Chiesa di San Donato: la Sacra Famiglia di Domenico Piola

Nella bella Chiesa di San Donato che si affaccia sulla Piazza omonima è custodito un magnifico dipinto dell’artista seicentesco Domenico Piola.
È collocato nella Cappella di San Giuseppe ed un’opera giovanile del pittore.

La tela è inserita in un altare marmoreo sovrastato da vivaci piccoli putti.

E altre piccole creature celesti sono poste ai due lati.

Angeli più grandi sono invece collocati in prossimità delle colonne.

L’insieme è sontuoso e ricco di decorazioni.

In questa fastosa cornice è collocata la tela del Piola, una copia del dipinto si trova nella Chiesa di San Lorenzo a Calizzano, in provincia di Savona.
La particolarità del dipinto è nel fatto che il piccolo Gesù è ritratto tra le braccia di San Giuseppe e non tra quelle di Maria, come più frequentemente accade.

È un’opera che suscita una sentimento di tenerezza, nei gesti e negli sguardi traspaiono amore autentico e generosità, un armonioso volo d’angeli sovrasta le tre figure.

Se passerete in San Donato andate ad ammirare la dolcezza della Sacra Famiglia così abilmente ritratta dal talento di Domenico Piola.

Le bellezze della Chiesa di Santa Marta

Intima, raccolta, preziosa, la Chiesa di Santa Marta è un gioiello antico incastonato nella modernità e scampato alla distruzione della vecchia Portoria.
Vi si accede da Via Roma, tramite un passaggio che vi condurrà al cospetto di questa chiesa dalla storia lontana.
Come narra l’Alizeri nel suo volume del 1875 Guida Illustrativa del Cittadino e del Forestiero per la città di Genova si ha memoria di una “Chiesa di Santa Marta che un tempo fu detta di S. Germano, già stanza agli umiliati di entrambi i sessi, poi dopo la soppressione dell’ordine nel 1575, di Suore Benedettine che vi durarono infino al chiudersi del passato secolo.”
L’attuale struttura e l’intitolazione a Santa Marta risalgono invece al ‘500.

Una meraviglia celata nel centro della città.

Sopra al portale su un marmo si legge Pax che in latino significa pace.

Varcata la soglia della Chiesa ecco lo stupore degli ori e degli affreschi pregiati, questa piccola chiesa è davvero ricca di opere magnifiche e nel narrarvela mi avvalgo della piccola guida dedicata a Santa Marta pubblicata da SAGEP nel 1977 e curata dallo studioso Lauro Magnani.

Molti sono gli artisti che contribuirono ad abbellire la chiesa, tra di essi Giovanni Battista Carlone, Valerio Castello e Domenico Piola.
È di Paolo Gerolamo Piola l’affresco dedicato a Cristo in casa di Marta.

Sull’altare è posta la statua in marmo dell’artista seicentesco Filippo Parodi nella quale lo scultore effigiò Santa Marta in gloria.

È una magnifica scultura, raffinata e ricca di dettagli.

Colpisce la dolce grazia della Santa.

Così la circondano piccoli angeli.

La volta del presbiterio fu affrescata da Giovanni Battista Carlone con scene dedicate alla vita di San Benedetto che era il protettore delle monache di Santa Marta.

Ed è proprio la meraviglia degli affreschi, dei colori e delle sfumature a rapire lo sguardo che resta ammaliato ad ammirare l’armoniosa perfezione di queste scene così perfettamente rappresentate.

Si devono a Valerio Castello e a Domenico Piola i preziosi ovali che decorano la volta.

Non mancano poi le tele di celebri pittori: è di Domenico Fiasella il dipinto dedicato alla Vergine con il Bambino e Santi.

Ed è sempre di Domenico Fiasella il quadro nel quale si ammira La presentazione della Vergine con i Santi Giovanni Battista e Mauro.

Nella Chiesa di Santa Marta troverete anche un pregiato Crocifisso ligneo di Giovanni Battista Gaggini.

