Io, una bambina terribile

Non so voi, ma io sono stata una bambina terribile.
E così posso vantare una discreta serie di malefatte ed imprudenze compiute nel corso della mia infanzia.
Ho cominciato presto, avevo un anno e mezzo ed eravamo in riviera, nel luogo delle mie vacanze estive.
Era primavera e camminavo sulla battigia.
E mi sono infilata direttamente in mare, vestita di tutto punto, con tanto di gonnellina e cappottino rosa.
Non avevo mai visto il mare da vicino e ne sondavo la superficie immergendo il ditino nell’acqua, poi tiravo su la mano e mi rimiravo stupefatta!


I bambini terribili, quando iniziano a leggere, prediligono altri bambini terribili.
E certo, mi piaceva Pippi Calzelunghe, ma ho sempre avuto un debole per il biondissimo Emil, il bambino pestifero nato dalla fantasia di Astrid Lindgreen, vi ricorderete di lui, ne combinava una diversa ogni giorno.
I bambini terribili si piacciono a vicenda ed io ed Emil eravamo abbastanza affini.
Immaginatemi sul mio terrazzo: ho circa otto anni e sto giocando con la corda.
E vicino a me abita un ragazzino, ha un paio di anni più di me.
E certamente tutti saprete quanto sappiano essere fastidiosi e dispettosi i maschi a quell’età!
Lui mi tirava la ghiaia e rammento alla perfezione che a un certo punto ho perso la pazienza.
E così sono entrata in casa, ho aperto il frigorifero e ho preso due uova.
Poi sono tornata fuori e dovete sapere che il mio terrazzo è in posizione sopraelevata rispetto a quello del mio vicino, prendere la mira è stato piuttosto semplice.
Un lancio da manuale, centrato in pieno!
Lui non ha battuto ciglio, è andato a cambiarsi per poi riuscire a giocare.
Peccato che mi abbia ritrovata ad attenderlo: tra le mani tenevo altre due uova che gli ho tirato addosso con una precisione della quale vado ancora piuttosto fiera, lo ammetto.
La mamma mi trascinò a chiedere scusa ai vicini, cosa che trovai veramente ingiusta in quanto avevo tutte le ragioni, diciamocelo.
I bambini terribili sono sbadati, questa bambina qui un bel giorno spalancò le braccia e pronunciò la seguente frase:
– Oh, che bella giornata!
E andò a sbattere la mano contro la ringhiera del terrazzo fratturandosi un dito.
I bambini terribili amano correre e saltare.
E quando si giocava a guardie e ladri io volevo fare sempre il ladro.
Vuoi mettere? Nascondersi e scappare è molto più divertente.
Non conto le volte che sono caduta dalla bicicletta, sul ginocchio destro ho ancora una cicatrice che risale alle mie scorribande giù per le discese di Fontanigorda.
Non conto neppure le indigestioni, una in particolare mi riporta sotto ad un albero di fichi, ne mangiai un numero incredibile, cose da bambini terribili che poi si ritrovano con un bel mal di pancia.
E comunque i fichi mi piacciono ancora.
E anche le caramelle, le stesse che mi piacevano da piccola: le Zigulì e le caramelle Rossana, le Selz Soda all’arancia e limone che frizzano in bocca.
E i Chupa Chups, mica ci saranno dei limiti d’età per il consumo?
Spero di no, insomma, dopo anni me li sono comprati, avevo un po’ di nostalgia.
Hanno sempre lo stesso sapore, caspita!
Si diventa grandi ma da qualche parte si rimane i bambini che siamo stati.
E certe cose non hanno neppure più importanza, come il mio otto in condotta al liceo, ad esempio.
Però ho sempre in borsa le caramelle che frizzano, quello sì che si conta!
E state attenti a non farmi arrabbiare, io vi ho avvisato: nel lancio delle uova ho una mira perfetta.

48 pensieri riguardo “Io, una bambina terribile

  1. A proposito del tuo 8 in condotta al liceo, cara bambina terribile, posso testimoniare che, almeno al ginnasio, sinché siamo stati compagni di classe, mi ricordo di te come una ragazza (allora non eri più una bambina) davvero terribile. Ti ricordi di una volta in cui, di punto in bianco, senza che tra noi ci fosse chissà quale confidenza, mi hai rivolto la domanda, che, più che una domanda, era una sassata: “Ti posso mettere un piede sulla testa?”
    Io, talmente sorpreso, anzi esterrefatto, dall’attacco subito, avevo saputo solo mettermi sulla difensiva. E tu ti sei messa a ridere.
    Del resto avevo solo 14 anni ed ero ancora un po’ impressionato dall’ambiente del Colombo, non avevo ancora sviluppato l’ironia che possiedo oggi, un’arte che si apprende con l’esperienza.
    Ancora adesso, comunque, mi chiedo il perché di quel tuo “attacco” 🙂
    P.S.: dietro questa nostalgia dei tuoi trascorsi di bambina terribile, non è che c’è un po’ di malinconia? Se così fosse, spero di averti fatto un po’ ridere con la mia “testimonianza”.
    P.S.2: e la nostra birra messicana?

    1. Haha! Questa proprio non me la ricordavo.
      Senti però se volevo metterti un piede sulla testa ci sarà stato un motivo, secondo me mi avevi fatto qualcosa, ci giurerei!
      Comunque non riesco a smettere di ridere 🙂
      Grazie Roberto, sentiamoci presto per la nostra birra!

