È una foto di famiglia, sarà stata riguardata tante volte, memoria del tempo d’infanzia di quattro fratelli.
Ritratti così, insieme alla mamma.
Il maggiore dei due maschi sta ritto in piedi e tiene la mano posata sulla spalla della sua cara genitrice.
Ha già l’aria assennata e consapevole, è un giovane uomo pronto a fare il suo ingresso nella vita adulta.
Più sfacciato e divertito sembra invece il fratellino più giovane, il suo sguardo è vispo e vivace.
Nella sua grazia spicca poi la figlia maggiore: indossa il suo vezzoso abito a righe fermato dalla cintura alta, porta al collo un nastrino scuro e ai lobi graziosi orecchini.
Diventerà una donna affascinante, sarà forse a sua volta moglie e madre.
La più piccina, con i suoi lunghi capelli raccolti in una bella treccia fermata da un nastrino, se ne sta seduta accanto alla mamma e le stringe la mano.
Le mani accarezzano, confortano, asciugano le lacrime e uniscono.
Le mani di tutti, se osservate con attenzione, rappresentano l’indissolubile catena di affetti che lega i componenti di questa famiglia.
È una foto di famiglia in formato Cabinet e venne scattata contro un fondale sul quale erano raffigurati un portale e un albero dai rami ritorti.
Avvenne nello studio del bravo fotografo Achille Testa: tutti vicini, insieme alla mamma.





… la solita sincronicita’ …una giornata insieme alla mamma…uniti dal medesimo sguardo sul mondo … quell’ impronta simile nello sguardo e nell’ impostazione… sembra una predestinazione a proseguire … mentre invece la vita saprà anche condurre su altri percorsi ed imprevedibili destini …
Mi stupisce sempre questa sincronia, mia cara. Grazie delle tue belle parole!
anche la mano del fratello minore sulla spalla della sorellina ispira tenerezza! In questa foto di famiglia manca un uomo e per l’epoca non dev’essere stata una situazione facile…
Vero, è un insieme armonico, l’assenza del padre diviene in qualche modo una reale presenza. Hai ragione, all’epoca non doveva essere facile.
Mi immagino il fotografo che li sposta ad hoc… che tenerezza quei tempi di foto posate in studio! Baci cara
Eh sì, doveva essere un lavoro complicato!
Vorrei essere la piccola che tiene la mamma tutta per se.E,se il papà fosse lontano per lavoro,quando avrà ricevuto questa foto,avrà ben spalancato prima il cuore,e aciugandosi una lacrima anche gli occhi.Molto bella,e ha risvegliato in tutti veri sentimenti.Buon pomeriggio
Bello pensare che il papà era lontano, una luce positiva sulla sua assenza.
Grazie carissimo, un abbraccio!
dici bene, Miss, vista l’epoca, l’assenza nella foto del padre, diviene una reale presenza… la mancanza del capo famiglia, non deve certo avere facilitato le cose a quella madre e ai suoi quattro figli… però gli abbigliamenti e già il poter farsi immortalare, presso lo Studio fotografico di Achille Testa, dicono che non fossero proprio in miseria…
Infatti, doveva essere una famiglia abbiente, non credo avessero difficoltà, anche farsi fotografare, come tu ben sottolinei, era un piccolo privilegio. Quando hai tempo guarda un attimo la mail, ti ho scritto una cosa ieri. Grazie Sergio, buona serata!