibra di vita, freme nel tempo di ogni stagione diversa.

Il bosco sovrasta con la sua immensità.

E così lo ascolto, sapendo che molti di questi alberi hanno veduto tutte le estate degli anni della mia vita: siamo cresciuti insieme, a volte forti e a volte fragili.

Il sole bacia le foglie e le rende ancor più dorate.

E dondolano i rami tra le case del mio amato paesino.

È lo splendore perfetto dei giorni di ottobre a Fontanigorda.

Nell’abbraccio dei monti

Sono ritornata, ieri mattina, nella mia Fontanigorda.
Così porto qui quell’aria fresca e la soffice evanescenza della nebbia che si posa nell’abbraccio dei monti.

Tra i colori autunnali, sotto il cielo celeste.

In un tepore che accoglie, con questa lenta dolcezza.

Là dove gli alberi antichi osservano il susseguirsi delle stagioni.

Così la nebbia gentile si adagia come morbida coltre, mentre il sole scalda i tetti di tegole rosse e il campanile della Chiesa di Fontanigorda.

Fremono le foglie e la vera bellezza, pura a e intatta, così rimane nel dolce abbraccio dei monti.