Il campanile delle Vigne, andar lassù, dove si tocca il cielo

Un campanile e una genovese testarda che vuole salire lassù.
Era molto tempo che desideravo visitarlo, così tempo fa, contattai il parroco; era settembre, il cielo su Genova era di un blu terso e profondo.
E’ alto quaranta metri questo campanile e da lassù si predomina tutta la Superba.

Questa è la scala di accesso, stretta ed angusta.
Forse gli scalini non sembrano tanto alti, ma non si è allenati, vi assicuro che l’effetto di questa ascesa si fa sentire.

Per quale ragione una persona che soffre di vertigini si ostini a salire nei punti più alti della città è un mistero che ancora devo comprendere.
Il parroco mi ha accompagnato per un paio di rampe, poi rassicurandomi mi ha lasciato dicendomi: in cima troverà un mio collaboratore.
E allora, salgo, da sola, sul campanile.
E guardateli bene i gradini, sono tutt’altro che bassi!
E a dire il vero mi risulta che le persone, nei tempi antichi, fossero di statura assai inferiore rispetto a noi, per quale caspita di motivo costruivano scale così faticose?

Ma poi sali e trovi dei piani intermedi e vedi questo.

E se guardi fuori, ecco i tetti di Zena.

Ecco le case, i caruggi, il cielo.

E la torre Grimaldina di Palazzo Ducale, fiera e maestosa.

E sono arrivata su, dove ho trovato il collaboratore del parroco, un omone robusto dall’aspetto gioviale e rassicurante.
Stava facendo le pulizie e c’erano nuvole di polvere ovunque.
Ecco, per arrivare in cima, da dove penso si veda la città in tutto il suo splendore, bisogna passare per una scaletta di legno.
Una scaletta appoggiata al muro, praticamente perpendicolare.
E appunto, come dicevo, io soffro di vertigini.
Ho messo il piede sul primo piolo,  tremore e paura,  e l’ho posato immediatamente a terra.
Ho detto che mi sarei fermata, che ad andare oltre non ce la facevo.
Il signore, per incoraggiarmi, mi ripeteva queste parole:
– Ma è arrivata fino qui! Coraggio, salga! E’ la prima persona che sale quassù in vent’anni!
Posso crederci, ve lo garantisco.
Non ho neanche fotografato le campane, mi sentivo davvero troppo in alto, scendere, scendere, devo scendere, grazie dell’aiuto, ma io devo scendere!
Ecco, appunto: scendere è assai più arduo che salire.
Cominciava a sentirsi la fatica, e poi quei gradini, sono altissimi! E il corrimano è in basso, non ci si sente tanto sicuri!
E i campanari, che gente di fibra forte dovevano essere, ogni giorno su e giù!
Però sono felice di essere stata lassù, la prima persona in vent’anni!
E comunque mi ostino sempre a salire in alto, malgrado le mie vertigini.
E quando vedo tra i tetti d’ardesia l’altero e superbo campanile della chiesa delle Vigne, lo guardo con rispetto e con nostalgia.
Tornerò, un giorno.
L’ho promesso anche al parroco, tornerò.
Un giorno tornerò e arriverò lassù, dove si tocca il cielo.

genova-dalla-terrazza-di-palazzo-rosso-2

I tetti di Zena, dalla terrazza panoramica di Palazzo Rosso

38 pensieri riguardo “Il campanile delle Vigne, andar lassù, dove si tocca il cielo

  1. Ah Ecco, infatti ieri hai scritto che avresti fatto un post su di lui. che spettacolo Miss. Che emozione essere lassù. Le finestrelle dalle quali si vedono le case sono carinissime! Sei riuscita a salire fino in cima!!! Brava! La paura dell’altezza penso l’abbiamo ereditata da zio Fievel, l’aviatore, ricordi? Sei stata coraggiosissima hai tutta la mia ammirazione!

