Gli austeri custodi di Canneto il Lungo

Camminando nei nostri caruggi vale sempre la pena di varcare certi portoni dietro ai quali si celano storie antiche e lontane.
E percorrendo Canneto Il Lungo fermatevi davanti al civico 21, antico edificio custodito da severi custodi.

Questo è il portone e se avrete l’opportunità di varcarlo scoprirete le bellezze di un edificio annoverato tra i palazzi dei Rolli già nel lontano 1588, era cioè una di quelle dimore nelle quali si ospitavano i capi di stato e le illustri personalità al tempo della Repubblica di Genova.

Questo palazzo noto come Palazzo Agostino Calvi Saluzzo venne acquisito a metà del ‘600 dai Veneroso e fu dimora di Gerolamo Veneroso e di Gian Giacomo Veneroso che furono entrambi Dogi della Repubblica.

E salendo le scale noterete che ogni porta è sovrastata da un busto marmoreo.

I tratti di questi volti rimandano al mondo classico e alle sue saggezze.

E ancora si sale, accanto a colonne di marmo e su per gli antichi gradini.

Sotto a questi sguardi attenti e severi.

Le porte di antica ardesia si chiusero, nei secoli lontani, su vite che non conosciamo.

I palazzi come questo sono scrigni di memorie e di storie da evocare.

A un tratto poi, c’è una sorta di passaggio.

E qui, tra le vetuste mura, si svela anche il cielo sempre sorprendente di Genova.

E il volto che presiede a quella porta è quello di una graziosa fanciulla e la sua beltà ricorda ancora le donne dell’età classica.

Una balaustra, un’insolita prospettiva in un misterioso palazzo genovese.

Una bellezza nascosta e così custodita.

Ritorniamo ora nel portone, come avete veduto anche sulle porte qui collocate ci sono dei busti.

E tuttavia c’è una differenza rispetto agli altri piani: queste figure non portano toghe e non sembrano antichi romani.
Forse in questi volti che custodiscono l’atrio sono stati effigiati i padroni di casa?
Non ne ho la certezza ma ho fatto personalmente questa supposizione.

Uno accanto all’altro vegliano su questa antica dimora.

Li troverete là, nello stupore di Canneto il Lungo, al civico 21.

Dove certi antichi custodi vigilano sul tempo trascorso e su quello che verrà.