Un nuovo autunno

Arriva così, lento e pigro, un nuovo autunno, la stagione dai colori soffici e tenui accoglie come un caldo abbraccio.
Una copertina a quadretti sulle ginocchia, la pioggia fuori, la tazza di tè, un libro tra le mani e un’amica con cui chiacchierare anche delle bellezze dell’autunno.
L’autunno è il crepitio delle foglie cadute, tra le quiete degli alberi.

Nell’autunno, come nei giorni della vita, ritrovi ciò che hai messo da parte nelle stagioni migliori: la legna che hai faticosamente custodito nel tempo caldo può ardere nel fuoco e un accogliente tepore riscalda i cuori.

L’autunno è l’attesa delle cose semplici e tutto ritorna, nel ciclo perenne della vita e del suo fluire.

E nell’autunno si gustano i doni della terra coltivati con cura e attenzione nel tempo d’estate.

È il tempo delle zucche che trattengono nella loro polpa il colore caldo del sole.

E le arbanelle custodiscono i profumi e sapori intensi del bosco.

È una bella stagione l’autunno, con i suoi ritmi e le sue sorprese.
E la si attende, al limitare del bosco, con cauta curiosità.
È un tempo nuovo, è il tempo d’autunno.

Ancora settembre

Ed è ancora settembre.
Settembre segna il termine dell’estate, il caldo lentamente svanisce e le giornate si fanno sempre più corte.
È il tempo dei nuovi inizi e del ritorno, è il tempo del cambiamento, settembre ha il fascino della crescita e del rinnovamento.
E così, mentre l’ultimo frammento d’estate scivola via, si guarda già a ciò che verrà: sarà la stagione delle foglie cadute, del vento fresco e delle piogge improvvise, un tempo lento e accogliente come un abbraccio.
E così ho pensato di dare il benvenuto al mese che sta per iniziare con la leggiadria di una creatura dell’aria veduta e fotografata a Fontanigorda il 1 Settembre 2023.
Con la speranza che settembre sia gentile e aggraziato come una farfalla di fine estate.

In campagna

Un giorno di un tempo lontano in campagna e un istante fermato in una piccola fotografia che restituisce intatta l’atmosfera bucolica di un luogo silenzioso e accogliente, pare quasi di sentire il profumo di paglia, di legna e di bosco.
È un semplice ritratto di famiglia per ricordare ore felici e spensierate.
La giovane donna ritta in piedi alle spalle dei bambini sorride rassicurante, non ha rinunciato a una certa inconfondibile eleganza in voga all’epoca.

I piccoletti stanno lì, buoni e bravi, in posa per la fotografia.
Il bimbetto, a dire il vero, sembra più impaziente di andarsene via a giocare in questo posto colmo di stupori.

Che dolcezza la campagna!
E così si sorride, con benevolenza, in questo frammento di autentica serenità.
Sempre con un certo stile, i gentiluomini portano giacca, panciotti e cravatta e per le signore vanno di moda i cappelli favolosi così se ne fa sfoggio con una certa disinvoltura.
E così ecco lei, con il vitino di vespa e la camiciola elegante, il suo cappello sembra di paglia e ha un grande fiocco scuro davanti, un magnifico vezzo femminile!

E poi riccioli, fiorellini in boccio, un candore insuperabile per affrontare la calura estiva.

Il bambino vestito alla marinara ha il suo bel cappello pure lui, quello della bimbetta ha un grande fiocco chiaro sotto il quale la piccina svela il tipico broncio infantile.

Era un tempo felice, un tempo di sorrisi e di ricordi, nella quiete della campagna.

In tre sul carretto

Sono in tre sul carretto e ripetono un gesto per loro forse quotidiano.
In un tempo lento, bucolico, lontano e antico.
Sono in tre sul carretto e questa è una foto di famiglia, io credo.
La mamma accenna un sorriso timido, la bambina resta composta con la sua frangetta e il cappellino, il bimbetto sembra curioso e divertito.
Il fatto è, io credo, che farsi fare un fotografia è per loro come un piccolo evento da celebrare, non certo una banale consuetudine.
E così, in questa particolare circostanza, ci si lascia prendere dall’emozione, dall’interesse per questa mirabolante novità, è un’esperienza insolita e a suo modo speciale.

Sono in tre sul carretto, in qualche località di campagna che non so riconoscere.
Si vedono sullo sfondo le case con i tetti di tegole, mi pare anche di notare sulla soglia di un cancello un ragazzino che osserva da lontano.
E poi ci sono gli alberi, forse il profumo del pane, magari il canto degli uccellini e il suono gorgogliante di un ruscello che fluisce come il tempo che scorre.
E ci sono loro, con i loro sorrisi ritrosi e con le loro ingenue esitazioni: loro tre, vicini, sul carretto.

Una gita in famiglia

Una giornata radiosa, il tempo ideale per una gita in famiglia.
Seduti sul prato, con gli abiti chiari e la serenità sul volto, c’è anche l’amico a quattro zampe per giocare in libertà.