    1. Ecco, lo Zio Fievel, avrei dovuto saperlo che c’era una valida motivazione per le mie vertigini e infatti…Comunque guarda, scendere…uh, che esperienza! Poi non ti rendi conto dello sforzo e ti trovi con le gambe che ti fanno male. Però bello, bellissimo arrivare lassù!

      1. Oh Miss, non mi crederai ma ti capisco pienamente. Conosco molto bene queste sensazioni! Come se ci fossi stata….. sto già ansimando! Panf! Panf! Aiutooooo!!!! Sei stata davvero brava.

  2. Buonasera carissima MissFletcher.
    Mi piacciono molto questi muri scrostati, questo color pietra così elegante ed antico, questi panorami così di largo respiro….venire qui è come fare una lunga passeggiata restando a casa…Un caro abbraccio, *Maristella*.

  3. Un panorama mozzafiato Miss Fletcher, ma che coraggio hai avuto, io non ci sarei arrivata sin lassù e sono d’accordo con te che la discesa sia più faticosa e metta ancora più apprensione della salita!
    E senti un pò, il secondo campanaro, aveva forse la gobba e si chiamava mica Quasimodo?
    Un bacetto alla nostra scalatrice genovese. Grazie per le belle foto!
    Susanna

  4. Anch’io soffro di vertigini (e anche un po’ di pigrizia) 🙂
    Nonostante tutto, mi hanno fatto fare più di 700 scalini per arrivare fin su in cima al Duomo di Ulm. Ad un certo punto, i gradini erano così stretti e attorcigliati che ti venivano i capogiri 😉

    Comunque sono delle belle esperienze e tu hai un amore spropositato per la tua città e fai bene perché è bellissima (e io la vedo solo attraverso i tuoi racconti).

    Un bacio, Miss.

    1. Uh, chissà che bella la vista dal Duomo di Ulm! Tra le tante scalate faticose ricordo la Torre di Pisa, scale strettissime…non so se ci tornerei! Riguardo a Genova, per ora la conosci così, chissà magari un giorno passerai da queste parti e ti sembrerà di conoscerla già un po’. Un bacio, Cla.

  5. Un altro magnifico post che mi fa dire “alua mi pensu ancun de riturna’”, ma non in posizione orizzontale!!!
    A proposito, e le vertigini??? Lo sai che la tua antica compagna di merende ha quasi avuto un attacco di panico sulla Piramide del Sole in Messico? Risultato, ho fatto voto che per il futuro non saliro’ piu’ ne’ su piramidi, ne’ su cupole o campanili. Rimango a terra e apprezzo da lontano gli scorci che i temerari ci offrono con gran generosita’. Grazie

    1. Ma se ghe pensuuu! No che non la sapevo questa tua disavventura, scusa se è poco, sulla Piramide del Sole! Sembra uno scenario da Indiana Jones, ora io aspetto che tu ne scriva nel dettaglio! Anche io ogni tanto mi riprometto di non salire più tanto in alto, poi però sai com’è, c’è il campanile di San Lorenzo che mi guarda e non so se resisterò alla tentazione, mi hanno detto che è faticoso ma non ho sentito parlare di scalette di legno…promette bene! Bacio!

  6. ma se in vent’anni non ci è mai salito nessuno, ci sarà un motivo, o no? Che c’è là sopra, un mostro?Un prigioniero? Un terribile segreto?

  7. La fatica è stata largamente ricompensata dal bel panorama. Mi piace molto guardare le città dall’alto…
    Buona giornata!

  8. Oh, Miss, che coraggio hai?
    Solo a guardare giù dalle scale di casa a me vengono le ginocchia molli. Certo che però la soddisfazione di essere la prima in tutti questi anni…

  9. Che bello! Son tantissimi anni che vorrei salire sul campanile delle Vigne e il tuo racconto me ne ha fatto venir ancor più voglia! Come devo fare? Basta chiamar il parroco? Son pronto alla scalata!

