Nei giorni del nostro tempo il passato è sempre presente, è davanti ai nostri occhi, nelle vie e nelle piazze che quotidianamente attraversiamo.
A volte è quasi offuscato, reso indecifrabile dalla nostra disattenzione, caduto nel buio della dimenticanza degli eventi che non sappiamo ricordare.
Tutti noi genovesi conosciamo Piazza Soziglia, la percorriamo di fretta, scordando che queste vie furono care anche a chi ci ha preceduto.
In questa piazza ampia di caruggi c’è un edificio restaurato con cura, è il palazzo con le decorazioni in marmo bianco e nero, si trova tra Via Luccoli e Via dei Macelli di Soziglia, un tempo era la sede della dogana di Genova.
Su di esso è posta un’edicola nella quale è ospitata una statua di San Giovanni Battista, patrono della Superba e protettore dei suoi abitanti.
Non è la sola edicola dedicata al Santo, altrove i vostri occhi troveranno l’immagine del Battista a presidiare la città.
Questa collocazione in Soziglia non è frutto del caso, furono gli abitanti della zona a volerla per rammentare l’intervento del Santo giunto in soccorso dei genovesi.
Accadde in due diverse occasioni, qui in Soziglia, in anni molto lontani: allora, narrano gli storici, la minaccia veniva dal fuoco.
La fiamma distruttrice colpì, in tempi differenti, in numerose zone della città, da Prè a Canneto.
Nella prima metà del ‘200 il fuoco divampò per due volte anche in Soziglia, immaginate la sua potenza in questi vicoli stretti della vecchia Genova.
Come era successo in altre circostanze, vennero condotte qui le ceneri del Battista e la loro presenza provocò lo spegnimento delle fiamme.
Il santo dei genovesi ebbe la sua vittoria sul fuoco, il santo dei genovesi salvò i cittadini minacciati da incendi furiosi.
Accadde in altre parti di Genova, accadde in Soziglia.
Molto tempo dopo i genovesi vollero ricordare quei momenti difficili, sotto alla statua del Battista venne posta anche un’iscrizione, sono parole di gratitudine per l’aiuto ricevuto.
In questa piazza ci fu un palazzo miracolato dalla Madonna, allora era ben altro a mettere in pericolo la fragilità della vita, qui trovate il racconto che ho scritto in proposito.
In questa piazza ancora c’è l’edicola che ospita San Giovanni Battista.
Lui tiene le mani giunte e lo sguardo rivolto verso l’immensità, i suoi occhi guardano il cielo sopra i caruggi di Genova.





Un’altra chicca della nostra Miss ! <3
Questa è davvero una chicca, cara Orietta, una storia che mi piace tanto.
Grazie, un grande abbraccio a te.
Miss, a parte le indiscutibili proprietà ignifughe del Battista, uno che di acque se ne intendeva, è davvero bella l’edicola di Soziglia! insomma, bisogna proprio ammettere che in fatto di Storie e di Edicole votive, Zena non è seconda a nessuno…
Hai ragione Sergio, nei caruggi ci sono bellissime edicole votive, se poi pensi a quelle che sono andate perdute… tantissime davvero, purtroppo.
Poco alla volta le edicole dei caruggi troveranno spazio su queste pagine, quando poi dietro c’è una storia commovente come questa è anche più interessante scriverne.
Grazie Sergio, buon pomeriggio a te.
È vero, a Genova pullulano le nicchie con statue di santi. Le hai mai contate? Un bacione cara 🙂
A dire il vero no cara, se dovessi provarci ci metterei un sacco di tempo!
Baci Viv, buon weekend!
Sono sempre Affascinata dalle leggende di santi e miracoli e ogni città ne ha almeno una.
Vero, è il ritratto delle vicende umane.
Più si affonda nel passato, più le storie sono ricche di fascino (e povere di scienza). Non potrò più passare da Soziglia senza rivolgere un’occhiata al Santo 🙂
Storie come questa raccontano come eravamo, sono lo specchio del nostro passato.
Questa edicola mi è sempre piaciuta e poi ho scoperto questa vicenda bellissima e così l’ho scritta per voi.
Grazie Paola, buona giornata a te!