“John era New York.
Pur non essendo newyorkese di nascita aveva tutte le caratteristiche e la mentalità dei cittadini della Grande Mela. Viveva la città in modo totalizzante. La attraversava sulla sua bici da corsa (spesso anche prendendo le vie contromano e rischiando di essere investito più volte al giorno), sui rollerblade, a piedi, in metropolitana. Come tutti i newyorkesi.”
E ripensando alle immagini di lui che venivano proposte dai giornali del tempo della sua gioventù, proprio così mi ricordo John Kennedy Jr: in sella alla sua bicicletta con gli immancabili occhiali da sole con le lenti scure.
Vivida e abilmente tratteggiata così emerge la figura del giovane Kennedy nella biografia intitolata John Kennedy Jr & Carolyn Bessette edita da Minerva e scritta da Ursula Beretta e Maria Vittoria Melchioni, la prima si è dedicata alla parte riservata a Carolyn, la seconda invece è autrice delle pagine dedicate a John.
Due esistenze, due percorsi che si intrecciano, un amore grande e una fine drammaticamente tragica.
John e Carolyn, la golden couple della famiglia reale americana: bellissimi, alla moda, protagonisti del loro tempo e simboli di un’epoca dorata.
Sposi nel settembre 1996, morirono entrambi il 16 Luglio 1999 insieme a Laureen, sorella di Carolyn, quando il velivolo sul quale viaggiavano pilotato da John si inabissò nelle acque dell’Atlantico, in un tragico incidente che spezzò la loro giovinezza.

Sono passati 25 anni da allora e John e Carolyn restano figure dal fascino immutabile.
Il libro percorre gli istanti delle loro vite dall’infanzia fino alla loro tragica morte, proponendo aneddoti, memorie e frammenti del passato.
Nel caso di John, figlio del compianto presidente John Fitzgerald Kennedy e di Jacqueline Bouvier, molto è già noto ai più, appartenere a questa famiglia leggendaria lo espose sempre agli occhi indiscreti dei fotografi, John era sempre al centro dell’attenzione della stampa per le sue iniziative imprenditoriali, per i suoi amori, per le sue passioni.
E c’era abituato, Carolyn invece non lo era e da queste pagine emerge il ritratto di una creatura schiva e timida, una ragazza che non amava essere fotografata per strada e che mai concedette un’intervista.
Bellissima, bionda ed eterea, Carolyn Bessette lavorava da Calvin Klein ed è sempre stata una vera icona di stile: sempre perfetta, prediligeva uno look essenziale e sobrio e i suoi outfits, anche adesso, non sarebbero certo fuori moda.
Il libro narra di lei e della sua importanza nel mondo della moda, non la si definisce a caso un’influencer ante litteram.
Ripensando a lui e a lei nel tempo in cui le loro stelle ancora brillavano, ricordo di aver pensato sempre che lui sarebbe andato lontano e che avrebbe forse seguito le orme paterne, le righe del libro ne danno conferma.
“John era intensamente dedito a costruire il suo destino e aveva il potenziale per fare grandi cose. Incarnava una convergenza unica di fattori: era una persona buona e intelligente, nata si con un accesso straordinario al potere ma che deteneva un potere reale; era dotato di fiducia e di buona volontà – ereditate ma anche guadagnate. Per tutta la sua breve vita ha lavorato con diligenza per trasformare tutto ciò con cui era nato in qualcosa di valore. Sicuramente sarebbe stato presidente, ma c’erano anche altri lavori che avrebbe potuto svolgere bene.”
Tra le pagine di questo libro troverete molto di lui: la sua infanzia, il suo carattere spavaldo ed entusiasta, il legame con la madre, i progetti, le amicizie.
E ugualmente a Carolyn è dedicata metà del volume, nel disvelamento di una figura alla quale ci si affeziona facilmente, per la sua grazia e per la sua capacità di essere nel mondo, nel suo mondo, in una maniera straordinariamente unica.
Le due autrici, con le loro scritture scorrevoli e coinvolgenti, hanno così offerto al lettore una biografia ricca ed interessante, anche se a tutti noi piacerebbe poter cambiare il finale.
Il volume è elegantemente arricchito da un album fotografico con immagini magnifiche di John e Carolyn, questo è un libro da leggere riguardando a loro, a quel tempo trascorso, a ciò che è stato e a ciò che non è stato.
E come sottolinea l’autrice, stranamente non è noto a nessuno come si siano incontrati John e Carolyn.
“Ed è una cosa terribile e insieme meravigliosa.
Perché non avere un ricordo preciso del momento e della situazione esatta in cui Carolyn e John si sono conosciuti per prima volta appare come un trucco divino per liberare i due innamorati dalla necessità di tenere il conto dei giorni, dei mesi, degli anni e sottrarlo così alla condanna della durata del loro amore traghettandoli direttamente nel mito. Perché, se non è dato determinare un principio, allora non è possibile nemmeno che ci sia una fine.”
John e Carolyn restano così impressi nella nostra memoria: eternamente giovani, eternamente insieme.