Le gelaterie di Genova nel 1922

Cosa c’è di meglio di un buon gelato per una speciale merenda golosa?
A dire il vero non saprei suggerire di meglio e intraprendendo uno dei nostri particolari viaggi nel tempo eccoci arrivare spossati in questa estate genovese del 1922, a questo punto ci resta solo da cercare una buona gelateria che faccia al caso nostro.
Consultiamo così il nostro fidatissimo Annuario Genovese – Guida Pagano di questo 1922 e vediamo un po’ dove possiamo andare per gustare la crema e il cioccolato o il gusto che più gradirete.
Dunque, ci sono gelaterie in po’ ovunque: una si trova in Via Paolo Giacometti e una in Via San Giacomo di Carignano.
Mi ispira molto la gelateria del Signor Biscaro in Via del Cigno ma dove mai sarà questa strada? Ammetto di non averla mai sentita prima e così, consultando la mappa della mia Guida, ho scoperto che questo era il nome dell’attuale Via Costantino Morin, una via della Foce che collega Via Cravero e Via Casaregis, per una ragione che non so il grazioso cigno ha perduto l’intitolazione di questa via.
Ritorniamo a camminare sotto il sole di Genova e nei nostri caruggi troveremo la signora Cabona e la signora Carpi che vendono i loro deliziosi gelati in Canneto il Curto, le due signore si chiamano Maria ed evidentemente si fanno concorrenza.
C’è poi una gelateria in Salita a Santa Maria di Castello e in Via San Bernardo un certo signor Francesco fa buoni affari con le sue fresche bontà.

Ritorniamo ancora nel turbinio vorticoso della città e in Via Fiume ecco la Gelateria dei Fratelli Fasciotti mentre in Corso Torino c’è la Grande Gelateria Moderna e il nome di questa attività suscita in me infinite fantasticherie.
Risalendo in Circonvallazione a Monte sappiate che si possono acquistare ottimi gelati anche in Piazza Manin dalla Signora Giustina e in Corso Firenze, invece, possiamo andare dal Signor Ugo e scegliere il nostro gelato preferito.
Ecco, ora conosciamo tutte le gelaterie presenti sull’Annuario del 1922, direi che siamo a posto!
E allora adesso vi saluto, vado dal Signor Ugo in Corso Firenze, spero proprio di trovare un buon gelato al pistacchio ma anche la fragola mi andrebbe bene per rinfrescarmi in questo tempo di giugno del 1922.

L’Oratorio di Nostra Signora del Rosario

È uno dei luoghi di lontana devozione sito nella città vecchia, l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario è un gioiello nascosto incastonato tra le case vetuste di Salita a Santa Maria di Castello e poco distante da questa antica chiesa.
Come si legge nel volume “Gli oratori di Genova” di Paolo Novella edito da Compagnia dei Librai questo luogo di fede divenne sede di una confraternita che aveva la sua origine nella metà del XVI Secolo nella Chiesa di Santa Maria di Castello.
Da principio a questa confraternita si unì la Confraternita delle Anime Purganti e nel 1690 quella intitolata al SS. Nome di Dio e infine, agli inizi dell’Ottocento, si unì anche un’altra Confraternita dedicata a Nostra Signora del Rosario e un tempo avente sede presso il perduto Convento di San Domenico.
La sede della Confraternita è questo locale raccolto e prezioso che negli anni precedenti al 1800 era parte del Monastero di Santa Maria delle Grazie.

Una mattonata, un portoncino verde e oltre quella soglia una devozione tenacemente custodita.

Un altare marmoreo, candelabri dorati, alle pareti quindici dipinti settecenteschi con i misteri del Rosario.

E questa semplice raffinatezza.

Qui si trova un Crocifisso processionale sempre settecentesco e di modeste dimensioni.

Sull’altare è posta la statua in legno raffigurante la Madonna e attribuita al valente scultore Anton Maria Maragliano.

Una grazia radiosa così rischiara il viso di Maria.

Ed è ancora la Madre di Dio ad essere effigiata in un’altra opera presente in questo oratorio: questa è la Madonna del Rosario scolpita nel legno nel 1767 da Giovanni Maragliano, nipote del già citato Anton Maria.
La statua veniva usata nelle processioni e fu restaurata nel 1840 da Paolo Olivari e nel 1880 da Gaetano Graffigna.

E così si coglie questa dolcezza sul viso di Maria.

Angeli giocosi la circondano.

Tra le dita Maria stringe il suo Rosario così come il piccolo Gesù che con l’altra mano regge il mondo sul quale è posta la sua croce.

Ed è un tripudio di angeli a cantare la gloria della Madonna.

A mani giunte, in preghiera.

Là, sul soffitto, le decorazioni ottocentesche opera di Michele Canzio.

Rimane ancora la testimonianza di questa fede antica: le cappe di colore blu dei membri della Confraternita simboleggiano la devozione domenicana alla Madonna del Rosario.

Affissa sul muro vi è poi un’antica e curiosa iscrizione con delle precise prescrizioni.
Infatti, i proprietari della casa dove si trova l’Oratorio sono obbligati a mantenere il tetto dell’Oratorio stesso e a tenere pulito e sgombro di macerie il cortile retrostante.

In un locale attiguo si conserva poi un antico carretto che in epoche difficili e molto lontane veniva utilizzato per il trasporto delle bare.

Nello stesso luogo è anche custodito lo stendardo che è opera di Giuseppe Isola e reca da un lato la bella immagine della Madonna del Rosario, dall’altro lato si può ammirare invece la figura di San Domenico.

Sono queste le molte bellezze dell’Oratorio di Nostra Signora del Rosario che si trova in Salita a Santa Maria di Castello, in questo tratto accanto alla chiesa.

Là, dove agli abitanti di questo edificio è stato lasciato il compito di prendersi cura del tetto dell’Oratorio e del cortile retrostante.

Là, dove questo marmo indica l’esistenza dell’antico Oratorio.

Qui si celebra la messa alle ore 18.00 ogni ultimo sabato del mese, l’oratorio è poi in genere visitabile il venerdì pomeriggio dalle 16.00 alle 17.00.
Il mio particolare ringraziamento va al Signor Roberto Canepa, priore della Confraternita: è stato lui a contattarmi e ad aprirmi le porte di questo gioiello incantevole dei nostri caruggi, è stato lui a svelarmi molti affascinanti misteri di questo luogo così particolare del nostro certo storico.

Anche questo è un prezioso tassello del grande mosaico della storia genovese: è l’Oratorio di Nostra Signora del Rosario, un luogo vibrante di antiche e sentite devozioni.