Monumento Croce: l’angelo e la luce

È un angelo maestoso a vigilare sulla tomba della famiglia di Tommaso Croce sita nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno e opera dell’artista Giacomo Moreno che la realizzò nel 1889.

L’angelo ha una gestualità potente così accentuata dalla forza della luce che delinea il contorno di una delle sue ali.

Tiene una mano posata sul sepolcro.

E ha il viso bello e carico di intensità, morbidi boccoli cadono sulle sue tempie.

Tiene poi l’altra mano alzata verso il cielo.

E così si staglia, nella sua grazia perfetta.

Sullo sfondo si ammira ancora l’opera del valente scultore che ha così rappresentato la Sacra Famiglia.

Vi sono poi alcuni cherubini in preghiera.

E su tutti loro si posa lo sguardo amorevole di Dio.

La scultura, nel suo insieme, è molto di effetto.

E tuttavia, se confrontiamo lo stato attuale del monumento con un’immagine dello stesso tratta da una mia cartolina d’epoca, comprendiamo che, con lo scorrere del tempo, sono andati perduti il decoro della cornice e il fondo scuro che faceva risaltare le figure scolpite nel marmo.
Così Giacomo Moreno aveva immaginato la sua opera.

I contrasti li garantisce ancora oggi la luce del sole con le sue magie.

Va in ogni caso ricordato che, in origine, il monumento era stato pensato con una diversa armonia che oggi non possiamo apprezzare.

La luce sfiora i tratti decisi dell’angelo.

E ci dona le ombre della sua figura, con la loro labile evanescenza.

E l’angelo così rimane, custode del tempo e dell’eternità.

La luce e la preghiera

La luce del mattino, un mistico silenzio.
La ragazza raccolta nella sua devozione, la croce sul petto e lo sguardo a Dio.

Il cuore pulito, il libro di preghiere tra le mani.

E una luce che gloriosa attraversa il porticato lambisce la veste di lei, la sua figurina sottile e illumina le sue preghiere e le sue speranze.

Monumento De Barbieri di G. Moreno (1887)
Cimitero Monumentale di Staglieno

La preghiera di una bimba

A mani giunte, silente.
Il visetto dolce, il profilo delicato, la bocca rosea corrucciata, lo sguardo fisso nei ricordi e nelle sue tenere memorie, i boccoli lucidi che cadono sulla sua schiena.
Così effigiò questa bimba lo scultore Giacomo Moreno nel 1878, l’immagine di lei è posta sul cippo funebre di quel padre troppo presto perduto e il dolore della bimba narra la sua affranta e desolata solitudine.

L’opera, collocata nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno, così ci mostra la piccola orfana vestita con l’abito il fiocco grande e le maniche con i pizzi.

Di lui e delle sue terrene virtù si legge sulla lapide in sua memoria dove si elogiano l’industriosità e l’onesta operosità del defunto, rimpianto dalla povera vedova rimasta sola con la sua bambina.

Ed è ancora lei, la piccolina, ad onorare la memoria del suo adorato babbo.

Raccolta in una preghiera semplice, colma di fede, speranza e fiducia.

Nei suoi giorni di bimba, nei quali così ancora a noi si svela, nella penombra del Cimitero Monumentale di Staglieno.

Lacrime

Genova, 14 Agosto 2018: crollo del Ponte Morandi.
E le lacrime.
Le lacrime di tutti noi.

Monumento Badaracco – Scultore Giacomo Moreno
Cimitero Monumentale di Staglieno