Monumento Pellas: la grazia dell’angelo

È uno degli angeli più commoventi che potrete ammirare all’interno del Cimitero Monumentale di Staglieno, le sue armoniose fattezze scaturirono dallo scalpello del talentuoso scultore Giovanni Battista Cevasco.
L’opera è collocata nel Porticato Superiore a Ponente dove riposano molte illustri personalità cittadine, così la magnifica creatura celeste custodisce l’eterno sonno di Luigi Pellas che lasciò le cose del mondo nell’estate del 1860.
Così rimane il dolce angelo, silente e assorto, un fremito di addolorata compassione pare percorrere le sue membra mentre al petto stringe un bassorilievo nel quale è effigiato l’austero profilo del defunto.

L’angelo dalle palpebre socchiuse, raccolto nella sua vibrante preghiera, pare interpretare proprio quell’inconsolabile tristezza di coloro che rimasero su questa terra privi di una persona tanto amata.

La scultura, ingiuriata dallo scorrere del tempo, presenta purtroppo diverse mancanze, all’angelo di superba bellezza scolpito da Cevasco mancano un piede ed un’intera ala, una parte di un braccio presenta una sorta di corrosione del marmo.
Resta comunque così aggraziato, a custodia della tomba a lui designata.

La lapide narra appena delle virtù domestiche del defunto e delle sue doti umane, della tempra operosa e del buon ricordo che egli lasciò ai suoi cari.
E tuttavia, sebbene non ci fossero ulteriori dettagli sull’identità di Luigi Pellas, un moto di naturale curiosità mi ha spinta in una mia personale ricerca che ha dato interessanti risultati.
Ho così scoperto che, da lungimirante imprenditore, Luigi Pellas fondò nel 1824 Il Corriere Mercantile di cui fu editore, negli anni fu anche proprietario di uno stabilimento tipografico e litografico.
Da questa prima entusiasmante rivelazione ho poi avuto modo di approfondire ulteriori vicende della famiglia Pellas nel sempre esaustivo volume Vivere d’immagini, fotografi e fotografie a Genova, 1839-1926 edito da Scalpendi Editore a cura di Elisabetta Papone e Sergio Rebora: qui si legge ad esempio che la tipografia di Luigi Pellas si trovava dapprima in Piazza delle Mele, poi in Piazza Luccoli e in seguito in Piazza Santa Marta.
Simili indicazioni si trovano nei miei lunari del passato, emozionante è poi pensare di poter stringere tra le mani qualche antico volume stampato da questo abile genovese e leggere sulla prima pagina proprio il suo nome: Luigi Pellas.

E là egli riposa, tra i molti illustri genovesi che si distinsero per nobiltà o per iniziative di successo nelle industrie cittadine, la Genova ottocentesca è ancora là, sotto i porticati di Staglieno.
Nella sua vibrante leggiadra una creatura celeste di insuperabile bellezza siede a guardia della tomba di Luigi Pellas: ha lo sguardo dolente, le sue labbra carnose paiono sussurrare devote parole, preghiere e suppliche, la dolcezza della sua posa tocca la profondità dello spirito.

È l’angelo dalla grazia infinita, struggente e bellissimo mentre il sole accarezza i suoi tratti e così veglia sull’eterno riposo di Luigi Pellas.