Inverno sulla Passeggiata di Nervi

Era ritornata.
Non nella stagione del sole ma nel cuore dell’inverno.
Era ritornata, non vedeva casa ormai da molti anni, dal tempo del suo matrimonio che l’aveva condotta distante, a causa degli impegni lavorativi del suo consorte che lavorava in ambiente diplomatico.
Adele abitava ormai da tempo in una lussuosa dimora parigina dove conduceva una vita agiata e tranquilla ma con il pensiero nostalgico tornava sempre alle sue scogliere, alle agavi aggrappate alle rocce, ai fiori che sbocciavano sotto il sole battente.
E ora era ritornata.
In una fredda giornata di febbraio, sotto un cielo inquieto, nella stagione del freddo.
E così camminava, sulla sua passeggiata, vicino al marito e stretta nel suo cappotto scuro, incurante della gente che la circondava.
E osservava il mare, seguiva l’onda che batteva lieve sulla riva.
Era ritornata.

A casa, nella sua Nervi.
Nel luogo del quale conosceva ogni curva, ogni prospettiva, nel luogo che le restituiva la sua dolcezza come un afflato vitale e rigenerante.
Era ritornata.
Era inverno sulla Passeggiata di Nervi ma era estate nel cuore di Adele.

Una sera dorata

Una sera dorata, davanti alla ringhiera sinuosa della passeggiata di Nervi.
Tra la luce e l’ombra il canto inquieto del mare.
Un’attesa, uno sguardo che trova l’orizzonte, le parole e un tempo che scorre lento come se il giorno non dovesse mai finire.
Una dolcezza nuova eppure già conosciuta, in una sera dorata.

Seguendo le onde al Porticciolo di Nervi

Con il suo canto incessante e armonioso, l’onda sfiora la riva, si infrange e sempre ritorna, davanti al Porticciolo di Nervi.
Le case, le finestre, l’aria fresca e intrisa di salmastro.

E ancora accade, nel piccolo borgo di pescatori che pare tratteggiato dal pennello di un abile artista.

E si sale, seguendo le curve sinuose della passeggiata di Nervi, mentre tutto attorno è uno splendore mediterraneo.

Volgiamo ancora lo sguardo al passato e a un ulteriore dettaglio di una caratteristica cartolina che venne spedita nel lontano 1919.
Sulla ringhiera sono posati certi panni stesi ad asciugare, soffia benevolo il vento e l’onda sussurra le sue parole.

E sono le stesse frasi che ancora ripete alle barche che placide riposano al porticciolo.

Nella luce calda della sera.

In questa cornice perfetta dai colori pastello, sotto l’azzurro intenso del cielo, nella dolcezza della riviera.

Ieri come oggi, seguendo le onde al Porticciolo di Nervi.

Tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi

È un tiepido autunno e ritornando sulla Passeggiata di Nervi si respira il profumo del mare e anche un’impressione di primavera.
Il mare è calmo, il vento tace e il calore del sole accarezza la pelle.

È un tiepido autunno ed è l’ora perfetta per camminare, pensare e forse anche sognare.

E il mare luccica di riflessi d’argento.

Nelle ore del tiepido autunno ho seguito la ringhiera azzurra della Passeggiata di Nervi come un’affettuosa consuetudine, con la bellezza straordinaria di ritrovare un luogo caro che sempre mi dona quiete e senso di appartenenza.
Sono venuta qui in ogni stagione della vita e sempre ci ritorno.

E così mi sono seduta su una panchina tanto cara davanti alla quale si estende l’immensità del mare.

Mentre una vela bianca scivolava via sospinta da favorevole brezza.

Ognuno poi si gode a suo modo una mattinata dal clima mite e primaverile.

E sbocciano ancora i fiori delicati lungo i viali del Parco.

Con la dolcezza di un tiepido autunno sulla Passeggiata di Nervi.

Le ragazze di Nervi

Le ragazze di Nervi erano giovani, gioiose e spensierate e a Nervi facevano le bagnanti.
E così si mettevano sedute su quegli scogli che scoscesi giungono in mare, le ragazze di Nervi forse erano anche provette nuotatrici e si dilettavano nei tuffi tra le onde frizzanti.
Costumi scuri, cappellini bianchi per ripararsi dal sole e capelli corti secondo la moda del tempo.
E quei sorrisi aperti e radiosi.
Le ragazze di Nervi si distinguevano per la loro straordinaria semplicità e per questa disarmante naturalezza.

In questa foto una di loro è poco più che una ragazzina e ride divertita con il suo cappellino messo per traverso.
Un’altra ragazza sfoggia poi due lunghe trecce, un bel sollievo contro la calura.
Le ragazze di Nervi vissero giorni felici su quella scogliera.

L’onda poi passa, scorre il tempo e fugge via.
La piccola fotografia appartiene a una serie di fotografie scattate a Nervi tra il 1929 e il 1930, in stagioni che per queste ragazze furono dolci ricordi, io ho il privilegio di custodirle come tesoro prezioso di un tempo felice.
Era estate, spirava un vento gentile e l’orizzonte era carico di promesse.
E sullo scoglio c’erano loro: le ragazze di Nervi.

Azzurro Mediterraneo

Gli scogli scoscesi, l’onda lenta che si disfa in candida schiuma.
E la vita tenace e potente, abbarbicata alla roccia e assetata di sole, protesa verso l’infinito.
Pennellate di nuvole in cielo e una quiete miracolosa, sulla passeggiata di Nervi.
Semplicemente azzurro Mediterraneo, in un pomeriggio di giugno.

