Monumento Piaggio: salendo verso il cielo

Un angelo si libra lieve verso il cielo traendo con sé una giovane fanciulla.

La figura aggraziata di lei rappresenta l’anima che viene condotta verso Dio, la scultura è opera di Federico Fabiani che la realizzò nel 1877.
Lieve e leggera così si eleva, come già ho avuto modo di scrivere Fabiani scolpì altre opere raffiguranti questa tematica già presente nel Monumento Castello e poi nel Monumento Parpaglioni.
Qui, in maniera scenografica ed efficace, apprezziamo quella che lo storico Resasco gli attribuiva come caratteristica distintiva: Resasco narrava infatti che Fabiani era famoso ai suoi tempi per mettere le sue figure per aria in maniera insolita e poco comune.

In questo luogo riposa Rocco Piaggio, uomo dalle molte fortune accumulate in fiorenti commerci con il Sud America e per lungo tempo abile capitano marittimo.

Il suo monumento funebre è sito nel Porticato Inferiore a Ponente del Cimitero Monumentale di Staglieno.
L’opera riuscitissima di Fabiani venne poi replicata dall’artista, come spesso accadeva, anche in altri cimiteri lontani ad esempio a Liverpool e a Santa Fe.
Narra inoltre sempre il Resasco che in una particolare circostanza Fabiani scoprì che un altro scultore aveva copiato nel cimitero di Marsiglia l’opera da lui eseguita.

Un manto pare posato sul bordo del sepolcro.

E l’angelo del giudizio con la sua tromba si eleva solenne.
Ha una beltà particolare questo angelo ragazzino dai tratti acerbi.

Tutto è leggerezza, con un vivace senso del movimento.
La mano dell’angelo indica il cielo, la fanciulla tiene le braccia incrociate sul petto.

I vestimenti leggeri sono smossi da mistico vento, l’incrocio delle due figure restituisce un senso di formidabile armonia.

La fanciulla ha il profilo regolare, i capelli lunghi e mossi, è una creatura dalla bellezza perfetta.

L’angelo ha lo sguardo fermo, sicuro si dirige verso il cielo.

E così le due eteree figure, con la loro leggiadra leggerezza, custodiscono l’eterno sonno di Rocco Piaggio.

Monumento Parpaglioni: la grazia e la lievità

Sono due figure e si librano così lievi nell’aria.

L’angelo si rivolge verso il cielo e con fermezza conduce con sé la fanciulla che è la personificazione dell’anima.

La scultura è opera magnifica del celebrato artista Federico Fabiani ed è posta sulla tomba della Famiglia Parpaglioni sita nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno.
Narra lo storico Ferdinando Resasco nel volume La necropoli di Staglieno che il Signor Luigi Parpaglioni, colpito dalla prematura perdita della sua amata figlia, commissionò a Fabiani il monumento.
Il povero padre, scrive ancora Resasco, era rimasto molto impressionato dalle due figure poste sul Monumento Castello realizzato dallo stesso Fabiani nel 1872 e del quale scrissi in questo post.
E per la sua figlia perduta egli desiderava quasi un monumento identico ma l’artista, pur mantenendo il medesimo stile, cambiò la posizione delle figure.

E in questo distacco dalle cose terrene tutto è fremente leggerezza.
Una brezza gentile smuove le chiome morbide della fanciulla.

E le mani di lei sono unite in devota preghiera.

Lievissima si smuove la veste sulle gambe sottili.

Nel marmo è poi incisa la firma dello scultore e accanto si legge l’anno di realizzazione dell’opera.

La grazia armoniosa delle due figure è senza pari per bellezza e per la perfezione delle proporzioni, Federico Fabiani è per me uno degli artisti di maggior talento che abbia lasciato la sua traccia sotto i porticati di Staglieno.

La fanciulla fidente volge lo sguardo verso Dio e verso l’eterno.

E questa grazia lieve sovrasta il sonno eterno dei componenti della famiglia Parpaglioni.