Genova, 1911: che bei tempi!

È una piccola fotografia, l’ho scovata sul fondo di un cartone pieno zeppo di carte diverse.
Dopo una paziente ricerca ecco così spuntare un frammento di passato imperfetto, impreciso e all’apparenza, se vogliamo, anche insignificante.
Vi mostrerò così la piccola fotografia nei suoi pochi dettagli e anche a voi sarà ben evidente che l’inquadratura non è neanche delle migliori: siamo in Piazza della Nunziata nel 1911.
C’è un signore con la paglietta calcata sulla testa e attraversa la piazza assorto nei suoi pensieri, forse non si accorge neanche di ciò che sta accadendo, sullo sfondo si vede un altro gentiluomo che sale i gradini della chiesa.

Sulla destra si nota un tale con tanto di capello a cilindro, sembra stringere qualcosa in una mano e non so dirvi di cosa si tratti, più che un bastone da passeggio parrebbe un frustino da cavallo.

E poi c’è lei, la vera protagonista della fotografia: Dirce che scende le scale dalla scalinata della Chiesa dell’Annunziata.
Il fotografo è un certo Mario, quindi ho provato a immaginare la scena e il dialogo tra i due.
Mario esorta Dirce a scendere le scale lentamente, forse le suggerisce di fermarsi su uno dei gradini, fare una fotografia è pur sempre una faccenda complicata.
Ed ecco lei, con l’abito elegante, la borsa alla moda, il fastoso cappello con le piume.

Nell’immagine d’epoca si scorge appena la prospettiva di questa chiesa genovese tanto amata.

E sappiate, cari amici, che sui protagonisti in questione non ho inventato nulla, è tutto scritto a tergo della piccola fotografia e le parole che vengono dal passato hanno così restituito un labile frammento di vita.

Mario era forse un fotografo dilettante, uno che si divertiva con la magnifica invenzione della fotografia.
La piccola immagine è quadrata e posso provare a supporre, con le mie modeste conoscenze della storia della fotografia, che si trattasse di una delle due immagini che costituivano una stereoscopia.
Era di certo un bel ricordo di un viaggio felice con una tappa a Genova e come scrisse una mano a noi sconosciuta: che bei tempi… 1911.

14 pensieri riguardo “Genova, 1911: che bei tempi!

  1. con la bellissima scenografia dell’Annunziata si potrebbe allestire un sfilata di moda. … magari di abiti del primo 900

  2. La bellezza di questa foto e delle persone di inizio novecento è indiscutibile.

    Dirce somiglia molto me in una foto che ho fatto ad un matrimonio un po’ di tempo fa. Abito lungo e cappello. Vera magia.

  3. Stupenda la scritta in calce che racconta il momento e lo storicizza nella sua tenera banalità. Dovremmo farlo anche noi, per lo meno io che dimentico sempre dove e come ho scattato la tal foto… baci cara!

  4. certo, Miss, sarebbe bello sapere perchè chi scrive sul retro della foto, abbia dato quel mitologico nome alla figura elegantissima che scende le scale… probabilmente è in relazione alla Tragedia lirica Dirce, che ho trovato nel web…

  5. Cara Miss, ho una piccola curiosità: non riesco a capire da dove sia partito il viaggio di Dirce e Mario.
    “In viaggio da … a Roma”.
    Tu hai qualche idea?

    1. Benvenuta Stefania, nemmeno io sono riuscita a capirlo, confidavo nell’intuito di qualcuno di voi.
      Però, a parte questo piccolo mistero la foto mi sembra bellissima, non trovi?
      Grazie Stefania, buona serata a te.

      1. La foto è davvero molto bella, sono d’accordo con te!

        Per quanto riguarda il nome della località, la prima lettera potrebbe essere una “G” maiuscola (anche se mi sembra diversa da quella di “Genova”).
        Poi, non capisco.
        Il penultimo carattere potrebbe essere una “g” o una “f” minuscola (o, addirittura, una barra? “/” E se fosse una strana “z”, tipo quella scritta nella parola “Annunziata”?).
        Infine, termina con “o”.
        A fronte di tutto questo… Chissà!

        Buona giornata, Miss.

  6. Anche a mio parere è misterioso questo biglietto.Se fosse scritto lìper lì non avrebbe di nostalgico la frase “Che bei tempi” ma che bella vacanza casomai!Che quella scritta fosse scritta anni dopo?Forse da Zurigo a Roma con sosta a Genova?Solo loro ci diranno la realtà,è bello perchè misterioso e indaginoso.E’ una foto che hai acquistato?Molto bella anche la foto,e il dubbio che mi rimane è che una di quelle torri è senza campane già all’epoca!Quest’anno quando sono stato lì ho constatato che anche l’altra ne è priva.Che bella sorpresa questo post Miss Fletcher! Buon pomeriggio Dear, Mauro

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