Emma, l’amore inglese di Garibaldi

Un uomo dal grande fascino, un trascinatore di folle e un grande seduttore.
E così si può comprendere che le donne cascassero ai suoi piedi, è noto che l’eroe dei due mondi infranse molti cuori.
E di lui si innamorò anche una nobildonna inglese, Emma Roberts: vedova, aristocratica, non era una gran bellezza ma certamente era raffinata e di gran classe.
Si conoscono a Londra e lì si fidanzano, nell’anno 1854.
Ecco, in realtà pare che i due non avessero tanto in comune, dopo breve per Garibaldi venne il tempo di partire per Nizza.
E il matrimonio? Quando ci si fidanza poi ci si sposa!
E invece no, ancora non era tempo, Giuseppe tergiversava!
A Nizza Garibaldi si dedicò per un certo periodo ai piccoli piaceri della vita.
Andava a caccia e a pesca, pranzava in maniera semplice, certo non era un tipo troppo sofisticato.
E poi si dilettava con le partite a dama.
Finché un bel giorno, da Londra, giunse la sua nobile fidanzata.
Viaggiava con il figlio e con una cara amica, Jessie White Mario, colei che Mazzini aveva soprannominato Miss Uragano e della quale vi ho parlato in questo post.
E insomma, Emma aveva gusti ben diversi rispetto al suo Giuseppe, lei amava la mondanità e si dilettava con passatempi ben più raffinati, ad esempio le piaceva la musica e amava suonare il cembalo, peccato che il suono di quello strumento facesse cadere in un certo torpore il povero Garibaldi.
E a dire il vero, narrano le cronache che una volta lui l’abbia piantata in asso e invece di presentarsi a cena come convenuto se ne sia andato a giocare a bocce, pensate un po’!

Garibaldi

Monterosso – Monumento a Garibaldi

Eh, come si dice?
Chi si assomiglia si piglia, questi due non avevano proprio niente in comune!
E infatti di li a breve l’amore naufragò: accadde ancora a Londra, dove Garibaldi si recò nel 1856, non certo solo per incontrare Emma ma anche per altre ragioni politiche sulle quali soprassiedo, queste righe sono dedicate solo all’amore e a un fidanzamento fallito.
No, quei due non avevano certo grandi affinità.
E così lui prese armi e bagagli, lasciò la dimora di Emma e si presentò a casa di Jessie White Mario.
Pare che in quella circostanza l’eroe dei due mondi abbia confidato all’amica inglese il motivo di quella rottura:

Un servo ad ogni passo, pranzi che non finiscono più, mai l’ora di andare a letto… Un mese di vita come questa mi ucciderebbe…

Era finito un amore, forse con un certo sollievo per il povero Garibaldi, diciamolo.
I due rimasero buoni amici
Lui si fece costruire un cutter, a quanto pare con il soccorso economico della Roberts, a bordo della sua nuova imbarcazione Garibaldi per un certo periodo intraprese un fruttuoso commercio di legna e carbone.
E sapete che nome aveva dato al suo cutter? Emma, mi pare ovvio!
Forse non era proprio ciò che lei aveva desiderato, ma così va la vita, a volte.
Un amore divampato come un breve incendio, come le fiamme che mandarono in cenere il cutter di Garibaldi nel 1857.
Così va la vita a volte, l’amore brucia e poi si spegne.
E così accadde con Emma, l’amore inglese di Giuseppe Garibaldi.

28 pensieri riguardo “Emma, l’amore inglese di Garibaldi

  1. 😀 😀 riesco quasi a figurarmeli. Lei che suonava il cembalo e lui che si metteva a ronfare, anzi cadeva in stato catatonico 😀 …. sooo strange 😀

  2. Un giorno di quella vita ucciderebbe anche me… Ne parlavo proprio ieri sera a cena con figlia e marito. Nelle coppie devono esserci affinità anche superficiali sennò si impazzisce. Chissà se avrei avuto chance con Garibaldi… 😉 bacioni

  3. Una storia molto bella. La racconterò a mia figlia che porta lo stesso nome, anche se è più un tipo alla “garibaldi”!
    Grazie come sempre per queste tue piccole/grandi storie, Ciao

  4. “garibaldi l’era un pissabeghe!”
    Lo diceva mia nonna, citando suo nonno che era vissuto a quel tempo.
    Forse non sapeva che era anche un latin lover

  5. che bella storia,Miss ! non mi sembra neanche finita male , sono rimasti amici si sono conosciuti profondamente si sono stimati ma non capiti pero avranno capito alcune cose l’ uno dell’ altro che non sapevano .a me piace molto Garibaldi e quindi lo giustifico .un uomo d’azione come può ascoltare il clavicembalo ?? grazie Miss questi pettegolezzi cosi romantici mi piacciono tanto

  6. “Un mese di vita come questa mi ucciderebbe”?! Ma è l’eroe dei due mondi!! Va beh che anch’io non ce la farei e non solo per noia, ma da un avventuriero come lui ci si aspetta un po’ più di resistenza…
    Ciao

  7. La passione mica sempre ha riscontri nel quotidiano. Magari Emma ha sposato un uomo di cui era meno innamorata, ma col quale condivideva il modo di vivere

  8. Emma, Emma soltanto il nome mi fa sognare. Avessi una figlia la chiamerei volentieri Emma, perciò come non leggere questo articolo. Con Garibaldi in effetti ce la vedo poco, due mondi diversi e troppa poca complicità fra loro due… Ma così va la vita e sicuramente sarà stata un’esperienza per tutti e due.

  9. Apperò! Hai capito il Garibaldi? E io che ero ferma ad Anita come i bambini delle elementari! Però che uomo… un giocatore di bocce, pensa! Mi piace! 😀 hai raccontato questo breve amore in modo molto divertente Miss, bravissima.

  10. Miss, e con una Emma come la Bovary, come si sarebbe trovato? anche lei amava la mondanità, però non suonava il cembalo…

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