In questo scorcio di agosto non mi sono fatta mancare una passeggiata sui prati di Fontanarossa, il paesino dai tetti rossi è circondato dal verde, immerso in una natura meravigliosa e sovrastato la maestose montagne.
La legna tagliata, gli alberi svettanti, il cielo lucido e brillante.
E il profilo di un altro paese in lontananza, casette bianche e tegole rosse.
I prati di Fontanarossa, così curati e ben tenuti, nel tardo pomeriggio.
E quando il sole si getta tra le cime dei monti piano piano la sua luce diviene sempre più fioca.
Un prodigio di curve sinuose tra l’erba vivida.
E in cielo una coppia di falchi compie infinite evoluzioni, sono restata a lungo ad ammirare il loro stupefacente volo.
Vira lenta la luce e crea un gioco di lunghe ombre sul bosco, tra di esse c’è anche la mia.
Le cime degli alberi, le foglie frementi, il prato in un giorno d’estate.
E poi si scende, si prende la via del ritorno.
E d’improvviso, tra l’erba alta, un movimento.
Piano, piano, senza far rumore.
Alza la testolina, si guarda intorno, pensa.
E i suoi occhi si perdono nel bosco.
Non è stato il solo che ho veduto in questa giornata, poco distante c’era un suo simile che si è subito infilato nel fitto del bosco.
E poi, tra Loco e Fontanigorda, un gruppetto di queste splendide creature è passato di gran carriera davanti ai miei occhi e a quelli dell’amico che era con me.
E ancora, abbiamo visto un daino con un imponente palco di corna sulla testa: timoroso, diffidente, bellissimo, ci ha rivolto uno sguardo ed è scappato via.
E quindi l’unico che si è lasciato ammirare più a lungo è questo giovane amico, una gioia poterlo vedere!
E poi anche per lui è giunto il momento di seguire il richiamo del bosco, scrigno di vita e di bellezza, incanto della Val Trebbia.











