Catherine Principessa di Galles

“Tutti abbiamo il compito di costruire un mondo più empatico in cui i nostri figli possano crescere, imparare e vivere.”

Ad aprire questa recensione sono le parole della stessa Catherine citate all’inizio di uno dei capitoli della biografia di Robert Jobson edita da Rizzoli e intitolata Catherine Principessa di Galles.
Una vita intera narrata dall’infanzia all’età adulta, seguendo i passi di lei che, nata commoner, ora è Principessa e diverrà in futuro Regina consorte.
Io seguo da sempre le vicende della casa reale britannica e ho letto diverse biografie, il libro di Jobson si inserisce nel filone delle biografie dallo stampo istituzionale e non cede al pettegolezzo, limitandosi ad offrire il racconto di eventi che in parte già conosciamo e offrendo al lettore uno spaccato della quotidianità della vita della Principessa di Galles.
E così si narrano i primi incontri con William e la nascita del loro amore, il matrimonio, la passione di Catherine per la fotografia, gli sport e l’arte, gli attriti con Harry e Meghan, l’impegno nelle cause umanitarie e i lunghi viaggi accanto al marito, fino alla recente malattia che l’ha colpita.
Lo stile è asciutto e semplice, è una cronaca garbata e puntuale incentrata con maggiore profondità sulla vita pubblica di Catherine e sui suoi molti impegni istituzionali.

Ho trovato gustosi alcuni brevi aneddoti, piacevoli e interessanti a mio parere sono le parti dedicate alla maternità e alla famiglia e le pagine sulla compianta Lady Diana.
Certo, questo è un volume che non può mancare nella libreria di un vero royal watcher e tuttavia questa biografia non mi ha coinvolta pienamente perché, a tratti, mi è parso che mancasse proprio il vero ritratto di Catherine nella sua umana complessità e con le sue sfumature.
Anche io, come la mia amica Viv nella sua bella recensione, ad esempio ho ritenuto eccessivi i continui riferimenti agli abiti indossati da Catherine nel corso dei suoi diversi impegni.
La Principessa di Galles è entrata presto nel cuore degli inglesi e di coloro che sono affezionati alla casa reale britannica, in fondo è lei stessa a “scrivere” al meglio la sua storia, facendosi apprezzare non solo per il suo stile e la sua innata eleganza, ma mostrandosi nella sua modernità, nella sua allegria, nella sua umana fragilità ma anche nella sua forza e nel suo carattere combattivo.
Abbiamo imparato a conoscerla in ciò che lei stessa ha narrato di lei, raccontandosi anche nei momenti difficili della sua malattia e della cura, è una figura positiva, propositiva e gentile.
E quell’empatia da lei auspicata come potente arma per costruire un mondo migliore traspare sempre dal suo sorriso radioso e dalla luce che illumina il suo sguardo.