Anni fa, mi prese la voglia di far collane.
Comprai così fili colorati, perline, ciondioli e charms, tra cui questi, che non ho mai utilizzato, tenendoli chiusi in una scatolina bianca, in attesa degli eventi.
Poi è arrivata lei, coi suoi colori, le sue crocette, la sua fantasia.
E un cavalluccio è andato a posarsi lì, tra le onde e le barchette, insieme alle conchiglie e alla stella marina.
Le pailettes turchesi erano di mia nonna: hanno più di un secolo, ma sberluccicano e splendono come il fondo del mare.
Le conchiglie, quelle vere, provengono dai giorni della mia infanzia.
Alcune le ha raccolte sulla spiaggia una piccola Miss Fletcher bambina, nei giorni in cui l’estate era solo estate, e castelli di sabbia e formine.
E capriole sott’acqua, tuffi, partite a pallavolo, giri in pedalò oppure sul moscone.
Avevo un sughero, con attaccata una lenza e stavo ore ed ore sugli scogli a pescare granchi: li tiravo su, li mettevo dentro al secchiello e poi li liberavo.
Mai più avuta, in vita mia, un’abbronzatura così.
Mai più sentita, in vita mia, una così pura sensazione di libertà.
Era estate.