Qui dorme il suo eterno sonno l’Abate Paolo Gerolamo Franzoni, letterato e uomo di cultura al quale si deve anche la realizzazione della Biblioteca Franzoniana.
Franzoni fondò  nel 1751 la Congregazione degli Operai Evangelici i cui membri, a partire da 1826, si occuparono della riapertura della Chiesa, ripristinandola e prendendosene cura.


Luccicano gli ori nella nostra bella chiesa, nelle nicchie del presbiterio sono collocate diverse statue di santi opera di Tommaso Orsolino.

La luce rischiara La Vergine Immacolata con i Santi Francesco di Sales e Vincenzo Ferrer del pittore Francesco Campora.

La ricchezza dei marmi racchiude la figura di San Francesco di Sales di Carlo Giuseppe Ratti.

Colore, oro, armonia e misticismo.

Nella luce radiosa della chiesa magnifica dedicata a Santa Marta.

La Madonna Immacolata nella Chiesa di San Luca

Vi porto con me nei caruggi, nella bella Chiesa di San Luca sita nella piazza omonima.
Raccolta, preziosa, intima: questa è la chiesa gentilizia degli Spinola e la prima costruzione risaliva al 1188 e si doveva a Oberto Spinola, fu poi riedificata nella prima metà del ‘600 e ancora conserva le sue suggestioni barocche.

È una piccola chiesa nella quale mi piace passare, quando sono nei vicoli ritorno spesso ad ammirare le sfumature dei suoi affreschi e la bellezza delle opere d’arte che la arricchiscono.

Sull’altare è posta la magnifica statua della Madonna Immacolata scolpita da Filippo Parodi, artista vissuto nella seconda metà del ‘600.
Maria ha questa grazia assoluta, la sua figura è così intrisa di materna dolcezza, tiene la mano sul petto e il suo manto pare smosso da brezza leggera.

Lei ha il viso amorevole e colmo di misericordia.

Ai suoi piedi ci sono piccoli affabili angioletti.

Così si staglia la dolce figura di Lei contro la luce degli affreschi di Domenico Piola e in chiesa troverete delle interessanti ed esaustive legende che vi aiuteranno a comprendere ciò che vi sovrasta.

Là, nella luce mistica di un’antica chiesa genovese, lo sguardo trova la figura salda di San Luca che ritrae la Vergine: secondo la tradizione cristiana, infatti, l’evangelista fu il primo a immortalare in un dipinto il viso di Maria e qui Lei è ritratta con il piccolo Gesù.
Davanti al santo spicca la dolce figura della Madre di Dio con la sua grazia di gesti e con la sua amorosa gentilezza: questa è la bella Madonna Immacolata che potete ammirare nella Chiesa di San Luca.

Nella Chiesa di San Luca

È un’antica e piccola chiesa nei caruggi di Genova, uno scrigno di tesori preziosi: è la chiesa di San Luca, un tempo parrocchia gentilizia degli Spinola e dei Grimaldi.
Racchiude tra le sue vetuste mura opere mirabili di valenti artisti, sono pitture, sculture e affreschi che rendono questa chiesa un vero gioiello.
Ora vi porterò al cospetto di una delle sue meraviglie, è un magnifico gioco di colori, di luci e ombre lasciatoci dal talento di Domenico Piola, pittore vissuto nel ‘600 e appartenente a una famiglia che annoverava numerosi altri artisti.
E là, nella chiesa di San Luca, l’estro creativo di Piola ha lasciato a noi bellezza e armonia nei gesti e nei tratti di una potente e delicata creatura celeste.
L’angelo sovrasta il fonte battesimale, con la sua lievità pare librarsi in uno spazio che ha una sua mistica dimensione.
La mano rivolta verso il cielo e verso l’eternità, le ali ampie, i riccioli come smossi da vento leggero che sospinge anche il manto azzurro, lo sguardo saldo e amorevole.
Tra la terra e il cielo, nel silenzio dell’antica Chiesa di San Luca.