È un albero maestoso, si sporge da un giardino oltre lo steccato e così cerca il sole.
Ha un fogliame ricco, intenso e lucente.
E nella tarda primavera si copre di fiori gialli: questo è il maggiociondolo, una persona di Fontanigorda mi ha detto che qui nel genovese è noto anche come laburno e che un tempo era detto albero del Corpus Domini e veniva usato come ornamento.
Tuttavia bisogna prestare attenzione perché la sua è una bellezza davvero pericolosa: questo albero infatti è molto velenoso.
Osserviamolo così cautamente da lontano, mentre i suoi fiori dondolano nell’aria.
Una bellezza gloriosa e magnifica.
L’albero, come chiaramente si intuisce dal suo poetico nome, è più ricco e generoso nel mese di maggio.
Ancora resta, in questa aria leggera e calda, con i suoi fiorellini gialli.
È una danza di petali leggiadri e colmi della luce del sole.
Contro le montagne e contro il cielo azzurro.
In questi giorni di giugno così ancora si ammira la beltà superba del maggiociondolo.