All’infinito

L’attesa.
E il tempo fluisce, scivola come acqua sull’orizzonte.
Si ferma come perdendosi nelle nuvole chiare, si confonde nell’azzurro.
E il tuo sorriso ritorna, ancora.
E il tempo scorre, sfugge via.
Oltre la ringhiera, sulla passeggiata di Nervi.
Nell’eterno canto delle onde.
All’infinito.

Celeste di Nervi

Sono i toni dell’azzurro e del celeste a ravvivare la prospettiva della nostra magnifica Nervi, posata come un gioiello sulla costa del levante genovese.
Così il vento allegro e leggero accarezza le creuze e le case insieme alla luce mentre si scende verso il Porticciolo.

Sventolano i panni stesi ed è chiaro e celeste il cielo di primavera a Nervi.

E poi bianco, rosso e turchese sugli scafi delle barche che così placide riposano al sole, al Porticciolo di Nervi a dire il vero si trovano tutti i colori del mondo.

E chiara e calma è l’acqua del mare e sempre celeste è la leggendaria ringhiera della Passeggiata Anita Garibaldi che così si snoda e sale mentre le onde lente si frangono sulle rocce.

Un luogo dell’anima e del cuore per noi genovesi, la passeggiata di Nervi è bellezza, consolazione, armonia, quiete.

Azzurri sono i fiori che sbocciano generosi nelle aiuole e sono visitati da api operose e indaffarate.

E ogni panchina è una poesia ritmata dalla musica dell’ombra della ringhiera che così il sole disegna sui mattoni rossi.
E il mare il cielo si incontrano, laggiù, in lontananza.

Così, a volte, è persino difficile trovare le parole e forse non è nemmeno necessario.
Basta respirare il profumo fresco del mare, sentire la carezza del sole e ritrovare, sempre, i toni delicati di celeste della nostra bella Nervi.

Una cartolina per Nelly

Una cartolina romantica, scelta da mani affettuose e gentili.
Viaggiò in un giorno di primavera, si legge infatti una data precisa: 11 Aprile 1900.
Quanti anni sono trascorsi da allora, quante vite e quanti destini si sono intrecciati per poi disciogliersi!
La cartolina compì un viaggio piuttosto breve, fu infatti spedita da Genova: la destinataria era una certa esimia signorina Nelly e l’indirizzo sul retro della cartolina ci svela che lei si trovava presso l’Educatorio delle Suore Marcelline nel quartiere di Albaro.
Quella garbata calligrafia così precisa e armoniosa ha davvero attirato la mia attenzione: saper scrivere a quella maniera è oggi una vera rarità come del resto è piuttosto insolito imbattersi in una fanciulla di nome Nelly, sono davvero cose di altri tempi!
Di Nelly poi, non so dirvi davvero nulla, non so immaginare se si trattasse di una bimba o di una giovane ragazza.
A lei scrive un certo Fausto e le manda un semplice bacio: io credo che costui potrebbe essere semplicemente un fratello o un parente, non penso che la cartolina sia stata scritta da un innamorato, del resto correva l’anno 1900 e Nelly si trovava dalle Suore, da qui la mia deduzione.
Trovo molto bella questa cartolina nella quale si ammira uno scorcio della passeggiata di Nervi: il mare azzurro, le rocce, un panorama rasserenante così dipinto e in parte incorniciato da fiori odorosi.
Un’armoniosa preziosità destinata a una persona cara, un ricordo di Nervi: una cartolina per Nelly.

Sulla Passeggiata di Nervi

Ed ecco la dolce bellezza della Passeggiata di Nervi: il fragore del mare, le onde impetuose, i profumi mediterranei, il vento che smuove le fronde e tutto rinfresca e sempre si rinnova questo splendore.
A volte si osserva da lontano e non si distinguono i volti e le figure ma si ammira l’insieme e il panorama incantevole che ammalia lo sguardo.

Mettiamo la mano sulla sinuosa ringhiera turchese e percorriamo insieme un breve tratto, calcando i mattoni rossi della passeggiata che si snoda lungo gli scogli di Nervi.
E cerchiamo una panchina tutta per noi, davanti al mare inquieto.

Non siamo certo gli unici ad aver avuto questa splendida idea, le panchine della Passeggiata di Nervi sono da sempre il luogo perfetto per riposarsi e fermarsi a chiacchierare.
Ecco infatti alcuni signori impegnati in una piacevole conversazione.

E ancora, poco distante, gente che va e gente che viene, davanti a questo mare.
Una figuretta sottile e aggraziata incede con passo sicuro: è una giovane donna e porta con sé due belle bimbette, la più grandicella ha due lunghe trecce che le cadono sulla schiena, la piccolina si lascia quasi un po’ trascinare con il suo passo incerto.
Tutti loro sono là, sulla Passeggiata di Nervi.

E come vi dicevo, a volte si osserva da lontano e non si riescono bene a distinguere i volti e le persone eppure ci sono, in questo luogo tanto amato.
Se voi siete d’accordo, cari amici, io mi fermerei qui, che ne pensate?
Potremmo restare un po’ al chiosco della Marina a seguire il tempo che scorre, con questa dolcezza, sulla Passeggiata di Nervi.