Così scorre il tempo, dolcemente, con il dondolio di un’altalena in un giorno distante di Genova.
Ed è la gioia dei più piccini, l’altalena è un gioco allegro, l’altalena è leggerezza, felicità e un senso di assoluta libertà.
E allora si resta così, sull’altalena.
E una manina stringe forte la corda mentre le dita dell’altra mano sono saldamente intrecciate a quelle della sorellina.
Il tempo vola, anche quando hai tutta la vita davanti.
Si sta anche un po’ così seri, proprio nella posa da bimbetti giudiziosi come richiede il fotografo.
E poi? Poi che si fa?
Si dondolano i piedi avanti e indietro, certo!
Tutti i bambini lo fanno, in qualunque tempo.
E poi c’è chi invece tiene tra le dita un lezioso cappellino, ornamento di una giovinezza che sboccia.
L’altalena era uno degli arredi di proprietà del bravo fotografo Ciappei che aveva il suo studio in Via Carlo Felice, la nostra attuale Via XXV Aprile.
Un’altalena per quattro e ho già avuto modo di mostrarvela, guardate qui.
Anche questa fotografia, come quella da me già precedentemente pubblicata, è in formato cabinet: frammenti d’infanzia catturati dal talento di un fotografo.
Un’espressione timida, una dolcezza aggraziata.
Un’altalena per quattro, in un tempo lontano e con la lievità di quei giorni bambini.