Una mano sul fianco, la giacca sotto al braccio, una posa elegante per la fotografia.
La signora con l’abito scuro sfodera un sorriso allegro, lei è la custode di ricordi e di memorie da tramandare ai più giovani come una preziosa eredità.

Sull’erba, con l’abito a quadretti e lo scialle sulle spalle.
Così vicini, rilassati, contenti di essere insieme.
In uno di quei momenti tanto semplici quanto preziosi, in uno di quei momenti in cui c’erano tutti.
Alla fine, poi, di questo è fatta la felicità: della presenza di coloro che amiamo.

Era una giornata calda e luminosa, era il tempo di una gita in famiglia e di una gioia semplice e perfetta.

Verde di settembre a Fontanigorda

Il verde di settembre è ancora chiaro, luminoso e brillante.
Il verde è il tono della serenità e della quiete, osservare i prati e i boschi dona un senso di pace e di autentica pienezza.

E il cielo è terso e le giornate ancora calde in questo scorcio di fine estate.

La strada si snoda tra il fitto degli alberi.

E così prosegue, curva dopo curva, nel tempo di settembre le ombre lambiscono gentili questo verde e la luce declina più rapida.

Il verde sa essere anche così intenso, vivo, misterioso e a volte superbe nuvole sovrastano questi monti.

In un silenzio nel quale la vita freme, sussurra o scalpita, in una quiete perfetta e colma di di tanta bellezza.

Mentre l’aria tiepida spira lieve tra le foglie.

Nel verde di settembre, sotto il cielo chiaro di Fontanigorda.

Uccellini di campagna

Sono uccellini di campagna, passerotti intrepidi che planano tra gli alberi da frutta e atterrano negli orti per trovare qualcosa da mettere nel becco.

E si alzano e volano e poi si posano ancora e restano lì a guardarsi intorno.

E poi uno di questi piccoli adorabili pennuti si è dimostrato particolarmente socievole.

E mi guardava un po’ così, con questa curiosa espressione interrogativa.

Sono uccellini di campagna, sono uccellini di Fontanigorda e se ne vanno a bere alla fontana come piace fare anche ai bambini che passano le vacanze in questo amato paesino.

E in un caldo pomeriggio di fine estate gli uccellini di campagna era là, posati sui rami, uno vicino all’altro, nell’aria tiepida del tempo di settembre.

Il prato, l’azzurro e le mele

Il prato, l’azzurro e le mele, nel tempo del caldo agosto a Fontanigorda.
E i tetti delle case, la campana che risuona nell’aria fresca, la bellezza della semplicità.

E gli alberi, i monti che circondano il mio amato paesino.

E una lucente sfumatura di celeste spicca tra il verde degli orti, è la boragine in tutto il suo splendore.

E ancora blu di altri petali e di altri fiori che nascono liberi e selvatici tra l’erba.

Cresce forte e fiero l’albero delle mele.

E i suoi rami sono carichi di frutti.

Così svettano nell’azzurro e maturano le dolci mele sotto il sole della Val Trebbia.

E in questo cielo compiono le loro evoluzioni anche certi piccoli intrepidi uccellini.

Mentre uno degli angeli che si erge solenne sulla chiesa suona così la sua musica melodiosa.

Il prato, l’azzurro, le mele.
Il campanile, le api ronzanti, le cicale.
E poi il silenzio.
L’estate, la bellezza e l’armonia, a Fontanigorda.

Panni stesi e cielo azzurro di Fontanigorda

Nel culmine dell’estate ecco la gioiosa bellezza dei panni stesi nell’aria fresca di Fontanigorda, uno spettacolo che sempre mi incanta.
Semplice candore e blu in perfetta armonia con i petali delle sontuose ortensie.

E ancora azzurro, bianco, alberi e sole radioso d’estate.

E una coperta rossa messa a prendere aria spicca nel chiarore di una mattinata estiva.

E poi diverse tonalità di rosa e ancora un’allegra copertina a quadretti che danza davanti alla finestra.

Un perfetto gioco di linee, sulla corda da stendere l’esatta tonalità di verde del rigoglioso cespuglio.

E colori pastello e ancora sole e luce.

E poi certe tonalità di blu anche se, in realtà, non era mia intenzione fotografare questi panni stesi, a me interessava immortalare l’airone che si era andato a posare sul tetto proprio dietro queste magliette.
Vedete le sue ali grigie aperte proprio dietro la maglia grigia? Un perfetto gioco di sfumature anche se, in questo caso, avrei gradito maggiore collaborazione da parte del magnifico pennuto!

E poi morbida spugna rosa, un asciugamano a quadretti e un colpo di vento che fa attorcigliare il bucato attorno alla corda.

E i monti, gli spioventi tetti di tegole, le case, le cascine, il tempo dell’estate e dei panni stesi nel cielo azzurro di Fontanigorda.