È una creatura celeste aggraziata e malinconica e così custodisce il sonno eterno di Angelo Scorza e della sua famiglia.
Opera dello scultore Achille Canessa, il monumento risale agli inizi del ‘900 ed è collocato nel Porticato Inferiore a Levante del Cimitero Monumentale di Staglieno.
L’angelo spande i suoi fiori con gentile delicatezza.
E affabile e cortese lascia così cadere i suoi boccioli odorosi.
Nel marmo è anche effigiato il volto del defunto.
L’angelo si erge maestoso con le sue ali ampie e magnifiche.
E inoltre, durante lo scorso anno, in occasione di una mia visita al Cimitero di Coronata, i miei occhi hanno trovato certe angeliche fattezze che mi pareva di avere già veduto e in effetti non mi sbagliavo.
Si tratta ancora di un’opera di Achille Canessa, la statua è posta sulla Tomba Vaccamorta e anche in questo caso l’angelo sparge i suoi fiori e ha la medesima postura della scultura posta sul Monumento Scorza, le ali invece sono differenti.
È assorto e meditabondo il viso dell’angelo del Monumento Scorza, il suo sguardo pare percorso da memorie e ricordi.
E il suo abito è leggero, lieve e vaporoso.
I suoi boccoli incorniciano il suo bel viso e il profumo dei suoi fiori è dolce e soave.
Così l’angelo rimane, silente custode gentile dell’eterno sonno dei componenti della famiglia Scorza.