  2. Forse è per il lavoro che faccio: per me l’inizio dell’anno coincide con l’apertura di quello scolastico.
    A volte i ricordi elicitano delle emozioni talmente forti da annullare le categorie di tempo e spazio. Pochi giorni or sono ho sentito proferire, da un genitore, la parola “cedola”. Ed ecco che: broom! Sono rotolato all’interno della cartoleria di Quintino con la mia cedola in mano! Il profumo dei nuovi sussidiari, lo sguardo severo di sua mamma appoggiata al fido bastone, mi impaurisce! Ma è solo un attimo, tra le mani ho il mio libro nuovo: che felicità! Esco e mi metto a correre felice su per Corso Firenze pensando che al cinema danno “più forte ragazzi”, al gusto impareggiabile dei “tacchetti, al Doria che quest’anno ci abbiamo Cacciatori in porta ed io ho già vinto un sacco di figu ai giardinetti con i genoani…E’ solo un attimo, ritorno al qui ed ora… ma il cielo è meno blù, gli odori meno forti, il gusto dei cibi indefinito, le persone meno interessanti, il campionato di pallone un’ agonia. Belìn!
    Sarò mica diventato vecchio?

    Gli orologi spesso mentono, al loro posto muniamoci di elastici.

    1. Mi sono commossa, capitano anche a me questi salti improvvisi e inaspettati nel tempo.
      E ogni volta è nostalgia.
      Grazie di averlo scritto qui, vado a cercare un elastico!

  3. Ma Miss! Dunque eri una tremendina… chissà se saremmo andate d’accordo o se sarei stata una delle tue vittime, io non sono mai stata una bambina terribile il mio “peggio” l’ho dato dopo 😉 bacioni

  4. Oh, Miss! I libri per bambini li dovresti scrivere tu. Questi tuoi ricordi sono un amore. Dico davvero, sto ridendo come un cretino.
    Baci e buona domenica!
    ps Devo assolutamente recuperare Emil.

    1. Chagall, ma che belle cose mi scrivi 🙂 Grazie, grazie, grazie!
      Emil era tremendo, lo mettevano sempre in castigo, nella legnaia e lui intagliava statuine per ingannare il tempo!
      Un bacio grande a te, caro.

  5. L’8 in condotta al liceo è sacrosanto, che cavolo! Te lo dice una prof!!
    E complimenti per le uova, l’infanzia turbolenta e tutto il resto. Io da bambina ero molto più tranquilla… infatti sono peggiorata dopo!
    Saluti.

      1. In terza liceo – tu ti eri diplomata l’A.S. prima -, io e altri 5 dalla mira perfetta, in successione abbiamo lanciato 6 uova nella finestra dei bagni del Colombo Scientifico, da dove, come ti ricorderai, con la primavera – e talvolta anche d’inverno – ci gettavano sempre i gavettoni, a noi del Classico. Fu un’impresa eccezionale, coronata da un grido di trionfo elevatosi da tutto il cortile del Classico: da quel momento in poi non ci hanno gettato più i gavettoni, non fosse altro perché il loro preside ha fatto chiudere quei bagni, credo. C’era stato ovviamente un vero scandalo, ma nessuna autorità scolastica era riuscita a individuare i “colpevoli”, o meglio, gli eroi. Io me ne ricordo 4 su 6, me compreso ovviamente.

  6. Ah ah che bel post 🙂 Anch’io annovero qualche leggendaria marachella da bambina terribile… tipo dire a tutti che mi ero ingoiata la più piccola delle matrioske e farmi portare al Gaslini (quando non era vero)… tipo rubare la torta al mio compleanno di banco e mangiarla tutta mentre lui si ritrovò a ricreazione senza merenda 🙂 E’ bello essere dei bambini terribili si può poi dire di aver vissuto pienamente l’infanzia…. e anch’io a scuola ero terribile, mi salvavo con il profitto…. ma la condotta…. non ero cattiva o maleducata ci mancherebbe solo terribile 😉

  7. Da bambina pestifera anch’io, devo dire che mi divertivo più o meno allo stesso modo. Però anziché col lancio delle uova mi dilettavo con… la fionda!

  8. Posso dire: che invidia! Io ero una bimba posata, sicuramente perché estremamente timida. Per questo Emil e Pippi erano i miei idoli, così spavaldi e temerari… Terribile lo sono diventata quando insegnavo nelle scuole, sono tornata bambina con tutti i miei allievi divertendomi con loro come una matta. Se parti da quello che loro conoscono e amano non si farà fatica a fargli scoprire anche altro. 🙂

  9. Uhhhhhhhh!!!!!!!!!!!!!!!Ti ricordi quando litigavamo per le perline a casa tua a Fonta??????? Pero’ li non ti volevo strappare i capelli…….sono peggiorata col crescere!!!!!!!!!! :-)))))

  10. Ma io non ho mai dubitato un nanosecondo che tu non fossi stata una bimba …vivace? Vogliamo usare un eufemismo?
    E sei rimasta una ragazza terribile. In senso buono, eh? 😉
    Susanna

  11. E anche le caramelle, le stesse che mi piacevano da piccola: le Zigulì e le caramelle Rossana, le Selz Soda all’arancia e limone che frizzano in bocca.

    Proprio quelle! Aggiungo soltanto le Elah, in tutte le versioni, ma specialmente le classiche con una nota di liquirizia 😉

  12. Miss, le uova, in fondo, ognuno le utilizza come crede: c’è chi le mangia, chi le tira e chi le cova…

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