La musica delle parole

Notte.
Leggiadra, nella sua splendente venustà, la luna silente spande il suo chiarore.
Cade con fragore una pioggia scura, poi si placa e lentamente si dirada.
Tornerà il mattino, lucente e vitale.
E nell’aria si diffonderà un delizioso profumo di violacciocche.
Verrà un’alba argentata, una sinfonia di ombre in dissolvenza, svanirà la grigia caligine nel fulgore del giorno nascente.
Risuona una melodia.
Prorompente, straniante e infinita, un turbinio di emozioni, nostalgica, romantica e suadente.
E le stelle.
Le stelle luccicanti, nel cielo di cobalto, nell’oscurità fitta, misteriosa, indistinta.
Cerca la tua stella polare, cerca la polvere di una cometa che cade spargendosi sulla terra rigogliosa.
Cerca la tua stella polare, segnerà il tuo cammino.
Tortuoso, accidentato, con curve scoscese e ripide.
Dapprima conduce tra impervi declivi, poi ancora si avanza verso assolate radure attraversate da sentieri erbosi, madidi di fresca rugiada.
E occorre compiere un passo.
Pare di camminare sul bordo di un precipizio, a strapiombo sopra le illusioni.
E’ un solo passo.
In equilibrio su un filo, ogni refolo di vento provoca un’esitazione.
Vibrante, lieve, fremente e inesorabile incertezza.
E l’immensità è di indaco, è vortici guizzanti di luce, è soffici nubi di bianca spuma.
E solo un altro passo.
E librarsi con il pensiero, sognare, respirare.
Con una svagata distrazione.
Adesso, qui, altrove.

Le parole sono suoni.
E alcune parole in questo brano sono in corsivo.
Sono le parole che piacciono a me, le ho messe in fila, quasi a caso, seguendo l’impulso.
Ce ne sono altre, certamente, non credo di poterle scrivere tutte!
Le parole sono suoni e musica.
Musica e versi: zagare, una poesia di E.
E’ da tanto che immagino questo articolo, ora l’ho scritto.
Tempo addietro Chagall chiese ai suoi lettori quali fossero le parole da salvare, le risposte le trovate qui.
E l’altro giorno E. mi ha incantata con la magia delle sue zagare.
E so che molte parole che E. abitualmente usa sono anche tra le mie preferite, non tutte le parole sono uguali.
Alcune sono una lieta sinfonia di sillabe, certe hanno il profumo della violacciocca, altre quello delle zagare.
Le parole sono suoni.
E voi?
Quali sono le parole che amate?