Il tempo del rispetto, il tempo dei giorni di un certo Luigi Roggero, cittadino genovese che volle dimostrare la sua infinita stima ad un illustre sodale, Giuseppe Mazzini.
Roggero condivideva le idee di Mazzini e nella sua casa aveva ospitato la sua amica Jessie White Mario, tratta poi in arresto dalle autorità, sorte che toccò in seguito allo stesso Roggero.
Egli scelse una maniera particolare per onorare Mazzini, prese contatto con uno scultore e a lui commissionò un monumento per il patriota, la statua venne eretta a spese di Luigi Roggero e venne donata alla città.
E tutti i genovesi la conoscono, basta che siate entrati una volta a Palazzo Tursi, sede del Comune, passato il cortile e percorsa la prima rampa di scale trovate Mazzini in posa solenne e pensosa, la statua è opera dello scultore Santo Saccomanno.

E non è la sola opera di questo artista che potrete ammirare, camminando sotto ai porticati di Staglieno incontrerete visi e sguardi ai quali ha dato vita l’abile mano di Santo Saccomanno.
E là troverete un uomo ritratto nel momento dell’estremo saluto all’anziano Faustino Antonio da Costa.

Tra figure eteree, lievi oppure dolenti, vedrete anche un uomo molto anziano.
E’ stanco e temprato da innumerevoli fatiche, ha la pelle rugosa ed avvizzita, lo sguardo spento ed affaticato, sulla sua schiena curva preme il peso di molti anni.
Quest’uomo dai tratti così drammatici è il Tempo ed è simbolicamente seduto sulla scala della vita.

E c’è un altro celebre vecchio, sta a guardia della tomba di Erasmo Piaggio, capitano marittimo, armatore e negoziante.
Ha l’aspetto solido e rassicurante, tiene le braccia conserte, quieto e tranquillo osserva ciò che scorre davanti ai suoi occhi.
Anch’egli è il Tempo, saggio vecchio con grandi ali d’angelo, accanto a lui è posata una clessidra.

E poi troverete figure femminili, prestate attenzione alle seguenti immagini, a mio parere hanno dei punti in comune tra di loro.
Lei è una giovane donna e regge una clessidra, la sua veste scende leggera e non svela le sue forme.

Un angelo e il suo gesto aggraziato, sul limitare del mistero.

La tomba Erba, la ragazza ha gli occhi chiusi e un’espressione arresa, questo è il tempo della fragilità della vita.
Osservate il suo volto e quello delle due statue che seguono, io intravedo delle somiglianze, sia nella postura che in certi tratti del viso, non ne ho la certezza ma credo che Saccomanno abbia ritratto più volte la stessa modella.

E ancora una giovane donna seduta, ancora lo stesso drappeggio dell’abito.

Si regge il capo con una mano, è seduta sui gradini, serena e calma.

E’ la fanciulla che trovate davanti alla Tomba Lavarello, un capolavoro di armonia e bellezza.

E bella e gentile è questa giovane che regge la croce.

Ed ora andiamo a qualche giorno fa, mi trovavo nel centro di Genova, per la precisione in Corso Torino.
Ho visto una casetta gialla e bassa e in lontananza ho notato una targa, mossa da curiosità sono andata a vedere cosa ci fosse scritto ed ho scoperto che qui aveva il suo studio lo scultore Santo Saccomanno.

Celebrato artista di grande talento, la targa ricorda che vennero nel suo studio importanti figure del suo tempo.
E allora per rendere un piccolo e dovuto omaggio a questo scultore ho pensato di mostrarvi la sua casa e alcune delle sue opere.
E così se anche voi capiterete in Corso Torino saprete che lui è l’uomo che scolpì il Tempo e le fanciulle che avete veduto.

E c’è una statua a me molto cara che è un dono delle sapienti mani di Santo Saccomanno.
Si trova sotto ad un porticato ed è molto difficile fotografarla in quanto luce ed ombra giocano spesso a sfavore.
E tuttavia resta una delle mie preferite e vado sempre a trovarla.
E’ una fanciulla che legge, credo che tra le mani regga un libro di preghiere.

Assorta, pensosa, estraniata in un mondo distante.
Ed io vedo in lei l’immagine perfetta di una lettrice immersa nel suo libro, noi amanti dei libri a volte siamo un po’ ritrosi, forse è per questo che lei non si lascia fotografare.

Indossa un’ampia gonna con tante pieghe, ha i capelli raccolti, la figura aggraziata e sottile.

Ed è immersa nei suoi pensieri imperscrutabili e forse nel flusso di nostalgici ricordi, leggiadra fanciulla donata ai nostri sguardi da Santo Saccomanno.