    1. Ciao, benvenuto! Sì, dovresti chiamare il parroco. Non si può salire al sabato, in quanto hanno delle riunioni, questo me lo ricordo. Per il resto sono molto disponibili e gentili e l’ascesa è una bella esperienza. In cima, come ho scritto, troverai una scaletta di legno che ti porta lassù…ecco io mi sono fermata lì! Dai, visto che vai portati la macchina fotografica e fai qualche scatto da lassù…dev’essere impagabile la vista! E se conosci altre torri o campanili, a parte questo e quello di San Lorenzo, fammi sapere…a parte le vertigini sono sempre curiosa!
      Buona scalata, allora…e torna a trovarmi e fammi sapere com’è andata 🙂 !

      1. Buonasera Miss Fletcher! quando ci andrò te lo dirò sicuramente e posterò le foto sul mio blog o se vuoi te le manderò via mail.
        A parte San Lorenzo vorrei cercar di salire sul campanile della chiesa di San Giorgio, l’antica torre Alberici. E’ anche lei molto alta e son sicuro ci sia una vista splendida da lassù. Appena riesco ti faccio sapere.
        Buona serata e scusa il colpevole ritardo col quale ho risposto al tuo post!

        Antonio

      2. Benvenuto Antonio, piacere di conoscerti, aspetto di vedere le tue foto sul tuo blog! La torre degli Alberici? Uh, che bello, ora mi informo e ci vado anch’io, se si può!
        Magari prima mi accerto che non ci siano scalette di legno che non sono in grado di affrontare 🙁
        A presto!

  10. Lo aggiungo alla lista delle cose da fare. Io quella scaletta la devo salire assolutamente 🙂
    E poi ho visto che gli interni possono anche tornarmi utili per la mia costruzione in miniatura…

    1. Ciao Werner, bentornato! Il campanile merita assolutamente e gli interni sono meravigliosi, mi raccomando se arrivi in cima alla scaletta avvisami e posta le foto per me 🙂

  11. Ciao Miss ci son riuscito! al terzo giorno che passavo per le Vigne per chiedere se potevo salire il mio desiderio è stato esaudito!chi la dura la vince! era il 29 febbraio..sarà che è un giorno speciale!!! è stata bellissima la scalata e camminare in mezzo alle campane con Genova ai tuoi piedi! Sul mio blog ho postato le foto se ti va di vedere l’ultimo piano dove non sei arrivata.. peccato Miss…dai vinci le tue vertigini e cerca di arrivar fin alle campane la prossima volta!!!

    ps : negli ultimi giorni di febbraio girovagando i vicoli mi son ritrovato a fotografare vico degli indoratori e il portale del palazzo dove nacque Caterina Fieschi: il barbiere che ha il negozio lì davanti mi ha detto che una ragazza il giorno prima era lì a fare foto..eri mica tu?

    1. Antonio, grandissimo! Come sono felice che tu sia andato lassù…caspita che bello! Il 29 febbraio è veramente un giorno speciale, ah caspita bisogna che faccia una seduta di yoga per calmare il mio sistema nervoso per andare fin lassù!
      Non ero io la ragazza che faceva la foto, però sono sempre in giro a far foto, se vedi una che cammina con il naso all’insù, con tutta probabilità, quella sono io!
      Vengo immediatamente a vedere le tue foto, che meraviglia!

      1. ahaha… e se vedi uno con la digitale che fa foto a destra e a manca nei vicoli più bui quello sono io!!!
        Nei prossimi giorni carico tutte le foto fatte sul campanile, ma già ora ne troverai molte!
        Buona serata

  12. ah dimenticavo…non so se lo hai visto l’altra volta ma se torni alle Vigne chiedi di vedere l’organo: vi si accede da una porticina quasi in fondo al campanile (ho caricato le foto). merita di esser visto anche se visto che soffri di vertigini npn so se avrai tanta voglia di stare sul terrazzino a mezz’aria!?!?

  13. Miss, se il vino di quelle Vigne era buono quanto è bello quel campanile, chissà quanti hanno provato le vertigini a pian terreno…

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